Gen 29, 2 anni ago

Kinesiotaping

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Scrivo queste due righe per fissare i pensieri, perché devo dire che sono rimasto molto perplesso e vorrei esternare delle considerazioni. Spero che non si arrabbi nessuno del settore, mi dispiacerebbe. Le solite premesse: non sono un medico, non sono un fisioterapista, non sono nemmeno ancora laureato in Scienze Motorie, non sono un tuttologo, non ho informazioni approfondite sull’argomento se non quello che ho letto. Diciamo che non so un cazzo ma parlo, ok. Scriverò quello che ho capito.

Avete mai visto ogni tanto in televisione che alcuni calciatori quando si tolgono la maglia hanno delle strisce di cerotto colorato messe in varia forma, o atleti in pista che mostrano gli stessi cerotti con colori sgargianti quasi come se fossero degli ornamenti? Fighissimi, devo dire, tipo dei technotatuaggi.

Bene. Quei cosi sono una applicazione del kinesiotaping, che è riduttivo definire “cerotto”, perché si tratta di una benda con una sua elasticità, viscosità, cedevolezza e con un adesivo particolare che li rende adatti all’applicazione sulla pelle, fatti per rimanere aderenti senza creare allergie. Come faccio a sapere queste cose? Perché ho comprato un rotolo come quello della foto qua sopra e l’ho applicato a due miei amici e su me stesso, così per provare.

Mettiamola così: un mio amico ha un problema articolare (volutamente non entro nel merito) e mi ha chiesto se sapevo applicare questa roba, io gli ho detto che non sono un medico bla bla bla, che comunque i medicinoncicapisconouncazzo perché ti vogliono far fare la kemioterapia ke non kura i tumori ma li fa venire pkè loro sono della ka$ta e io sono KontrolaKa$ta sveglia komplotto !!!11!!uno uno uno (no, questo non va scritto qui…)

Però alla fine avevo una cavia e fanculo. Poi quando l’ho applicato c’era un altro mio amico e l’ho messo anche a lui e già che c’ero, dato che avevo preso una razzata al tendine di Achille destro, l’ho messo anche a me (la calcificazione delle guaine del tendine che dura da 20 anni ha colpito ancora: per prendere il treno al volo ho sentito una fitta astrale, come da manuale).

Prima però mi ero documentato. Il kinesiotaping (KT) deriva dagli studi del dottor Kenzo Kase, chiropratico giapponese. Alla fine sono riuscito a scaricare il suo libro, che vedo che viene citato successivamente, intendendo per “citazione” delle copie delle illustrazioni e di pezzi di testo.

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Sono perplesso perché nel libro non è di fatto spiegato il motivo del funzionamento di questo taping. Ok, il dottor Kenzo voleva qualcosa che andasse oltre il normale taping rigido, e ha inventato questo materiale che replica le caratteristiche di elasticità della pelle e che permette di ottenere risultati, che riporto qua sotto.

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Ora, se “mi torna” che una cosa del genere abbia una sua capacità di supporto e che possa correggere problemi articolari, mi torna molto meno che possa migliorare la circolazione linfatica, rimuovere l’eccesso di sostanze chimiche e di calore e ridurre l’infiammazione. Ma non perché non penso sia possibile, solo che la spiegazione non mi soddisfa.

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In altre parole, il KT “tira” la pelle aumentando lo spazio fra essa e i muscoli e promuove il drenaggio dei fluidi linfatici, così come (non riportato nel testo ma in altri manuali tipo quello qua sotto) favorisce la decompressione dei tessuti.

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La spiegazione è un po’ più articolata, ma alla fine non molto più dettagliata. Poi c’è un punto per me molto difficile da digerire, che riporto qua sotto.

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Ora, faccio veramente fatica a capire che differenza ci sia fra applicare il KT come a destra, da inserzione ad origine perché il muscolo è indebolito, o come a destra, da origine a inserzione perché il muscolo ha crampi o è contratto.

Perché se il KT è come una molla, non vi è assolutamente differenza, se invece lo vediamo come qualcosa di viscoelastico… diciamo che ogni pezzettino “pinza” la pelle e la fa contrarre, avvicina i lembi, e anche stavolta è irrilevante da che parte lo metto.

Il resto del manuale è su come applicare il KT nelle varie parti del corpo. Un altro punto per me molto strano, se vogliamo, è che viene affermato che possiamo metterci il KT da soli, come automedicamento. È strano ma ci tornerò più avanti.

