Perchè la spina non si spezza?

Scrivo queste righe per “fare il punto”. Perciò non è per i miei immaginari lettori, ma per me: scrivere in maniera semi-intelleggibile mi permette di interiorizzare quello che ho studiato. Il problema è che questo è un argomento complicato e sfuggente.

Risultati immagini per ray williams squat

Chi si interessa di biomeccanica dei sovraccarichi non può non rimanere affascinato da prove di forza come questa qua sopra di Ray Williams, credo che attualmente il suo squat raw da 480 e passa kg sia il record del mondo raw. Come fa la colonna vertebrale di questo tizio a non collassare su se stessa?

Negli anni ho cercato di studiare il problema, con lo svantaggio di non essere un ricercatore, di non avere accesso alle info complete, di non far di lavoro quello che studia la biomeccanica della spina.

Poiché, finalmente, sono arrivato ad un punto secondo me interessante, faccio… “il punto”. Rimango sempre perplesso quando ricevo commenti della serie “eh ma si sapeva” o “eh ma era evidente”. Non solo per la roba che pubblico ma in generale.

Spesso è vero, gli studi scientifici per il solito meccanismo del publish or perish non fanno altro che presentare le solite cose, tipiche le meta-analisi delle meta-analisi delle meta-analisi dove gente che per avere uno studio pubblicato ed indicizzato non fa altro che ricercare su google o pubmed del materiale per “fare il punto” (non è una critica alle meta-analisi, ma all’uso che se ne fa) ed è ovvio che le conclusioni siano sempre le solite…

Però spesso chi dice “eh si sapeva” denota di non avere le idee chiare, e che invece non si sapeva un cazzo perché prima si aveva una ipotesi, delle idee, adesso si ha una tesi dimostrata. Questa è la differenza fra l’esperto di Internet e chi fa ricerca, la vive di persona: io che non conto un cazzo posso prendere la più spettacolare delle idee non confermate e spiegare tutto tanto non ho la responsabilità (anche penale e civile) di quello che dico, mentre chi è un addetto ai lavori quell’ideona deve confermarla.

Pertanto l’esperto su Internet se l’ideona è una cazzata… passa ad un’altra ideona e avrà sempre ragione perché prima o poi una delle millemila ideone verrà confermata e potrà dire “eh ma si sapeva”, mentre chi ricerca per dire che l’ideona è vera deve fare tutto lo sporco lavoro.

Perciò, siamo vicini a confermare molte delle idee ipotizzate 30 anni fa, che pertanto molti “sapevano” anche se non sapevano un cazzo.

Vediamo come va con questa roba, che è totalmente anti-marketing: lunga e pesante, tempo di lettura di 10’ per 100 volte perché più di 10’ di fila non si regge. Per fortuna demando il mio marketing ad altri…

Il problema, anzi, i problemi

La spina dorsale pone degli angoscianti problemi. Ve ne elenco alcuni:

  • Perché la spina umana ha 3 curvature e quella del gorilla manco una?

  • Perché può reggere carichi immensi senza rompersi quando in laboratorio le vertebre si spaccano tutte con carichi bassissimi?

  • Perché la spina dorsale è fatta di vertebre?

L’ultimo punto è molto interessante ma richiederebbe di studiare la Biologia Evolutiva, una branca (non “branchia” come leggo spesso, tanto spesso quanto “centrano” invece di “c’entrano” e questo anche da studenti di Medicina o Giurisprudenza) affascinante quanto complessa. Perché, cioè, l’Evoluzione ha premiato la scelta di creare vertebre?

30 anni fa i ricercatori iniziarono a chiedersi questa cosa qua: se io metto un peso sulla sommità della spina dorsale, bastano 9 kg per farla collassare. Cioè la colonna perde le sue forme. Attenzione: non si rompe nulla, semplicemente non sta in piedi, si deforma.

Questo accade perché sulla colonna agiscono forze che tendono a muovere le vertebre in maniera parallelamente ai rispettivi piatti vertebrali, le famose forze di taglio. Ora, quello che ho scritto non è che sia così immediato da comprendere, se lo dico ad un corso tutti annuiscono con quegli occhi a pesce lesso che fanno capire che invece la frase è criptica (non mi reputo intelligente eh… anche io faccio così ai corsi, annuisco per non sembrare un coglione).

Compito di chi insegna è rendere comprensibili le cose, non dare sfoggio di sapienza, pertanto ecco un disegnino.