Mar 31, 8 mesi ago

Leg e ancora leg…

In questo articolo

http://smartlifting.org/2017/03/lacl-di-ray-williams-e-altro/

…mi scrivono chiedendo perché metto il link per esteso quando potrei nasconderlo nel testo… è che uso Doxpresso per pubblicare e non mi mantiene il link se non faccio così, oppure sono troppo vecchio per usarlo bene… 

…dicevo…

In quell’articolo cito uno studio, “Dependence of cruciate-ligament loading on muscle forces and external load” – Pandy – Journal of Biomechanics, 1997.

In questo studio si simula in pratica una leg extension dove il pad di gomma è posto a varie distanze rispetto al centro di rotazione, poi quando è nel punto inferiore la sua inclinazione viene fatta variare.

Questo grafico indica l’andamento della forza sul crociato anteriore via via che si posiziona il pad della leg extension sempre più in basso. In pratica è come se uno facesse la leg, fermandosi a 15° e gli spostano il pad da 10 cm a 40 cm lontano dal ginocchio, mentre registrano la tensione sul crociato anteriore: i dati formano la curva dei 15°. Poi piazzano il tizio con un angolo di flessione di 30° e ripetono, e così per i 45° e per i 60°.

Nel testo si legge che in questa strana leg extension quando l’angolo di flessione è superiore agli 80° non si hanno forze di trazione sul crociato anteriore.

Ecco il risultato del mio modello. Le curve sono praticamente lineari, ma gli andamenti sono mantenuti. La curva degli 80° è anch’essa sempre nulla e la monotonicità è mantenuta.

Ora, non sono stato a scendere nei dettagli sul come abbia determinato queste curve nel mio modello perché tanto… non frega un cazzo a nessuno e nessuno si sciroppa questi articoli. Eccetto il mio carissimo amico Giovanni Pontelli che qualche giorno fa mi ha telefonato e mi ha chiesto il motivo di quei grafici che, effettivamente, sono un po’ strani e non intuitivi.

In pratica ciò che mi dice Giovanni è questo:

Prendiamo la leg extension come in A, qua sopra. Il pad è in quella posizione e il carico preme con quella forza P. Quella forza è posta a L di distanza dal ginocchio, perciò il suo momento meccanico, cioè la capacità di mettere in rotazione la tibia, è pari a LP. Per controbilanciare questo momento è necessario un contro-momento al ginocchio, dato dalla tensione sul tendine rotuleo. Cioè per bilanciare la forza P è necessaria una forza F.

Bene, nello studio c’è scritto che se il pad si sposta in su, la forza sul crociato anteriore diminuisce. Ora facciamo così. Lo sposto a metà della distanza di prima, come in B, il momento è la metà, la forza F sul tendine rotuleo è la metà perciò tutto torna, no?

Ma posso fare anche come in C: lascio il pad dove è e dimezzo il carico, la forza P è la metà e anche in questo caso il momento è la metà di quello in A, perciò la forza F sul tendine rotuleo è ancora la metà di quella in A.

Cioè, C e B sono equivalenti. E allora, cosa cambia fra spostare il pad oppure scaricare? Dove è il comportamento strano del crociato?

La risposta a questa domanda assolutamente lecita e corretta, e ringrazio Giovanni perché legge quello che scrivo, è un interessante esercizio di Biomeccanica basato sulle somme vettoriali, operazioni elementari ma che incredibilmente permettono la comprensione di molte cose.