Apr 25, 3 anni ago

Equipped vs classic

Il Powerlifting nella sua evoluzione ha subito molti cambiamenti, se vogliamo specialmente nella panca piana, con l’introduzione di un abbigliamento tecnico apposito inizialmente nato con funzione protettiva e poi evoluto verso una funzione essenzialmente competitiva.

Lo squat nasce, fin dagli albori, con le fasce alle ginocchia: “bending the knee wrapped” o qualcosa del genere, chiaro fasce non supermegatecniche come adesso, perciò l’evoluzione è stata nella tutina, nel corpetto, con tessuti appositi.

È nella panca che si riscontra il maggior salto evolutivo, con le apposite maglie da panca che alterano del tutto l’esercizio, creando dinamiche assolutamente differenti dall’esercizio senza maglia. Attenzione: questa non è una critica, è una constatazione e se avete mai visto una gara di panca moderna con la maglia non potrete che confermare, dato che si vedono esecuzioni lentissime in discesa e a razzo in risalita (questo accade anche nello squat) che in una panca senza maglia non sarebbero possibili.

Lo stacco beneficia meno del corpetto, e anche questo lo sanno tutti.

Vediamo adesso come ciò che “si sa”, nel senso di esperienza comune a chiunque faccia PL equipaggiato, si riscontri nei numeri.

Mi riallaccio all’articolo precedente e riporto la stessa analisi dello squat alle altre 2 alzate. Nel precedente articolo ho commesso un errore, che ho corretto in questo: ho selezionato i primi 3 atleti delle 4 gare equipped e 4 gare classic selezionate. Però sono i primi 3 sul totale delle 3 alzate, non i primi 3 per ogni specialità, e questo non va bene perché magari uno attiva 4° sul totale ma ha uno stacco che è il 1° e quello si va a perdere.

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Ed ecco perciò l’analisi dello squat ,aggiornata, dove ribadisco che il boost dato da fasce e corpetto sia pari a circa 80-90 kg in assoluto e pertanto in percentuale sia maggiore per le categorie leggere perché di fatto si devono mettere sul groppone sempre questi 80-90 kg.

Un interessante commento sul blog merita una risposta accurata: mi si chiede se non sarebbe meglio calcolare il differenziale delle alzate fra equipped e classic rispetto al carico sollevato e non alla categoria di peso. Il punto fondamentale quando si fanno queste analisi è chiedersi cosa si vuole evidenziare, quale sia la chiave di lettura. I numeri, cioè, devono essere una rappresentazione quantitativa di una idea, altrimenti sono… numeri e basta. Perché, incredibilmente, i numeri che rappresentano delle idee non sono “aridi” o “freddi” ma assolutamente passionali, pieni di vita, colorati.

Il peso corporeo identifica, di fatto, un atleta e la categoria di peso una classe di atleti. Si associa, diciamo, ad un -66 un certo tipo di fisico e a un +120 un altro tipo di fisico. Il peso corporeo come grandezza che caratterizza gli esseri umani, o, se si vuole, gli esseri viventi. Esistono studi che mettono in relazione il peso corporeo degli esseri viventi, non solo umani, con altre grandezze, si chiamano studi allometrici: peso e metabolismo basale, peso e volume del cervello, peso appunto e peso sollevato.

In altre parole, il differenziale rispetto al peso si legge così: quella data classe di atleti quanta differenza ha fra equipped e classic in rapporto a come sono fatti gli atleti stessi? Cioè a quanto pesano?

Se io non utilizzo il peso corporeo ma il carico sollevato, la domanda diventa: quella data classe di atleti quanta differenza ha fra equipped e classic in rapporto a quanto solleva classic?

Proviamo a confrontare i due dati, ovviamente sempre rispetto alla classe di peso per rendere identici i confronti.

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Ecco il risultato: in verde il differenziale rispetto al peso corporeo, in blu il differenziale rispetto al carico classic. Ora proviamo a leggere i dati, altrimenti che senso ha fare questa roba?

Prendiamo la curva viola: a pedate, il differenziale è del 30-35% del carico classic, quasi per tutti. Così si leggono questi numeri, cioè per tutti su per giù si ha un boost del 30-35%. Ma questo 30-35% è uguale per tutti? Ma certo che no… perché per uno che pesa 66 kg questo boost è del 125% del suo peso corporeo più del doppio del suo peso, per uno di 120 kg è del 64%, cioè della metà dell’altro.

In termini assoluti, quello da 66 kg si mette ulteriori 85 kg sulle spalle, quello da 120 kg se ne mette poco più di 75 kg. Cosa vi colpisce di più? Un pesone o un pesone sollevato da uno che è una mezza sega? Per questo i numeri si rapportano al peso corporeo.

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Questa invece è l’analisi della panca: in questo caso si nota come il differenziale cresca, in termini assoluti, mentre si mantiene abbastanza costante in termini relativi alla classe di peso degli atleti.

