Ott 8, 2 mesi ago

Calorie & Pulsazioni

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Qualche giorno fa ho scritto qualcosa riguardante le calorie consumate nella corsa. Nelle varie discussioni ho detto che il conteggio delle calorie quando si fa i pesi non è corretto perché un cardiofrequenzimetro o un pulsossimetro stimano le calorie a partire dalle pulsazioni, pertanto quando si fanno i pesi questi cosi non possono tenere conto del metabolismo anaerobico.

Ora, ho ricevuto molti commenti, che hanno un denominatore comune a mio personalissimo avviso: è come se le persone fossero spaesate. Il cardio o l’i-watch che non funzionano bene, che il numero che si legge non è corretto, oppure che i consumi dei pesi non sono così importanti o che le calorie consumate con i 5’ di HIIT sono pochissime. Percepisco uno smarrimento.

La cosa che mi lascia perplesso è passare come uno di quelli che sa tutto lui, saccente, che deve sempre andare contro. Addirittura qualcuno mi ha chiesto gli studi per sostenere queste cose…

Il punto è, spiace dirlo, che quello di cui parlo è davvero Fisiologia di base dell’Esercizio, o se si vuole Biochimica di base.

Faccio perciò una premessa. Il problema di noi che facciamo pesi e palestra è che associamo la parola “aerobica” a qualcosa di negativo, perché l’aerobica la fanno i secchi. Questo ci impedisce di capire proprio il funzionamento del corpo umano sotto uno stress continuativo. 

Perciò, in questo articolo vi spiegherò su cosa si basa la misurazione del consumo calorico, qualcosa che io mi sono studiato da solo nel 2009 con estremo stupore perché, anche io facendo i pesi, questa roba non me la cagavo manco di striscio. Nel 2014 per l’esame di Fisiologia a Scienze Motorie me la sono proprio dovuta approfondire a livelli molto superiori, a Fisiologia e Fisiologia dell’Esercizio.

Per quelli che vogliono gli studi, un bel libro su queste materie, uno qualsiasi ma che venga studiato perchè la difficoltà è capire come i vari pezzi interagiscano fra loro.

La produzione di energia

Questo tipo di disegno è la grafica di Project Diet e dato che l’ho fatta io me la rifaccio per i miei disegni. Vi piace? Non vi piace?. Allora… il disegno è una rappresentazione di come ogni cellula del corpo umano a parte qualche rara eccezione (gli eritrociti, per dire, ma non mi vengono in mentre altri casi) produca l’energia necessaria per la sua sopravvivenza. Una cellula muscolare utilizza lo stesso meccanismo per accorciarsi.

L’energia nel corpo umano è data dalla presenza di ATP, adenosintrifosfato che è utilizzato in praticamente la totalità delle reazioni biochimiche cellulari e così per la contrazione muscolare. Più richiesta di contrazione implica più necessità di ATP e così più necessità di produzione di energia.

Ora, come produce ATP una cellula? Abbiamo bisogno di una serie di sostanze che possano, trasformandosi, permettere la produzione di ATP. Queste sostanze sono i substrati energetici cioè sostanze che permettono proprio questo. Questi sono i carboidrati, le proteine, i grassi che vedete nel disegno e che sono esterne alla cellula.

Piccola nota. Chi vuole commentare non faccia l’intervento “vero ma…” e poi snocciola info per sapere che sa le cose, tipicamente facendo notare particolari che per lui sono sbagliati, ma che tipicamente non sono rilevanti. Ad esempio, un tizio del genere mi potrebbe far notare che all’interno di una cellula abbiamo glicogeno, che è in pratica una forma di glucosio immagazzinata e così il disegno non sarebbe corretto. Che si fotta il tizio, ciò che conta è il concetto di substrato energetico.

Questa roba entra nella cellula e, con un meccanismo misterioso, serve per produrre ATP. Il meccanismo è misterioso perché non è rilevante, ma nella scatola ci sono la glicolisi, la beta-ossidazione, il ciclo di Krebs e la catena della fosforilazione ossidativa che servono per produrre l’ATP. Per noi quello che conta è che entra della roba in una scatola ed esce dell’altra roba dalla scatola.

Nella scatola, in pratica, ci sono svariati metabolismi cioè insiemi di reazioni che permettono la sopravvivenza della cellula.

A seconda del substrato utilizzato prevalentemente, avremo una prevalenza di un certo tipo di meccanismo che agisce nella scatola, però si noti che, indipendentemente dal substrato, c’è sempre la presenza di ossigeno, O2.

Presenza di ossigeno, siamo di fronte a metabolismi di tipo aerobico: l’ossigeno è indispensabile per la produzione di energia, sempre. Dovete vedere il metabolismo anaerobico come un supporto flessibile quando il metabolismo aerobico non ce la fa a funzionare alla velocità richiesta, cioè non riesce a supplire all’ATP necessario per svolgere una certa attività fisica, ma durerà per un periodo limitato e successivamente nel reintegro delle sostanze perse o nel ritorno alla normalità sarà sempre coinvolto il metabolismo aerobico.

Perciò entrano substrati ed ossigeno ed escono anidride carbonica, CO2, acqua, H2O e altre sostanze che non ci interessano (per dire, ioni acidi H+ che vengono dalla scissione di ATP in ADP).

Senza ossigeno tutto questo non funziona, per questo respiriamo. Fate la prova: trattenete il respiro per circa 20’ e andrete incontro ad un importante effetto collaterale dovuto alla carenza di ossigeno: la Morte. Perciò potete stare a zero carbo, o zero grassi, o zero carbo e grassi e consumare le vostre proteine ma non potete stare a zero ossigeno

Ma come ci arriva l’ossigeno ai vari tessuti/organi? Dall’esterno, tramite i polmoni, l’ossigeno entra nel sangue e nel sistema circolatorio arterioso. Il cuore pompa il sangue arterioso verso i vari tessuti e nei capillari di questi si ha il trasferimento all’interno delle cellule. Viceversa, l’anidride carbonica passa dai tessuti ai capillari venosi e da qui il sistema circolatorio la riporta ai polmoni perché sia smaltita all’esterno.

Adesso un passaggio un po’ ostico

L’ossigeno si misura in litri assorbiti al minuto o litri scambiati al minuto. Questo perché quando respiriamo (cioè inspiriamo ed espiriamo) non tutto l’ossigeno che entra viene assorbito, una parte viene ributtata fuori, ma quello che conta è quanto ossigeno viene scambiato, immettendolo all’interno, con l’anidride carbonica, immettendola all’esterno.

A seconda del tipo di combinazioni di substrati utilizzati è possibile calcolare quello che è un equivalente calorico dell’ossigeno, cioè le calorie sviluppate da ogni litro di ossigeno che viene a consumarsi. Per attività aerobiche fino alla media intensità diciamo che questo valore è pari a 4,9 kcal per ogni litro di ossigeno consumato.

Ciò che adesso è importante memorizzare è che è possibile passare da ossigeno consumato a calorie consumate nell’attività.