Lug 29, 10 mesi ago

Intraruota – Backstage

Come nasce un argomento del corso DCSS? Tipicamente, è un processo abbastanza lungo perché composto da un certo numero di passi, che però sono fra loro legati da questo filo conduttore: “wow, ma questo è un argomento fortissimo! Mi piacerebbe poterlo spiegare ad altri come vorrei lo spiegassero a me”

In altre parole, io cerco di apprendere nozioni con un occhio di attenzione particolare alla didattica e i miei modelli di riferimento non possono che essere Piero ed Alberto Angela. Non è per me necessario solo comprendere l’argomento, ma è necessario anche saperlo spiegare, a più livelli. Un conto cioè è spiegare l’accelerazione del bilanciere nello squat in un contesto di ingegneri, fisici, matematici in cui “è la derivata della velocità” risulta immediatamente comprensibile, un conto è spiegare la stessa accelerazione a chi è laureato in Scienze Motorie e che non ha un background tecnico per comprendere il concetto di derivata. Viceversa, è molto più semplice parlare di metabolismo lattacido o aerobico con un laureato in Scienze Motorie che il ciclo di Krebs lo conosce che con una platea di ingegneri che queste cose non le sanno.

La difficoltà è riuscire a spiegare un argomento ad entrambe le platee.

Un argomento interessante che leggo sui vari gruppi tematici è questo: “si dice” che le spinte con i manubri facendo una intrarotazione dell’omero in risalita siano più efficaci nello sviluppo del grande pettorale rispetto alle spinte che non lo fanno, perché il pettorale è un adduttore, flessore ed intrarotatore dell’omero.

È vera questa cosa qua? Non lo so, ma è interessante capirlo. Perciò mi documento, studio, recupero materiale. Poi inizio ad organizzarlo per renderlo comprensibile.

Tipicamente il processo creativo è che scrivo il testo dell’articolo e quando per spiegare mi serve un disegno… lo faccio. Magari poi mi viene un’altra idea e faccio un altro disegno, e così via. Avendo a disposizione oltre 5000 slide e circa 9000 disegni vari, il disegno non viene mai da zero. Qu sopra un esempio di slide in PowerPoint. Sì, ragazzi, uso Powerpoint, Excel e Word per queste robe. Poi l’atlante 3D di anatomia, non ci sono altri trucchi. Powerpoint è un piccolo CAD, elementare per molte cose, con funzionalità di elaborazioni delle immagini elementari, però copio-incollo senza rompermi su Word e così Excel che fa grafici da Dio tra l’altro.

Da questi disegni e dal testo nasce un articolo in Word, un semplice flusso di testo con le immagini. A questo punto creo un file in formato OpenOffice e lo carico sul blog, faccio la miniatura per la preview ed ottengo il risultato finale, cioè l’articolo per il blog.

Pubblico, condivido, spammo, commento a chi commenta, litigo e il pezzo inizia a girare. Ma non è questo il risultato finale. Tutto è rivolto alla creazione di un progetto più grande, un “libro”, cioè un punto di raccolta delle informazioni in maniera logica e consequenziale, in questo caso il libro del corso DCSS.

Tutto quello che c’è prima è la brutta copia della versione definitiva. I commenti dei lettori mi servono per vedere quante fesserie ho detto, quanti sfondoni, quante cose utili e così via. 

Il libro del corso ha un impaginato professionale, su due colonne, con i riferimenti alle figure ed è depurato di tutte le cazzate accessorie, dello slang, delle polemiche, è riletto e corretto perché deve costituire un qualcosa di più “ufficiale” dato che non è gratuito ma è fatto pagare nel costo del corso. Perciò lo stesso materiale è distillato in un prodotto del tutto diverso, anche se il contenuto è lo stesso.

Per far capire cosa intendo, di seguito un capitolo del libro del corso. Glì articoli del blog da cui è tratto sono questo, questo e questo, così potete vedere la differenza. Il libro è solo per i corsisti, cartaceo e in bianco e nero, è una esclusiva per chi viene, per l’edizione di Messina del 17-18 Settembre ogni giorno avrà un libro di 250 pagine, ogni corso ci sarà un libro sempre più bello.

Però, chi non vuol partecipare, troverà sul blog tutto il materiale, sparso, in brutta. Ma gratis. Mi sembra che più corretto di così non potrei essere.

 

DCSS PowerMechanics For Power Lifters parla, per oltre 750 pagine, della biomeccanica dei principali esercizi della palestra: il libro è a colori e ci sono almeno 2 disegni a pagina, oltre 2000 in tutto il libro, rispetto ai 20, 30 di altri libri. Non solo, DCSS è l’unico libro in cui la pubblicità, come è questo articolo, non ha mai frasi del tipo “se vuoi sapere il resto, compra il libro”. Addirittura, la pubblicità è fatta con materiale inedito…

DCSS è stato definito da Boris Sheiko, il più grande allenatore di Powerlifting di tutti i tempi, come “il miglior libro di biomeccanica del Powerliting che abbia mai avuto”. Il libro è difficile, perché gli argomenti sono difficili, ma in questo modo può essere riletto più e più volte. Per questo, è un libro unico.

DCSS è alla 4° ristampa, è stato presentato all’università di Scienze Motorie di Milano e all’università di Scienze Motorie di Verona.

 

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Il corso DCSS