In altre parole, se nello squat il differenziale è circa costante in termini di kg all’aumentare della stazza dell’atleta, nella panca il differenziale aumenta all’aumentare della stazza dell’atleta, bene o male. Se confrontate cioè i differenziali di squat e panca vedrete che in termini assoluti i più avvantaggiati nello squat sono le categorie -83 e -93, nella panca le categorie -93 e 120+. Si potrebbero fare moltissime considerazioni, ne faccio solo una: la categoria -93 è quella che sfrutta meglio l’attrezzatura sia nello squat che nella panca, ipotizzo perché ha massa muscolare ben distribuita fra upper e lower body, perciò ha massa muscolare per sfruttare le fasce e il corpetto, e ha massa in petto, dorso e braccia per sfruttare la maglia, cosa che una categoria leggera difficilmente può fare. Le categorie leggere, infatti, è come se avessero la massa o tutta “di sotto”, specialisti dello squat, o tutta “di sopra”, specialisti della panca. Perché alla fine una categoria -66 è piccola, a meno di non essere 150 cm di altezza.

Una categoria -93 in questo sport è di solito 175-180 cm, un mesomorfo ben piazzato con poco grasso, buone leve, fisico “a palline” e così sfrutta i gadget potenzianti al meglio.

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L’analisi dello stacco conferma quello che tutti quelli che gareggiano equipped sanno: il corpetto restituisce un boost molto inferiore a quanto accade nelle altre alzate. In media, 20-25 kg da questi dati, perciò vale quello che vale per lo squat: più l’atleta è pesante, meno in proporzione al peso corporeo il corpetto restituisce.

Anche qui sarebbero possibili moltissime altre considerazioni:

· Le fasce sono come delle molle messe alle ginocchia, generano momento meccanico alle ginocchia.

· Il corpetto ha una funzione essenzialmente di supporto, impedisce che l’atleta si fletta in avanti sotto il carico, ovviamente ha anche una funzione di accumulo di energia elastica, ma la sua funzione non è di fare da molla.

Questo spiega perché il boost del corpetto nello stacco sia inferiore. Per giustificare queste affermazioni sarebbe però necessario avere dei dati in più:

· Squat classic

· Squat solo fasce

· Squat solo corpetto

· Squat fasce e corpetto

Tutto questo sullo stesso atleta. Analogamente per lo stacco. E si capirebbe meglio cosa accade, riuscendo a suddividere il boost dello squat nelle due componenti di fasce e corpetto. Per come la vedo io, Sono le fasce che danno quasi tutto, ma il corpetto è un necessario complemento che permette di non sculare indietro sotto l’impulso della maggior torsione generata al ginocchio.

Adesso tiriamo le fila.

In sintesi, considerando le medie delle prestazioni IPF di Powerlifting di tutte le 4 gare Classic di livello internazionale (cioè gli ultimi 3 mondiali e gli europei) e degli ultimi 4 mondiali Equipped open ho elaborato un po’ di numeri che si sintetizzzano in questa tabella:

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È così possibile evidenziare con numeri reali, che confermano quello che tutti sanno ma che hanno un valore ben differente dal “si dice”, la differenza per categoria fra una competizione completa Equipped e Classic (considerando come selezione solo i primi 3 classificati di ogni gara).

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Questi sono i differenziali medi fra Equipped e Classic nelle 3 specialità: fasce e corpetto nello squat danno un boost di 85 kg, la maglia di quasi 70 kg nella panca, il corpetto poco più di 20 kg nello stacco. Ovviamente, ve li dovete guadagnare altrimenti ciò che accadrà ai vostri 200 kg di squat classico appena scenderete giù con fasce e corpetto sarà una bella cappottata in avanti.

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Questo grafico è un compendio dei valori medi di una competizione di squat (media di tutte le categorie sopra analizzati) che permette un confronto fra Equipped e Classic: in media ai 357 kg di squat Equipped corrispondono i 271 kg di squat Classic e così per le altre 2 specialità (con la tabella per categoria potete farvi un’idea di cosa accade nelle singole classi di peso).

Si nota grazie alla ripartizione percentuale dei carichi nelle due tipologie di gare che l’Equipped sia molto molto squat-centrico e panca-centrico, e se si vanno a vedere i primi posti (non in questa analisi) la panca sia quasi al pari dello squat e sopra lo stacco addirittura. In altre parole il Powerlifting Equipped è qualcosa di estremamente differente da quello Classic e, se si vuole, dal comportamento muscolare umano, dove le braccia sono sicuramente meno forti delle gambe.

Tutto questo casino per mostrare di fatto quello che qualsiasi atleta che fa Equipped conosce: maggior necessità di controllo rispetto al Classic, maggior necessità di una squadra, in gara come in allenamento, maggior difficoltà nell’allenamento stesso, scollamento completo da quello che è il power-bodybuilding con problematiche e peculiarità tutte proprie dell’Equipped (e, aggiungo io, come è giusto che sia perché non esiste sport serio dove vince quello che si allena in casa, da solo, dopo cena).

