Apr 16, 2 anni ago

Epitrocleite, tips & tricks

Un altro interessantissimo articolo di Claudio, non aggiungo altro se non che l’autodiagnosi da parte mia oramai è molto facile dato che di “epi” ne ho avuto a bizzeffe… ah ah ah perché, come sempre, consiglio il riposo ma io non mi riposo. Del resto riposarsi significa “perdere forma” e non poter andare alle Olimpiadi Astrali del Senato della Repubblica.

In questo articolo c’è qualcosa che mi rende orgoglioso: Claudio, un dottore, che usa un disegno del mio libro… il massimo!

Il dolore mediale al gomito, ovvero… Epitrocleite, tips & tricks

Di Claudio Zanella

clip_image002

Indice degli argomenti:

1. Intro e definizione

2. Cenni striminziti di anatomia funzionale

3. Perché ci facciamo male

4. Piccoli infortuni crescono (Evoluzione della malattia)

5. Ho l’epitrocleite? Cenni di auto-diagnosi

6. Bandierine rosse

7. Allenarsi con l’epitrocleite (in fase iniziale)

8. Conclusioni

Intro e definizione

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di dolore al gomito, ahi!

Il gomito è una di quelle articolazioni che l’evoluzione ha plasmato in modo eccezionale per consentirci di sfruttare appieno le potenzialità di una stazione bipede.

Non voglio fare filosofia, ma come spesso accade quando si dispone di una macchina molto raffinata dal punto di vista tecnologico, bisogna fare i conti con una certa quota di fragilità intrinseca.

Il gomito e la spalla sono ottimi esempi di questa difficoltà nel far conciliare la funzione con la solidità.

clip_image004

Figura 1 Anatomia ossea del gomito, ottima rappresentazione e schematizzazione di SmartLifting.

Parlare di dolore al gomito in generale sarebbe impossibile, pur volendoci limitare al dolore derivante da un problema ai tendini, dovremmo trattare almeno 3 strutture fondamentali: il tendine del tricipite, i tendini che originano dall’ epicondilo laterale e quelli che originano dall’epicondilo mediale, o epitroclea.

Questo articoletto tratta dell’epicondilite mediale o epitrocleite, nota anche come gomito del golfista.

L’epitrocleite è una entesopatia (una patologia a carico dell’inserzione tendinea) dei muscoli che originano dall’epitroclea, una protuberanza ossea dell’omero che dà appunto origine ai muscoli flessori del della mano e delle dita. È l’equivalente mediale della più nota epicondilite (o gomito del tennista) e in genere si dice sia molto meno frequente nella popolazione generale ma dal nostro punto di vista palestra-centrico non è esattamente così.

Si tratta di una patologia da sovraccarico cronico (una cosiddetta sindrome da “overuse”) che esordisce come acciacco ma, se trascurata, può trasformarsi in un rognoso infortunio che compromette mesi di allenamento.

Clinicamente è caratterizzata da un dolore localizzato sull’epitroclea, che si accentua durante lo sforzo, in particolare negli esercizi che richiedono una flessione del gomito , del polso o una salda presa e può irradiarsi lungo il decorso dei muscoli interessati, sulla faccia interna dell’avambraccio.

clip_image006

Figura 2: sede del dolore nell’epicondilite mediale

Per questo motivo gli esercizi che ne risentono maggiormente sono tutti quelli in cui “si tira” (trazioni alla sbarra, lat machine, rematore con manubri o bilanciere, pulley), quelli per i bicipiti e gli avambracci (curl soprattutto se con bilanciere dritto e presa supina) e gli atti onanistici.