Ma… funziona? Voglio volutamente evitare siti dove si afferma che il KT sia una bufala, ricerco un pochino e trovo questo:

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“Current evidence does not support the use of Kinesio Taping in clinical practice: a systematic review”, Journal of Physiotherapy del 2014, se cliccate sull’immagine potete leggerlo e vi fate un’idea da soli. In pratica qua si dice che in condizioni controllate il KT non fa nulla rispetto a non metterlo, questo è il senso.

Ho ricercato anche autonomamente, ed effettivamente quello che viene fuori è che non ci sono effetti, in un caso che c’è un effetto ma che è irrilevante come metti il KT, cioè se da origine a inserzione o viceversa.

Ora, io non voglio sembrare quello che se non c’è lo studino non ci crede. Solo che se non altro vorrei che le motivazioni per cui funziona una cosa fossero chiare… o che quanto meno ci fosse una evidenza che qualcosa accade. Della serie, non so come funziona ma funziona.

E io sono molto aperto eh… specialmente in campo medico non ci vedo nulla di male a dire “funziona ma non sappiamo perché”, proprio per lacomplessità del corpo umano. Prendiamo i trigger points, i tender points, la fibromialgia e tutte le varie algie che la medicina ortopedica bolla come cose che non funzionano: ci sono invece proprio evidenze di tutti i tipi per affermare che funzionano, e in sintesi il problema è che il medico occidentale si basa sulla diagnostica strumentale, e se all’ecografia non c’è nulla… non c’è nulla, o sulla risonanza c’è un’ernia… il dolore è dovuto all’ernia, non a degli altri effetti, che so… muscolari, di spasmi o che, e questi comunque si risolvono con dei decontratturanti.

Perciò, io non precludo nulla. Però dire che questo coso funziona per questi motivi… ecco… faccio fatica a crederlo.

Bòn… però sono pragmatico, di sicuro il corso del KT non lo faccio ma 10 eurini belli su Amazon ce li spendo. Arriva il cerotto, guardo dei video su come metterlo sulla parte. E qui un’altra perplessità: guardo 7 video, 7 video tutti differenti, ce ne fosse uno che mette questo coso allo stesso modo: chi lo taglia in striscioline, chi lo mette intero, chi fa dei giri in un modo, chi in un altro. Ecco… ma allora perché funziona o meno? Sulla base di cosa? Non è che ci sono test da fare prima: hai questo problema qui? Mettilo così, e questo “così” è sempre diverso.

Va bene. Taglio i pezzi e lo applico: figata incredibile, sembra effettivamente pelle, e basta metterlo per capire le sue proprietà di “incollamento”. Lo tendo e lo tiro, poi penso: “ma se a lui fa male così e così, io tiro di qua così supporto questo punto” e metto in pratica come penso IO vada messo il resto del cerotto.

“Come stai?” Lui prova… “Meglio!”. Wow… Lo metto anche all’altro mio amico che non ha niente, glielo metto ad una spalla. “Che senti?” “Sento che mi sostiene, forte!”

Allora lo metto anche a me, seguendo le istruzioni “per la tendinite all’achilleo”. Devo dire che già con un colore solo il KT ch ti avvolge il tendine è fortissimo, mi immagino tutto colorato (i colori non significano nulla eh… non sono calibrati, sono solo colori). La sensazione è di essere effettivamente sostenuto, come delle calze aderenti per dare una sensazione.

Il giorno dopo chiamo: “come stai?” “molto meglio!”. L’altro mio amico non aveva un cazzo, l’ha lasciato e ha dormito meglio anche se non ho capito perché. Il mio tendine è sempre lì eh… Il mio amico sta molto meglio, ma mi ero scordato di dire che il giorno stesso dell’applicazione, la mattina, aveva fatto la sua prima seduta di ultrasuoni. Non indicherà nulla ma completa un quadro, secondo me.

Tiro le fila di circa 5 giorni di prove varie, ripetendo che si tratta di semplici opinioni di uno che non sa un cazzo.

A me il KT non ha convinto. Almeno per quello che riguarda la spiegazione dei motivi per cui dovrebbe funzionare, troppo nebulosa e poco supportata da due prove in croce, come è tipica di tante altre pratiche sul corpo umano.

Funziona? Boh… si, no. Non lo so.

Ma facciamo questo ragionamento: il KT non è qualcosa di medico, per applicarlo non occorre essere medici, fisioterapisti, non occorre nemmeno aver fatto un corso. Perché il corso non abilita a niente, dato che non è riconosciuto in Italia. Il corso serve solo per saperlo mettere. Addirittura, si mette addosso a se stessi, autonomamente.

