Lug 6, 1 anno ago

Sono laureato ma quello col corsetto mi ruba il posto

Sono oramai anni che sento questa storiella, la capisco e la comprendo, però alla fine ci si dovrebbe anche rendere conto di come il mondo giri. Il mondo “là fuori” non è giusto, ma è fatto così, entrare in quest’ottica significa sopravvivere meglio, non comprenderla significa soccombere.

Ma “soccombere” oggi non significa essere sbranato, ma semplicemente trovarsi a 30 anni nell’enorme massa degli insoddisfatti senza uno scopo, che passano i venerdì sera a lamentarsi su come sarebbe bello aprire una palestra sulle spiagge bianche di un atollo polinesiano.

Quello che scriverò non piacerà proprio a chi è laureato, però lo scrivo lo stesso e non mi si venga a dire che io sono uno di quelli con il corsetto. Io sono laureato con 110 e lode a Scienze Motorie, una laurea che mi sono preso da grande e lavorando, una opportunità possibile proprio per la presenza di Atenei Online. Incredibile, invece di dirmi che sono bravo molti miei colleghi stronfiano dicendo che ora la laurea la danno a tutti…

Si sente spesso dire che quello con il corsetto di 2 giorni frega il posto a chi ha studiato se non altro 3 anni. Sicuramente 2 giorni di corso non possono competere con 3 anni di università, è palese, e non voglio entrare nel merito tecnico della questione mentre voglio analizzare un aspetto che molti invece non comprendono.

Quello con il corsetto commette qualcosa di illegale se viene preferito a chi ha studiato 3 anni? Commette qualcosa di illegale un proprietario di una palestra se non assume uno che non è laureato? Perché questo è il punto. La risposta è, tristemente per i laureati, no. Nessuno commette qualcosa di illegale, perciò nessuno ruba il posto a nessuno.

La figura dell’istruttore di sala, del personal trainer, così come di qualsiasi figura professionale all’interno di una palestra NON E’ riconosciuta in Italia, e, non essendo riconosciuta, non ci sono norme a tutela di nessuno. Né del cliente, né del personal trainer, né del proprietario di una palestra. Ci si accorge di questo nel momento in cui qualcuno si fa male perché, come dice Confucio, “è allora che sono cazzi” perché se il soggetto ferito si picca di dire che è stato tizio a dirgli di fare quell’attività che gli ha procurato la lesione e non accetta che sia stato un caso fortuito, allora lì si entra in casini inenarrabili. Ma solo allora.

Perciò, è del tutto inutile che il laureato si incazzi con quello del corsetto, perché lui PUO’ FOTTERGLI il lavoro, gli piaccia o meno. 

Poi c’è la storiella del CONI che non vuole che il laureato in SM si prenda il mercato delle palestre perché il CONI propone dei corsi bla bla bla. Ma anche questa cosa è vera? NI.

Vorrei affrontare UN SOLO ARGOMENTO, che è ben riassunto nell’acronimo SNAQ, ovvero Sistema Nazionale delle Qualifiche Sportive (non so l’ultima S da dove venga ma poco male). Chi fosse veramente interessato e volesse leggere qualcosa di importante dovrebbe scaricarsi questo file

In Europa si è manifestata una esigenza: equiparare nei paesi comunitari il livello delle qualifiche, di tutte le qualifiche, non solo quelle sportive. In altre parole, se voi andate in Germania e volete assumere un tornitore professionista, un webmaster, uno chef… come potete farlo se i vostri criteri di scelta non corrispondono a quelli del paese in cui siete? Quale qualifica italiana si equipara a quella polacca per i cuochi, o a quella belga per gli animatori turistici?

È così nato, e nello spirito comunitario la filosofia di base è SEMPRE ECCELLENTE, quello che è l’European Qualification Framework e il sistema dei crediti europei per la formazione. Per essere pratici, avete mai visto i corsi della Patente per il Computer? Ecco, quei corsi creano una figura professionale che è uniformemente riconosciuta in tutta Europa, cioè chi ha fatto in Italia, Francia, Inghilterra (ops… brexit) un corso di questo tipo ha avuto la medesima formazione indipendentemente dalla nazione.

Il CONI aderisce a questo framework europeo e ha definito il suo sistema di qualifiche, lo SNAQ appunto, che recepisce i criteri di uniformità europea. Qua sopra i quattro livelli dello SNAQ che pertanto sono validi in tutta europa. Per essere chiari, se sono qualificato Aiuto Allenatore in Italia, questo titolo mi è riconosciuto in tutta la CE e con CE non intendo China Export.

Poiché non so se il laureato in Scienze Motorie che sta leggendo incazzato abbia capito, qua sopra per essere proprio chiari: le federazioni che in Italia aderiscono allo SNAQ sovrappongono le loro qualifiche a quelle SNAQ, perciò al di là del nome, allievo allenatore, maestro allenatore, jedi allenatore… si mappano su primo, secondo, terzo livello SNAQ, ok?

Questo permette di equiparare le competenze del maestro di scherma con quelle del guru del sacro ordine della scuola di Hokuto, perché sempre un quarto livello SNAQ saranno.

Bene.

Adesso entriamo nel merito e vediamo quello che ci interessa, il gradino più basso della gerarchia SNAQ.