Cenni striminziti di anatomia funzionale

muscolo

origine

inserzione

funzione principale

pronatore rotondo

omero e ulna

superficie laterale del radio

ruota in basso (prona) la mano

flessore ulnare del carpo

epitroclea e ulna

ossa carpali (pisiforme, uncinato) e 5° metacarpo

(flette, adduce e ruota in alto (supina) la mano

flessore radiale del carpo

epitroclea

2° – 3° metacarpo

flette, abduce e ruota in basso (prona) la mano

palmare lungo

epitroclea

aponeurosi palmare

tende l’aponeurosi palmare e flette la mano

flessore superficiale delle dita (capo omero-ulnare)

epitroclea

falangi medie di 2-3-4-5 dito

flette il polso e le dita

Tabella 1: origine, inserzione e funzioni principali dei muscoli epitrocleari interessati dalla patologia.

I principali tendini coinvolti sono quelli che originano dal cosiddetto “tendine comune dei muscoli flessori”: pronatore rotondo, flessore ulnare del carpo, flessore radiale del carpo, palmare lungo e flessore superficiale delle dita.

Come potete vedere nell’immagine prestata dal Doc Netter (figure 3 e 4), originano tutti dalla faccia interna del gomito e si inseriscono in vari punti sulle ossa della mano, ad eccezione del pronatore rotondo, che si inserisce a metà del radio.

Come facilmente intuibile dai loro nomi e come potete leggere nella tabella 1, hanno il compito di flettere la mano e ruotare il polso, ma essendo bi-articolari, cioè a cavallo di due articolazioni (quella del gomito e quella del polso), partecipano in minima parte anche alla flessione gomito.

clip_image008Figura 3: muscoli superficiali dell’avambraccio (veduta anteriore)

clip_image010

Figura 4: inserzioni ossee dei muscoli dell’avambraccio (veduta anteriore)

Perché ci facciamo male

La sede e la funzione di questi muscoli (afferrare e trattenere un peso) fa sì che vengano coinvolti nella stragrande maggioranza degli esercizi svolti in palestra durante gli allenamenti per la parte superiore del corpo ed è proprio il continuo sommarsi di micro-lesioni non del tutto guarite a determinare ad un certo punto l’insorgenza della patologia.

In genere i “colpevoli” del sovraccarico sono proprio gli esercizi di tirata, in particolare le trazioni alla sbarra con presa supina (chin up) e il curl con bilanciere presa supina. Il maggiore stress si verifica durante la prima fase della concentrica, momento in cui i muscoli epitrocleari si contraggono in una posizione di massimo allungamento.

clip_image012

Figura 5 Chin up con sovraccarico

clip_image014

Figura 6 Variante del chin up, meno stressante per il gomito

Naturalmente può esistere una predisposizione alle patologie da sovraccarico tendineo e spesso chi soffre di epitrocleite ha anche una storia di epicondilite laterale o di infortuni alla cuffia dei rotatori, ma nella maggior parte dei casi in anamnesi è presente una storia di caz.ate fatte in allenamento e reiterate nel tempo. Anche io ho sofferto di epitrocleite in alcuni periodi in cui volevo “shockare” i bicipiti o fare qualche record nelle trazioni alla sbarra. Quindi, se soffrite di dolore mediale al gomito, fatevi un esame di coscienza e probabilmente sarete in grado di identificare una o più cause.

Piccoli infortuni crescono (Evoluzione della malattia)

L’epicondilite mediale esordisce tipicamente come un fastidio alla faccia interna del gomito. Può essere localizzato all’epitroclea o irradiarsi lungo il decorso dei muscoli interessati, sulla faccia interna dell’avambraccio. Nelle sedute successive il dolore compare via via più precocemente durante l’esecuzione degli esercizi, fino a diventare tanto fastidioso da obbligarvi a ridurre i carichi in alcuni esercizi di tirata e talvolta ad eliminare del tutto il lavoro specifico per i bicipiti o addirittura i multiarticolari per il dorso.

A questo punto, se siamo stati tanto bravi da ignorare la banale regola del non dolore, l’acciacco sarà diventato infortunio. Trattenere un peso diventerà un’agonia ma il dolore maggiore lo si prova nell’atto di allentare la presa per riappoggiarlo. Nei casi più simpatici saremo costretti a chiamare mammina per svitare il tappo dello shaker, a quel punto siamo decisamente fottuti.

