Lug 25, 2 anni ago

Il tomahawk

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Questo è un missile Tomahawk, un missile da crociera. Dopo il lancio i motori a razzo si spengono, escono le alette e si attiva un motore a turboventola che lo porterà fino all’obbiettivo, a 900-1000 km di distanza. Lo attivano su un obbiettivo, lo lanciano, e questo affare vola seguendo il terreno fino alla destinazione, facendola saltare per aria dopo un viaggio di 1000 km. Lo definiscono un armamento di tipo Fire And Forget, spara e dimenticatene, fa tutto lui.

Perché fallisca va abbattuto o deve autodistruggersi, altrimenti una volta lanciato il tomahawk aggancerà il bersaglio, lo seguirà inesorabilmente , incurante della distanza, della fatica, delle asperità del terreno, della luce o del buio, del caldo, del freddo, e abbatterà il bersaglio, lontanissimo.

Domani io concludo, con la discussione della mia tesi di laurea, il mio percorso a Scienze Motorie, durato 33 mesi. In questi 33 mesi io ho sempre studiato, 3 ore al giorno, per 6 giorni a settimana, ritagliandole da tutto il resto. È stata una impresa difficile, in treno, nella pausa pranzo, il sabato, la domenica, la sera, nei buchi di tempo.

Però ho sempre saputo che avrei colpito il bersaglio, fin dal primo giorno, anche se era lontanissimo, ben oltre l’orizzonte. Perché questa è una mia caratteristica, viene fuori da tutti i test psicologici che mi hanno fatto fare: io so darmi degli obbiettivi e rispettare le scadenze. Oppure mi devono abbattere. Oppure mi autodistruggo. È un pregio, quando colpisco il bersaglio, è un difetto, quando mi devono abbattere o mi autodistruggo, perché trascino con me nell’esplosione tutto l’ambiente intorno e per chi mi sta accanto non è per niente facile.

A T=-33 mesi ho dovuto riprendere in mano i libri di Biologia e imparare materie assolutamente nuove come la Biochimica, a T=-21 ho dovuto forzare la mia testa a capire ma principalmente ad imparare 1500 pagine di Fisiologia e Fisiologia dello Sport, a T = -9 è stata la volta di Psicologia e Traumatologia, a T = -4 la scrittura della tesi.

Domani sarà T = 0. Lo scopo è disintegrare tutto, con 110 e lode. Meno di questo sarà considerato un fallimento della missione. Perché, semplicemente, io mi merito questo voto. Perché ho le capacità, perché mi sono impegnato, perché l’ho cercato esplicitamente costruendo la traiettoria di volo con dei voti appropriati a questo. Perché… perché lo voglio.

Poi, non mi suicido se non centro il voto. Però per come sono fatto io, un obbiettivo ha valore se viene dichiarato in partenza. Perché a posteriori sono tutti capaci a dire “si, lo sapevo che ce l’avrei fatta”, ma solo perché ce l’ha fatta.

L’abilità è dire prima cosa si vuole e poi ottenerla, esponendosi però al rischio di non ottenerla. Questo mio modo di fare è per molti destabilizzante, perché mi fa apparire presuntuoso, m non lo è perché… e se poi mi sbaglio? Succede. Penso sia una caratteristica tutta italiana quella di vedere nella ricerca di una eccellenza qualcosa di… boh… quasi peccaminoso tanto che le persone tendono volontariamente a sminuirsi o a fare le false modeste, a differenza del mondo anglosassone.

Io sono solo determinato nelle cose in cui credo.

Citando Walt Disney:”qual è la differenza tra un sogno e una obiettivo? Una data.”

Domani.

 

DCSS PowerMechanics For Power Lifters parla, per oltre 750 pagine, della biomeccanica dei principali esercizi della palestra: il libro è a colori e ci sono almeno 2 disegni a pagina, oltre 2000 in tutto il libro, rispetto ai 20, 30 di altri libri. Non solo, DCSS è l’unico libro in cui la pubblicità, come è questo articolo, non ha mai frasi del tipo “se vuoi sapere il resto, compra il libro”. Addirittura, la pubblicità è fatta con materiale inedito…
DCSS è stato definito da Boris Sheiko, il più grande allenatore di Powerlifting di tutti i tempi, come “il miglior libro di biomeccanica del Powerliting che abbia mai avuto”. Il libro è difficile, perché gli argomenti sono difficili, ma in questo modo può essere riletto più e più volte. Per questo, è un libro unico.
DCSS è alla 4° ristampa, è stato presentato all’università di Scienze Motorie di Milano e all’università di Scienze Motorie di Verona.

Per saperne di più! clip_image002 clip_image004
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