Feb 13, 2 anni ago

Pressure Project 2016

L’idea si basa su queste due ipotesi:

· Io sopravvivo all’intervento.

· L’intervento va bene, tutto riparato

A questo punto leggerò tutta la letteratura sulle attività fisiche possibili per cardiopatici con mitrale rattoppata. Poi mi sottoporrò periodicamente a ECG e EcoColor Doppler. Manca però un elemento: misurare l’intensità di lavoro a cui sottopongo il mio cuore. Il problema è che la frequenza cardiaca non è un parametro così significativo, mentre lo è la pressione a cui sono sottoposte le valvole.

Ma la pressione sanguigna è un parametro estremamente labile ed evanescente, con una variabilità rapidissima che la frequenza cardiaca non ha: non è rilevante, cioè, misurarla con lo sfigmomanometro (l’affarino con la pompetta che si mette al braccio) nelle pause fra un esercizio, serve qualcosa che permetta di farlo durante l’esercizio.

Perciò, serve qualcosa che permetta di stimare la pressione in tempo reale. L’idea è questa:

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Questo è un pulsossimetro, uno di quegli affarini che si mette al dito e rileva la saturazione di ossigeno nel sangue e le pulsazioni in tempo reale. Altissima tecnologia a bassissimo costo, 20-30 euro. Vedete quel grafico nell’immagine? Si chiama curva pletismografica e rileva le variazioni del volume di sangue dei capillari del dito infilato dentro, variazione che dipende dall’onda di pressione creata dal battito del cuore.

Questa onda ha delle caratteristiche tipiche ed è correlabile con la pressione arteriosa. Perciò, riuscendo a rilevare questi dati, è possibile stimare la pressione arteriosa, sicuramente quella sistolica.

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Esiste una corposa letteratura sul tema, ad esempio questo qua sopra è un algoritmino che è una figata incredibile. Ora, si tratta di comprare un pulsossimetro che con il bluetooth permetta di ottenere questi dati. Dopo 10 giorni a scartabellare, ho comprato queste due cose:

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Questo è un pulsossimetro da dito con bluetooth e software per la trasmissione in tempo reale. Cinese, comprato su Ebay, deve arrivare. 107 euro. Non ho idea della frequenza di campionamento, dei bit utilizzati, e non ho trovato il protocollo di comunicazione. Ci sarà da sniffare molti pacchetti per capirci qualcosa, e magari non mi riuscirà. O ancora più semplicemente, non arriverà.

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Questa è una sonda per l’orecchio (diciamo che è una sonda veterinaria per la lingua ma io la metterò all’orecchio… ) perché l’idea è che l’orecchio si muova meno di un dito quando si fanno gli esercizi in palestra… 33 USD.

In fondo, 125 euro li posso anche rischiare, no?

Ora, una volta che i pezzi saranno arrivati, funzionanti, che avrò scritto il software che legge i pacchetti e decodificati questi, una volta scritto tutto il software… ci sarà da interpretare i dati.

Personalmente, non è che mi interessa il valore assoluto della pressione, ma solo il confronto fra attività. Se, cioè, trovo qualche studio che afferma che al 90% della FCmax ci posso andare per X minuti, io misuro la curva in quelle condizioni, che considererò una curva di sicurezza. Qualsiasi esercizio in cui il mio apparato cardiocircolatorio rimarrà sotto quella curva andrà bene. Del resto il sistema cardiocircolatorio non fa distinzioni fra movimenti, che sia un curl isometrico o 10’ sul tapis roulant, semplicemente si adatta alle richieste di ossigeno dei tessuti e alle condizioni al contorno degli stessi (pressione etc.).

Almeno, questa è l’idea.

Come sempre, la dichiaro prima, per vedere se ce la farò a realizzarla. Magari no, però, come diceva Theodore Roosvelt…

“Non è la critica che è importante, nè è importante chi sta li ad indicare chi inciampa e cade o dove si è sbagliato e si poteva far meglio. Il merito è tutto di colui che lotta nell’arena… che si batte con coraggio, che sbaglia e riprova… che è animato dall’entusiasmo per una causa che vale; di colui che, se tutto va bene, alla fine conosce il trionfo del successo; che nella peggiore delle ipotesi, se perde, per lo meno perde tentando, di modo che il suo posto non sarà mai accanto a quelli che non hanno mai provato e non hanno mai conosciuto né la vittoria né la sconfitta”

Oppure, come dico io, le migliori idee sono quelle che vengono relizzate.

Vedremo!
 

 

DCSS PowerMechanics For Power Lifters parla, per oltre 750 pagine, della biomeccanica dei principali esercizi della palestra: il libro è a colori e ci sono almeno 2 disegni a pagina, oltre 2000 in tutto il libro, rispetto ai 20, 30 di altri libri. Non solo, DCSS è l’unico libro in cui la pubblicità, come è questo articolo, non ha mai frasi del tipo “se vuoi sapere il resto, compra il libro”. Addirittura, la pubblicità è fatta con materiale inedito…

DCSS è stato definito da Boris Sheiko, il più grande allenatore di Powerlifting di tutti i tempi, come “il miglior libro di biomeccanica del Powerliting che abbia mai avuto”. Il libro è difficile, perché gli argomenti sono difficili, ma in questo modo può essere riletto più e più volte. Per questo, è un libro unico.

DCSS è alla 4° ristampa, è stato presentato all’università di Scienze Motorie di Milano e all’università di Scienze Motorie di Verona.

Per saperne di più! clip_image002 clip_image004
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