Qui di seguito una delle classificazioni anatomo-patologiche facilmente reperibili in rete che dà un’idea di come sintomatologia, danno ai tessuti e prognosi siano correlati.

STADIO

ALTERAZIONI ISTOLOGICHE

CLINICA

REVERSIBILITA’

1

danno di tipo infiammatorio, non sono presenti alterazioni istologiche del tendine

dolore presente durante lo svolgimento di attività intense. Il dolore scompare con il riposo o con i FANS

reversibile

2

è presente anche un’alterazione angiofibroblastica del tendine

dolore presente durante lo svolgimento di attività non intense, non scompare del tutto con il riposo

non sempre reversibile

3

alterazione angiofibroblastica maggiore

dolore sempre presente che può interferire con le attività della vita quotidiana

richiede trattamento specifico

4

presenza di aree fibrotiche e calcificazioni

come sopra

può richiedere trattamento chirurgico

Ho l’epitrocleite? Cenni di auto-diagnosi

La diagnosi di epitrocleite è essenzialmente clinica. Se ci troviamo in una fase iniziale della malattia può essere utile conoscere dei test per auto-diagnosticare il problema in modo da attuare dei piccoli provvedimenti, quando ancora è possibile evitare la cronicizzazione.

I test utilizzati più frequentemente sono: la pronazione contro resistenza a gomito flesso a 90° (fig. 7), la flessione del polso contro resistenza (fig. 8) e la compressione del tendine al di sotto del punto di origine (fig. 9).

clip_image016

Figura 7 test evocativo: pronazione contro resistenza

clip_image018

Figura 8 test evocativo: flessione polso contro resistenza

clip_image020

Figura 9 test: compressione al di sotto dell’epitroclea

Bandierine rosse

Le red flags sono quegli elementi clinici che possono indicare la presenza di una patologia più grave “nascosta” da sintomi apparentemente banali. Quando il dolore diventa davvero invalidante l’auto diagnosi e l’auto-trattamento non sono più sufficienti. In questo caso il problema diventa di pertinenza medica.

Il trattamento dell’epitrocleite grave esula dagli scopi di questo articoletto per cui vi consiglio semplicemente di parlare con il vostro medico curante che vi prescriverà una visita fisiatrica o ortopedica. Lo specialista a sua volta potrà decidere se sia il caso di prescrivervi un esame di diagnostica per immagini (ecografia, radiografia o risonanza magnetica) o una terapia farmacologica e\o fisioterapica.

La presenza di dolori articolari o tendinei che coinvolgono più distretti può far sospettare un problema sistemico (ad esempio di origine metabolica), anche in questo caso sarebbe bene approfondire.

Un dolore che scende lungo l’avambraccio fino al mignolo e che si associa ad una sensazione di “addormentamento” di questo e dell’anulare fa sospettare una compressione del nervo ulnare al gomito e richiede approfondimento (esame clinico più eventuale elettromiografia).

clip_image022

Figura 10: distribuzione delle parestesie in caso di interessamento del nervo ulnare

Anche una sensazione di scatto può richiedere approfondimento perché può essere indicativa di lussazione del nervo ulnare (che non è ben contenuto dal legamento di Osborne).

Allenarsi con l’epitrocleite (in fase iniziale)

Quando un medico diagnostica una patologia osteoarticolare il consiglio più frequente è quello di sospendere tutti gli allenamenti. I più comprensivi vi diranno che potete continuare ad allenare le gambe ma che non dovete “toccare” la parte superiore del corpo fino a risoluzione completa dei sintomi.

Se avessi seguito questo consiglio ogni volta che mi sono acciaccato probabilmente avrei avuto molto più tempo per studiare ma non credo che le mie conoscenze sulla gestione degli infortuni in palestra sarebbero migliorate granché. La necessità aguzza l’ingegno si dice, e l’infortunio è un’occasione per imparare qualcosa in più sul proprio corpo.

