Ago 20, 2 anni ago

Come faccio a farlo smettere?

Ragazzi, davvero, sono in difficoltà. Pur mettendocela tutta per non considerarlo, insiste a parlare di me. Non è che me la prenda, sono solo perplesso. Cioè prima mi ci incazzavo ma adesso sono solo curioso. Perché io, davvero, non ho idea di cosa io gli abbia fatto, cioè a lui personalmente.

Filippo Massaroni non ha bisogno di presentazioni nell’ambiente, culturista famoso, professore universitario, biologo, scrittore di libri e articoli sul culturismo. È l’inventore delle serie interrotte, metodica che io utilizzavo quando ero piccolo e leggevo i suoi articoli.

Per motivi assolutamente incomprensibili, iniziò nel 2010, o 11, o 9 ma tanto è la stessa cosa, dicendo che c’era un ingegnere che non aveva capito come funzionavano le leve umane, e anche le leve. Cioè… io manco ci avevo mai parlato con questo qua e lui mi dà addosso. Fu uno shock. Un mio riferimento che… mi attacca dandomi dell’incompetente su una cosa che ho proprio studiato.

Ok, scrissi un articolo per Cultura Fisica, di replica ma molto garbato, basta leggerlo, pensavo fosse finita.

Invece nel tempo sono stato più volte attaccato. Questi attacchi vanno oltre i meri aspetti tecnici, perché sarebbero tali se fossero una critica a cose che ho scritto, invece… si tratta di attacchi su cose inventate, che diventano attacchi sul piano personale, perché gettano discredito su quello che faccio.

Questa ad esempio è epocale: la prima volta che venne fuori che il mio libro era tutto sbagliato, l’accusa fu a questa immagine qua.

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Che denota che non ha letto il testo. Il libro è sbagliato… a prescindere. Non l’ha letto… ma è sbagliato.

L’immagine è tratta da questa pagina.

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Mi sembra ovvio che l’immagine in basso a sinistra non sia reale… Però vorrei far notare come alla convention Nabba di Rimini Wellness… toh… appaiono i miei omini.

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Ma non era un libro tutto sbagliato?

Però c’è stato un episodio che mi ha fatto smettere di discutere, e se trovare miei post da questo ad oggi vi prego di smentirmi.

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Quando ho letto questo, che ho commentato qui ho capito che non c’era altro margine di discussione: voler avere ragione per forza, che le leve siano vantaggiose per la velocità e svantaggiose per la forza… qui ho capito che davvero non si poteva portare avanti un confronto. Come discutere se 1+1=2 o no. Nell’articolo c’è la spiegazione eh… Mi spiace dirlo, ma è così perché questi sono concetti elementari, davvero da Fisica I, non da Meccanica Razionale, o Meccanica Applicata alle Macchine, sono cose così ovvie che piccarsi di aver ragione è davvero incredibile per me.

Io non lo considero, non lo nomino, cerco di non averlo fra i piedi, però vedo che sono sempre sulla sua bocca, perché poi il gossip c’è…

Questa è l’ultima, di oggi, che mi ha fatto pensare che ci volesse una replica.

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Ora, questo è il suo stile: insinuare dubbi. Questa è una affermazione lesiva della mia persona. Fa intendere che io consigli qualcosa che possa far male a chi la esegue, nascondendo quello che mi è successo. Questo penalizza il valore del mio libro ed è un attacco personale, perché di tecnico non ha nulla. Per molto meno fioccano le querele, attenzione.

Comunque, questa storia dell’infortunio è stata usata anche da altri per screditarmi. Ma c’è un punto importante in questo gossip dei poveri: come fa lui a sapere che io mi sono fatto male al pettorale? PERCHE’ L’HO DETTO IO. Anzi, ci ho fatto una tesi sopra, la tesi della mia laurea in Scienze Motorie (ci tornerò sopra). Il mio libro è SUCCESSIVO al mio infortunio, e ne ho parlato NEL LIBRO STESSO. Io ne ho parlato proprio per evitare che altri si facciano male.

Come definireste questo comportamento? Far intendere che io sia quello che non sono.

Preciso: per me la lotta BB vs PL non esiste, se ad altri piace schierarsi, bravi, io mi sposto e li lascio passare. Io mi sono fatto male per fare un 10×120 di panca, che DI SICURO non è un lavoro da Powerlifting, più da Bodybuilding, E ALLORA? Ma poi è suo il Bodybuilding? Io critico l’ambiente che mi piace, per farlo migliorare o quanto meno provarci.

Ah… dell’altra persona che mi definisce “pennuto boomerang” io ho questo ricordo:

1) Parlando di forze, alla domanda “tu che parli di R, la sai la differenza fra uno scalare e un vettore”, scena muta e ciao

2) dopo una lunghissima discussione in cui mi diceva che non avevo titoli per parlare, e io gli chiedevo i suoi, abbiamo capito che era diplomato ISEF. Lui può parlare di leve, io no. Mah…

3) ha offeso pesantemente mia moglie. Che, al di là di essere mia moglie, non c’entrava nulla con la discussione.