I numeri, cioè, confermano i “si dice” e portano a dire “si sapeva”. Ma non è così: vorrei vedere quanti sapevano che gli atleti pesanti prendono in proporzione meno dei leggeri nello squat, che c’erano solo 20 kg di boost nello stacco con il corpetto, vero per tutte le categorie di peso e così via.

I numeri confermano e chiariscono, danno forza alle proprie idee e rendono merito dei risultati ottenuti. Specialmente quando derivano da migliaia di tonnellate di ferro sollevate. Per questo i numeri servono, sempre.

 

 

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DCSS Power Mechanics For Power Lifters è l’unico libro AL MONDO che vi spiega perché e come fare la panca con l’adduzione delle scapole. Il perché è semplice: se volete caricare come dei muli da soma ma anche se volete semplicemente stare in salute, questo è l’unico modo. Il come è spiegato con schemi, disegni, foto. Ovviamente, non basta un libro e servirebbe un allenatore, poi dovete farvi i video e farvi vedere bla bla bla. Però, permettetemi, il libro è un grande aiuto.

Perché è l’unico testo AL MONDO? Perché i libri su questa roba li ho letti tutti e perché se lo leggete vi accorgete che è così. C’è il supporto scientifico degli studi? Ma certo… di centinaia di studi che ho ANCHE LETTO, guarda un po’. Oggi va di moda citare gli abstract, manco di leggerli, ci si ferma al titolo. Io vado controcorrente e li leggo.
 
 
DCSS PowerMechanics For Power Lifters parla, per oltre 750 pagine, della biomeccanica dei principali esercizi della palestra: il libro è a colori e ci sono almeno 2 disegni a pagina, oltre 2000 in tutto il libro, rispetto ai 20, 30 di altri libri. Non solo, DCSS è l’unico libro in cui la pubblicità, come è questo articolo, non ha mai frasi del tipo “se vuoi sapere il resto, compra il libro”. Addirittura, la pubblicità è fatta con materiale inedito…
DCSS è stato definito da Boris Sheiko, il più grande allenatore di Powerlifting di tutti i tempi, come “il miglior libro di biomeccanica del Powerliting che abbia mai avuto”. Il libro è difficile, perché gli argomenti sono difficili, ma in questo modo può essere riletto più e più volte. Per questo, è un libro unico.
DCSS è alla 4° ristampa, è stato presentato all’università di Scienze Motorie di Milano e all’università di Scienze Motorie di Verona.

Per saperne di più! clip_image002 clip_image004
Per acquistare clip_image006 clip_image008
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COMMENTI RECENTI

  1. 27/04/2015
    Grazie per la risposta. La mia idea di calcolare il differenziale rispetto al carico e non al peso dell atleta aveva il senso di far conoscere, anche a quelli sege come me, quanto potevano aspettarsi di guadagnare dall’ equipaggiamento, usandolo nel modo migliore possibile.
  2. 27/04/2015
    Ciao, bell’articolo! Sono sempre stato curioso di vedere un’analisi seria. Un dubbio che ho è sull’interpretazione che vuoi dare alle differenze/rapporti che hai trovato tra le alzate raw ed equipped. Mi sembra di capire che gli atleti partecipanti ai due tipi di gare fossero diversi, quindi inevitabilmente hai una componente di selection bias nei numeri finali. La conseguenza più ovvia è che non hai un’interpretazione causale delle differenze che calcoli ma potrebbe influenzare anche i rapporti tra le alzate. Un’altra cosa su cui non sono d’accordo è quello che dici su squat vs corpetto nello squat. Secondo me sono importanti entrambi (attivamente) e il corpetto forse anche di più. La risposta alla tua osservazione sul fatto che nello stacco il corpetto contribuisce relativamente poco sarebbe che nello squat puoi caricarlo molto di più grazie al carico sulla schiena e al maggior ROM. Infine GRAZIE per gli ultimi due paragrafi.
    • 30/04/2015
      Belle considerazioni!
      Il bias è sicuramente presente. Il problema è che attualmente sono ancora troppo pochi quelli che gareggiano Classic per creare un movimento solo Classic.
      In altre parole, è sicuramente possibile (l’ho fatto) selezionare solo atleti Equipped, solo Classic, e che gareggiano Equipped e Classic. Così si evita questo bias, ma se ne crea un altro: ci sono casi di atleti che gareggiano solo Classic, ma non arrivano nei primi 3 dove magari trovi atleti che gareggiano in entrambi gli ambiti. Atleti solo equipped ma non forti aumentano così il differenziale Equipped – Raw. Perciò hai atleti Equipped straforti e atleti Classic in proporzione meno forti. Fra 5 anni con il classic che avrà, forse, assunto un suo ruolo definito, atleti specializzati nel classic e molto forti, così i paragoni saranno sicuramente migliori. Sarebbe interessante effettuare la stessa analisi sulla panca, dove la tradizione “classic” se vuoi è molto più consolidata.

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