Ecco qualche consiglio da applicare nel caso soffriste di epitrocleite in fase iniziale e non abbiate voglia di sospendere del tutto gli allenamenti per la parte superiore del corpo.

1. Considerate la possibilità di saltare qualche allenamento per la parte superiore del corpo. Scusate, ero obbligato a scriverlo!)

2. Selezionate intelligentemente gli esercizi Inutile intestardirsi sulle trazioni con presa supina o con il curl con bilanciere se vi causa dolore. Verificate quale tra gli esercizi per i dorsali e per i bicipiti non vi causa fastidio (durante o dopo l’allenamento) e non trascurate il riscaldamento specifico.

3. Allenatevi “intorno all’infortunio”. Se è il caso sospendete del tutto il lavoro a carico dei muscoli flessori del gomito. Un paio di settimane senza curl non faranno sgonfiare i vostri braccioni come fossero fichi secchi. Approfittatene per effettuare delle sessioni di stretching leggero per i muscoli dell’avambraccio.

4. Rispettate la regola del “non dolore”. Il dolore è come la spia del motore. Potete sfruttarlo a vostro favore, così come ha previsto madre natura, o potete chiamare la mamma per farvi venire a prendere quando sarete rimasti a piedi in autostrada.

Tip: In genere gli esercizi effettuati con presa neutra (palmi delle mani che si guardano) o prona sono più clementi sui tendini epitrocleari.

Tricks: utilizzate dei supporti per ridurre il lavoro dei muscoli dell’avambraccio e la tensione sull’inserzione tendinea

clip_image024

Esistono dei simpatici strumenti che possono aiutarci ad eseguire le trazioni senza sovraccaricare i flessori delle dita e riducendo anche l’attivazione dei muscoli flessori del polso. Le fasce per la presa sono tra questi. Utilizzatele solo dal lato dolente.

clip_image026

Un altro strumento interessante è il cinturino con compressore. Ne esistono di diverse marche e tipologie. Alcuni presentano una doppia compressione per ridurre la tensione su entrambi gli epicondili, mediale e laterale, utile in caso di presenza di epicondilite ed epitrocleite (fatevi delle domande!). Si indossa tre dita sotto l’epicondilo e si stringe quanto basta per creare una compressione a valle dell’inserzione tendinea. Riduce la tensione esercitata sull’epitroclea durante la contrazione muscolare, riducendo il sovraccarico.

Per me è stato davvero prezioso, insieme alle fasce per la presa e mi ha consentito di allenare trazioni e rematori nonostante l’epitrocleite (naturalmente ho abolito le impugnature con presa supina e tutti gli esercizi specifici per i bicipiti). Usare con cautela e soprattutto evitate di tenerlo stretto a mò di laccio emostatico tra le serie.

Altro

Fasce di supporto per i polsi (wrist wraps) che impediscono l’estensione del polso durante l’esecuzione degli esercizi di spinta (es. panca piana, lento avanti), ganci, kinesiotape e tutto ciò che può aiutarvi a modulare lo stress sulla zona colpita.

clip_image028

Figura 11: Eric Spoto e le sue inseparabili wrist wraps

Conclusioni

Se siete sopravvissuti alla lettura di questo papello e soprattutto se siete guariti dall’epitrocleite, potete tornare ad allenarvi esattamente come facevate prima… o forse no, visto che vi ha condotto all’infortunio. Cercate di individuare le cause che hanno determinato il sovraccarico e programmate i vostri allenamenti in modo più consapevole, solo così l’infortunio diventa una ricchezza.

Buon allenamento.

 

 

 

clip_image030

Claudio Zanella, nato a Messina, classe 1984. Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Messina nel 2011 conseguita con il massimo dei voti.

Coltiva il proprio bagaglio sportivo sin dall’infanzia, praticando agonisticamente rugby e volley. Nel 2004 si avvicina all’allenamento con sovraccarichi e dal 2007 inizia la propria carriera agonistica prendendo parte a numerose competizioni, organizzate dalle diverse federazioni presenti sul territorio Italiano.