Ho deciso di scrivere tutto questo, e non mi fa piacere, perché mi sembra che qui si confonda il voler ignorare le persone con la paura a confrontarsi. Probabilmente il punto 3 non se lo ricorda, perché ognuno di noi si ricorda quello che vuole ricordarsi. Io non ho problemi a parlare, confrontarmi, scusarmi. Però pretendo lo stesso comportamento e di sicuro uno che offende i parenti non si comporta come mi comporterei io. E non voglio confrontarmi con lui, lo ignoro e basta.

Ma proseguo.

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Qui lo prego di decidersi, l’ha letto oppure no? No perché alla fine non ho capito. È errato nella biomeccanica ma non l’ha letto. Notate come insista con la storiella dell’infortunio, che io reputo assolutamente offensiva e denigratoria, specialmente da parte di una persona che dovrebbe essere un rappresentante di rilievo del mondo del Bodybuilding e che meglio farebbe a non scadere così.

Poi la solita storia del BB e del PL… come se a me mi pagasse qualcuno per affermare qualcosa.

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Qui un altro attacco personale. Prima la solita storiella dei titoli per parlare, poi gli fanno notare che mi sono laureato, allora altro attacco denigratorio: la laurea telematica che è inferiore a quella de visu. Non “però bravo si è laureato da grande, lavorando…”. No. E vabbè…

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Ma come… manco questo va bene ah ah ah. Anche qui, non ho capito nulla, sono un parolaio ah ah ah non ho capito le leve e nemmeno la Supercompensazione, adesso. C’è qualcosa che capisco? Ora scrivo un articolo dove riporto le tabelline come alle elementari, quello andrà bene? Ah no… sbaglierò quella del 7. Ora sulla rivista ci mettono gli articoli che non raggiungono la sufficienza. L’altra rivista non va bene perché è commerciale, questa non va bene perché scarsa… E vabbè.

Vorrei che, dopo la lettura di tutto questo, qualcuno mi dicesse perché io dovrei intavolare discussioni con uno così. Io giudico una persona nel suo complesso, discuto con chi mi piace stare, non con uno che vede un confronto continuo, pesante, che se non la pensi come lui sei contro di lui, tipo BB vs PL, che io non sono né l’uno e né l’altro, come dice l’altro, sono solo grasso (un commento tecnico, vero?)

Io lo ignoro, non ne parlo mai, oppure trovatemi i post, eppure mi cita costantemente. Ma, ripeto, la critica ci sta… io ad esempio, pur essendo un signor nessuno, critico certi studi scientifici o certi approcci alla ricerca, solo che deve essere una critica ai contenuti, che devono essere… conosciuti. Lui non sa quello che scrivo, ma parla male di quello che scrivo: diventa un semplice attacco personale.

Ma perché? Che cosa posso avergli fatto di così grave che manco mai ci siamo visti? Per partito preso, per motivi suoi, per chissà quale strano processo mentale… io gli sono stato sui coglioni.

Non è un problema, è solo fastidioso che poi mi inviino questi screen, anzi, prego di non inviarmeli più. Tanto insisterà… Comunque, io conservo tutto. Non si sa mai…

 

EDIT: mi segnalano un pezzo mancante dell’ultima discussione:

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Evidentemente ne sa più di me perché io non conosco Il prof. Menotti (del resto, io non sono dell’ambiente) perciò non può sponsorizzarmi (“sponsorizzazione”, che in Italia fa sottointendere “raccomandazione”, sarei curioso di contattare questa persona per sentire che dice…)

Poi, ovviamente, ho copiato da un altro articolo. E nessuno se ne è accorto, tutti scemi quelli della rivista…

Ma non solo l’ho copiato, ma copiato anche male perché… la ricarica del glicogeno non è un esempio di supercompensazione. È un articolo tutto sbagliato, anche questo, sbagliato anche nel copiarlo.
 
 
DCSS PowerMechanics For Power Lifters parla, per oltre 750 pagine, della biomeccanica dei principali esercizi della palestra: il libro è a colori e ci sono almeno 2 disegni a pagina, oltre 2000 in tutto il libro, rispetto ai 20, 30 di altri libri. Non solo, DCSS è l’unico libro in cui la pubblicità, come è questo articolo, non ha mai frasi del tipo “se vuoi sapere il resto, compra il libro”. Addirittura, la pubblicità è fatta con materiale inedito…
DCSS è stato definito da Boris Sheiko, il più grande allenatore di Powerlifting di tutti i tempi, come “il miglior libro di biomeccanica del Powerliting che abbia mai avuto”. Il libro è difficile, perché gli argomenti sono difficili, ma in questo modo può essere riletto più e più volte. Per questo, è un libro unico.
DCSS è alla 4° ristampa, è stato presentato all’università di Scienze Motorie di Milano e all’università di Scienze Motorie di Verona.

Per saperne di più! clip_image002 clip_image004
Per acquistare clip_image006 clip_image008
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