Gen 25, 3 anni ago

Fisiologia per PT

Quando ho scritto la prima parte del mio famigerato e spero famoso libro ho dovuto fare una scelta, eliminando degli argomenti che altrimenti avrebbero reso il libro una enciclopedia e avrebbero fatto sclerare l’autore più di quanto non lo sia stato. Ho selezionato così la Fisiologia che secondo me il personal trainer (laureato e non) deve come minimo sapere dato che va ad agire tramite “pesi” su degli esseri umani. Un PT non può ancora raccontare cose tipo “le ultime ripetizioni attivi le fibre bianche” o “il pettorale interno ed esterno” e analoghe cazzate astrali, per non dirle deve aver chiari alcuni argomenti, appunto, di Fisiologia.

Il libro è centrato sulla tecnica di certi esercizi, tecnica che si sviluppa in un numero di secondi tale per cui la “fatica” non è un elemento rilevante. Per questo motivo accenno brevemente ai vari metabolismi energetici, ma faccio due palle sui meccanismi di contrazione.

Ho sempre voluto affrontare questo argomento, ma non ne ho mai avuto il tempo e, lo confesso, la competenza. Fisiologia (che nella mia facoltà è 1500 pagine dato che sono 2 esami insieme, Fisiologia e Fisiologia dello Sport) è stato un corso bellissimo, dove ho potuto approfondire argomenti affascinanti con una traccia didattica, e ho raggiunto quel livello che a me piace: “sentire” di aver capito (il che non vuol dire che abbia capito, ma almeno lo penso ah ah ah c’è gente che “sente” le voci, ma le voci non ci sono).

La prima premessa che mi sento di scrivere: non voglio come sempre che io sia considerato onnisciente, un santone, insomma il classico Guru, che diventa poi Curu ed infine all’ultimate level la metamorfosi si completa in Kuru. Solo che Facebook quando fa scorrere le notizie mi fa leggere cose che mi lasciano perplesso, svarioni assurdi sui metabolismi aerobici, anaerobici, detti non solo dal classico pittì con il corsetto, ma anche da laureati in Scienze Motorie e anche da qualche medico. Devo dire che sono rimasto esterrefatto perché per me il “medico” è il detentore del massimo sapere sul corpo umano.

Vorrei parlare perciò in questa serie di articoli di Fisiologia dello Sport una particolare branca (non branchia, come spesso leggo, checcazzo… meglio centra invece di c’entra eh…) della Fisiologia che si occupa di fatto del metabolismo durante attività sportive, o, se volete, quando il corpo umano risponde ad uno stimolo che recluta le sue risorse psicofisiche. È una materia estremamente complessa ma molto specifica, la cui conoscenza è basata a sua volta, appunto, su quella della Fisiologia di base dei processi metabolici ed energetici umani, in generale degli esseri viventi.

Il problema è che un conto è capire i singoli metabolismi, capire la glicolisi, il ciclo di Krebs, la sintesi degli acidi grassi e così via, un conto è orchestrarli tutti insieme quando il corpo umano va sotto stress. In altre parole persone che conoscono i singoli pezzi anche molto bene poi non sanno metterli insieme, ed è questo che mi ha stupito.

Devo dire che ho avuto delle difficoltà proprio per arrivare ad una visione sistemica e globale dei processi, perciò semplicemente io scriverò come mi sarebbe piaciuto che mi fossero state spiegate le cose. Perché ancora, secondo me, la didattica ha molti margini di miglioramento.

La seconda premessa è che io descriverò un modello fisiologico che, per definizione, sarà una rappresentazione semplificata della realtà: cercherò di mantenere il rigore e la precisione che servono, ma eliminerò completamente argomenti che non ritengo opportuni per ciò che voglio dire.

Perciò se scriverò che l’ATP è il mezzo che utilizza una cellula per immagazzinare energia non ha senso scrivere “non è vero, perché abbiamo anche il creatinfosfato che ha una energia libera in valore assoluto maggiore di quella dell’ATP” perché ai fini del modello non ha molto senso parlare di tutto questo.

Ciò che vorrei proporre è un modello sufficientemente semplice ma anche sufficientemente preciso per dare una visione complessiva di ciò che accade all’interno del corpo umano quando il tizio che lo possiede fa sport.