Appassionato di neuroscienze e traumatologia, nel 2012 continua il proprio percorso formativo presso la scuola di Specializzazione di Medicina Fisica e Riabilitativa, con l’obiettivo di approfondire i temi della medicina riabilitativa, libero dai pregiudizi che gravano sull’utilizzo dei sovraccarichi nel perseguimento del benessere psicofisico. 
 
DCSS PowerMechanics For Power Lifters parla, per oltre 750 pagine, della biomeccanica dei principali esercizi della palestra: il libro è a colori e ci sono almeno 2 disegni a pagina, oltre 2000 in tutto il libro, rispetto ai 20, 30 di altri libri. Non solo, DCSS è l’unico libro in cui la pubblicità, come è questo articolo, non ha mai frasi del tipo “se vuoi sapere il resto, compra il libro”. Addirittura, la pubblicità è fatta con materiale inedito…
DCSS è stato definito da Boris Sheiko, il più grande allenatore di Powerlifting di tutti i tempi, come “il miglior libro di biomeccanica del Powerliting che abbia mai avuto”. Il libro è difficile, perché gli argomenti sono difficili, ma in questo modo può essere riletto più e più volte. Per questo, è un libro unico.
DCSS è alla 4° ristampa, è stato presentato all’università di Scienze Motorie di Milano e all’università di Scienze Motorie di Verona.

Per saperne di più! clip_image002 clip_image004
Per acquistare clip_image006 clip_image008
La pagina Facebook clip_image010

Condividi "Epitrocleite, tips & tricks" via

Nessun commento presente.

Commenta

Cat-Title

Set 19, 2 giorni ago

La stori(ell)a dell’adduzione delle scapole

Se ti è piaciuto questo articolo, lo stile del Meeting DCSS (doppio come puoi ben vedere) è lo stesso: 1° giornata, Biomeccanica dei 3 Big, 2° giornata, la Scienza dell’allenamento in palestra. Cliccando sul banner puoi accedere alla pagina del…

Read   Comments are off
Set 8, 2 settimane ago

Misuriamo i femorali

Se ti è piaciuto questo articolo, lo stile del Meeting DCSS (doppio come puoi ben vedere) è lo stesso: 1° giornata, Biomeccanica dei 3 Big, 2° giornata, la Scienza dell’allenamento in palestra. Cliccando sul banner puoi accedere alla pagina del…

Read   Comments are off
Set 7, 2 settimane ago

Il chinesiologo e il cardiochirurgo

Se ti è piaciuto questo articolo, lo stile del Meeting DCSS (doppio come puoi ben vedere) è lo stesso: 1° giornata, Biomeccanica dei 3 Big, 2° giornata, la Scienza dell’allenamento in palestra. Cliccando sul banner puoi accedere alla pagina del…

Read   Comments are off
Ago 24, 4 settimane ago

I femorali corti

Se ti è piaciuto questo articolo, lo stile del Meeting DCSS (doppio come puoi ben vedere) è lo stesso: 1° giornata, Biomeccanica dei 3 Big, 2° giornata, la Scienza dell’allenamento in palestra. Cliccando sul banner puoi accedere alla pagina del…

Read   Comments are off
Ago 14, 1 mese ago

DCSS – Ginocchio e squat

Se ti è piaciuto questo articolo, lo stile del Meeting DCSS (doppio come puoi ben vedere) è lo stesso: 1° giornata, Biomeccanica dei 3 Big, 2° giornata, la Scienza dell’allenamento in palestra. Cliccando sul banner puoi accedere alla pagina del…

Read   Comments are off
Ago 3, 2 mesi ago

Le forze nella panca, 2

Se ti è piaciuto questo articolo, lo stile del Meeting DCSS (doppio come puoi ben vedere) è lo stesso: 1° giornata, Biomeccanica dei 3 Big, 2° giornata, la Scienza dell’allenamento in palestra. Cliccando sul banner puoi accedere alla pagina del…

Read   Comments are off