Ammettiamo funzioni (sul mio amico funziona…): ho una tecnica riabilitativa che CHIUNQUE può utilizzare, ma proprio tutti. Faccio un corso di UN GIORNO, oppure meno, vedo dei video su Internet e se ho la faccia come il culo vendo l’applicazione a 20 euro al nero in palestra. 15, toh… lo metto a 4 persone e già guadagno, che 5 rotoli colorati costano 50 euro e sono 25 metri di cerotto. Non occorre studiare, non occorre essere laureati, funziona perché funziona.

Oppure non funziona. Ma se non funziona… che senso ha fare un corso e spenderci dei soldi? Perché allora lo usano anche medici e fisioterapisti?

Questo mi rende perplesso: se funziona, lo fa indipendentemente dalla bravura perché basta un giorno di corso per farlo funzionare, se non funziona… è una sòla e il corso con lui, perciò chi lo mette suola la gente.

Infatti c’è chi critica, e chi lo usa. Anche in ambito medico.

Sulla falsariga di altri fenomeni nell’ambiente, io credo che ci sia alla fine un bisogno latente da parte di un pubblico e si crea il classico circolo vizioso: io sto male, ho bisogno di una copertina di Linus per essere confortato, faccio le mie terapie, poi mi mettono questo coso che mi dà delle sensazioni, e già questo mi fa stare meglio (vedi: ultrasuoni e applicazione del KT, con un enorme effetto confondente), magari altri sul campo di atletica mi vedono con quella cosa figa addosso, si sparge la voce. Magari la vedono addosso a Balotelli, e diventa planetaria.

A questo punto ammettiamo che io sia un fisioterapista che non crede a questa roba: viene il cliente e mi fa? “ma tu la metti la striscia che ha Balotelli, che mi fa male una spalla?” e io gli spiego che il sistema linfatico non può essere drenato bla bla bla, lui mi guarda con quell’aria di chi non ti ascolta e va da un altro che gliela mette la striscia a 20 euro. Perciò alla fine faccio prima a dire “ok, si la metto”, magari gli faccio un’altra terapia, quella che io penso che serva, e poi lo mando via contento, magari gli dico “guarda, dammi solo 5 euro perché ci voglio coprire solo le spese” e ho un cliente contento.

Così facendo, aumenta la notorietà del KT. Fino a che, come tutte le mode, non passa di moda eh eh eh E passa di moda se non funziona, perché se qualcosa non funziona ciò che rimane è semplicemente la soddisfazione di un bisogno di cura, che è sempre presente ma necessita di cambiare continuamente il mezzo, il medium, con cui il bisogno viene soddisfatto.

Certo, io non lo so, sono solo chiacchiere. Però mi viene da pensare che sia così Va ancora di moda il KT? Ripeto, non lo so.

Ciò che vedo è che ci sono siti e siti che vendono KT colorato, a rotoli, in strisce preformate, pretagliate di tutte le faglie e forme. A prezzi in fondo bassi. Di fatto la strategia di business è favolosa: al di là del costo del corso, che è appannaggio di chi deve davvero vendere l’applicazione, il KT ha un prezzo di accesso bassissimo, i consumabili cioè non sono così costosi, tanto che alla fine tutti possono farci un giro e metterseli o, se si ha appunto la faccia come il culo, vendere l’applicazione.

Se invece il KT fosse stato appannaggio di pochi, se per metterlo uno avesse dovuto comprare, che so… un applicatore, una macchina, spenderci 200-300 euro, ecco che alla fine il successo sarebbe stato minore.

Poi, sicuramente l’effetto c’è, qualcosa fa, veramente. Del resto provate a mettere un granellino di sabbia sotto un piede e a camminare tutto il giorno: un granello può farvi venire una sciatalgia o una infiammazione alla zampa d’oca all’altra gamba. Basta pochissimo a cambiare l’assetto e la postura del corpo perché veramente la propriocezione e l’esterocezione tattile sono dei meccanismi potentissimi.

Però tutto questo va spiegato e supportato. Se cioè io dopo aver guardato un video e letto tre cose riesco a far stare meglio uno, o è il materiale in se ad essere curativo, o sono un genio, o ho avuto solo culo andando a caso, oppure c’è un immenso effetto placebo supportato da delle sensazioni piacevoli.

Io ci credo a queste cose, e proprio per questo mi aspetto che siano studiate. Non occasioni sprecate. Però, ripeto, sono cose buttate lì.

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