E facciamo un patto. Io mi impegno a scrivere questa roba, qualcuno di voi della platea buia e silenziosa la legge. Questi articoli costituiranno una parte di “DCSS 2, la vendetta dello scrittore morto”.

Ok, adesso facciamo un test, non dovete darmi una risposta, dovete solo riflettere su quello che direte.

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In questo grafico ci sono dei vocaboli che sono noti nell’ambiente, metabolismo, aerobico, anaerobico, lattacido e alattacido. Il grafico è un classico di Fisiologia, l’ho ovviamente copiato. Mostra la ripartizione dell’utilizzo dei vari metabolismi energetici sulla base del tempo di una data attività.

Se prendere la linea verticale a “circa 120 sec” si nota come il metabolismo anaerobico lattacido e quello aerobico siano al 50% entrambi. Leggo spesso cose di questo tipo: “se tu fai un’attività di 2 minuti utilizzerai per metà il metabolismo aerobico, per metà quello anaerobico alattacido”. Già qui c’è un primo punto interessante: il grafico indica, se non altro, la ripartizione dell’energia erogata dai vari metabolismi se l’attività è massimale per quella data durata.

In altre parole, se io faccio 2’ di corsa a paletta con l’intenzione di fare 2’, tipo correre sugli 800 metri, quella forse è la ripartizione. Il grafico non tiene conto cioè dell’intensità dell’attività. Perché io posso strisciare per 2’ come correre al massimo per 2’.

Ma il problema fondamentale di questo grafico è che induce a pensare che le tre diverse tipologie di erogazione dell’energia si susseguano a stadi: fino a 10” quello boh… anaerobico alattacido, poi uno prosegue e quel metabolismo cessa e parte quello anaerobico lattacido e dopo 4 o 5’ è per la maggior parte metabolismo aerobico. Tipo gli stadi di un missile Saturn.

Questa è una visione errata dell’erogazione dell’energia perché in realtà questa energia viene fornita contemporaneamente da tutti e tre i metabolismi, solo che ognuno ha una sua inerzia nel mettersi in moto, una sua velocità di fornitura dell’energia stessa, cioè una sua potenza. Se io vado a paletta per 10”, non è che poi dal 10° al primo minuto cambio metabolismo, semplicemente… mi fermo. E mi fermo perché” non esiste metabolismo che possa sostenere quell’erogazione di energia.

Ripeto: non dovete rispondere A ME, che non sono un prof, ma A VOI STESSI. Se pensate “ma è tutto semplicissimo” e avete una visione a stadi di queste cose, se pensate che il metabolismo aerobico sia quello della corsa lenta, che quello alattacido sia quello degli sprinters, se pensate che quando fate i pesi non producete acido lattico se non tirate una serie a cedimento… ecco… diciamo che non è proprio tutto semplicissimo.

Ma poi, cosa è un “metabolismo”? E cosa è questa “energia” e come viene a prodursi? Ancora: cosa significa “metabolismo alattacido”, cioè cosa è l’”acido lattico” e perché si forma?

Proverò, e non è detto che ci riuscirò, a scrivere degli articoli per far capire tutto questo. Il problema è che… il lavoro è abbastanza, come dire… immane. Infatti per descrivere i metabolismi è necessario parlare della glicolisi e del ciclo di Krebs, ma per parlare di questi è necessario parlare di reazioni chimiche, e per parlare di queste è necessario parlare di energia chimica.

Insomma… io ci provo. Poi, come sempre, è tutto gratis: non mi dovete ringraziare, lo faccio perché mi diverte, e quando non mi divertirà più… fine.

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COMMENTI RECENTI

  1. 25/01/2015
    Grande Ironpaolo, nonostante anch’io abbia già fatto esami di fisiologia e biochimica, leggere i tuoi articoli su questi argomenti è sempre interessante! Rimango sempre affascinato dalla tua capacità di scrivere in maniera(passami il termine poco gentile ma che rende l’idea) “colloquiale” ma scientifico! Mi prenoto già una copia del prossimo DCSS 2!
  2. 05/02/2015
    Ciao Paolo, come farei senza di te dico io. Ormai ti leggo da un po’, e sei un punto di riferimento imprescindibile per tutti i giovani come me che vogliono aspirare ad avere una carriera come preparatore atletico. Interessantissimo articolo. Resta come sei. Ciao
    Ale

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