Set 29, 2 anni ago

Impegno, dedizione, ma…

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Nel mondo del fitness Michelle Lewin è ben nota. Un fisico statuario, una specie di supereroina Marvel che prende vita, bla bla bla. A chi piace, a chi no, troppo muscolosa, troppo finta, bellissima, eccezionale… sarei davvero curioso di capire quanti di quelli/quelle che la criticano lo fanno perché davvero non amano questi canoni di bellezza o semplicemente sono dei rosiKoni al massimo livello, con la cistifellea che esplode ogni volta che vedono una sua foto e devono trovare un difetto per forza. (che so… tipico delle donne, “ha le mani brutte” o “ha le unghie dei piedi brutte”… le mani eccerto eccerto…)

Ora, devo dire che c’è un motivo per cui non mi è poi così simpatica, che va oltre i video di allenamento dove fa esercizi assurdi e tutti “bravissima” che se li facesse una differente la ricoprirebbero di insulti.

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Il problema non è lei, ma l’uso di certe immagini. Guardate questa qua sopra. A sinistra la Michelle grassa, con la panza, a destra la versione superfitness. Il messaggio, che ho ritrovato in molti gruppi, è che TUTTE se si impegnano possono diventare come lei, solo che le persone non si vogliono fare il culo, il potere della mente, volere e potere oh yeah il sudore della fronte.

Un po’ come quei meme che a tutte, indiscriminatamente, anche alla nonna, dicono di fare squat. Fai l’abductor machine? COGLIONA! Fai lo squat, perché solo con lo squat ti viene AUTOMATICAMENTE il culo sodo, figo come quello di queste tipe qua.

Ecco. Questo messaggio è vagamente irritante. Non fa incazzare, è solo fastidioso come una zanzara, poco ma fastidioso.

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Ecco Michelle con la sua mamma. Hanno lo stesso tipo di coscia e lo stesso tipo di muscolatura, per quello che si vede. Morale: la genetica CONTA. Lo so che non piace sentirselo dire, ma i genitori contano.

Perciò, Michelle può diventare anche una megattera azzurra e spiaggiarsi da McDonald ma al di sotto c’è uno chassis di prim’ordine che può o meno sfruttare, ma che se sfrutta, ottiene il corpo che ha.

Il campione, perciò, è tale ANCHE PERCHE’ ha delle doti. Se perciò sprecarle è offensivo nei confronti di chi sbaverebbe per avercele queste doti, e di gente che spreca ce ne è a dozzine, negare che siano ANCHE QUESTE DOTI a determinare il finale è analogamente offensivo nei confronti di chi poi ci crede. Allenarsi come lei illudendosi di diventare come lei è come voler cambiare il colore degli occhi con un collirio o giocare a pallacanestro per diventare alti.

Perciò, allenatevi con costanza e determinazione, otterrete dei risultati incredibili, delle trasformazioni eccezionali.

Se avrete l’intelligenza di capire le vostre potenzialità sarete in grado di godervi quello che avete ottenuto, se non ce l’avrete sarete dei frustrati ad oltranza, di quelli che spruzzano acido come Alien appena vedono gente che quei risultati che vorreste voi li ottiene.
 
 
 
DCSS PowerMechanics For Power Lifters parla, per oltre 750 pagine, della biomeccanica dei principali esercizi della palestra: il libro è a colori e ci sono almeno 2 disegni a pagina, oltre 2000 in tutto il libro, rispetto ai 20, 30 di altri libri. Non solo, DCSS è l’unico libro in cui la pubblicità, come è questo articolo, non ha mai frasi del tipo “se vuoi sapere il resto, compra il libro”. Addirittura, la pubblicità è fatta con materiale inedito…
DCSS è stato definito da Boris Sheiko, il più grande allenatore di Powerlifting di tutti i tempi, come “il miglior libro di biomeccanica del Powerliting che abbia mai avuto”. Il libro è difficile, perché gli argomenti sono difficili, ma in questo modo può essere riletto più e più volte. Per questo, è un libro unico.
DCSS è alla 4° ristampa, è stato presentato all’università di Scienze Motorie di Milano e all’università di Scienze Motorie di Verona.

Per saperne di più! clip_image002 clip_image004
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