Sono vecchio ma sono forte?

Sul blog a commento dell’articolo Sono forte o no in versione restyled, strikeout mi scrive:

“Ed i “vecchietti” (masters) ? Uno dei maggiori limiti del wilks è proprio questo , il coefficiente non tiene conto dell’eta anagrafica ed ancora, il wilks va bene considerando l’uso dell’attrezzatura.

Insomma è un parametro , quello adottato dall’IPF , ma non per forza quello più aderente alla realtà.

In questa federazione invece tengono conto dell’età…

http://worldpowerliftingcongress.com/Glossbrenner.htm

Clicco e trovo una trattazione con una tabellina di coefficienti per equiparare il totale delle alzate con l’età del lifter: come l’orso è ipnoticamente attratto dal miele, come le falene kamikaze nella friggitrice elettrica al neon… una tabella di numeri è il lisergico dei nerd, capace di indurre trip di ore ed ore con allucinazioni comprese.

Ammettiamo di avere un lifter di 40 anni che fa 530 di totale, diciamo squat 180, panca 120, stacco 230. E di avere un lifter di 60 anni che fa squat 130, panca 90, stacco 180. Chi è più forte?

La domanda è interessante: se cioè si sente la necessità di qualcosa che permetta di equiparare lifters di pesi differenti (esigenza soddisfatta dai coefficienti Wilks), alla fine si sente anche l’esigenza di confrontare lifters di età differente.

Ringrazio perciò strikeout per avermi linkato questo materiale, che è interessantissimo.

Ok, ecco la tabella: i coefficienti di McCullough, i MAM, Masters Age Multipliers, cioè i moltiplicatori d’età per gli atleti Master, quelli sopra i 40 anni.

clip_image002[4]

Supponiamo che i due sollevatori di prima abbiano lo stesso peso, ed è per adesso irrilevante se i due gareggino gear o raw (chi non conosce il significato di queste due parole può passare tranquillamente oltre).

A 40 anni il MAM è 1, a 60 anni il MAM è 1,34. Perciò si moltiplica il totale del 40enne per 1, che rimane così, e il totale del 60enne per 1,34: 530 a 536, il vecchio è più forte.

Se vogliamo inserire una formulina, eccola:

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Si confrontano i due TMAM e quello più elevato vince. Nel caso in cui i pesi corporei siano differenti si applicano ai due nuovi totali i coefficienti Wilks:

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Tralascio alcuni aspetti interessantissimi per me ma pallosissimi per il mondo, quale il fatto che i coefficienti permettono di fare delle semplici moltiplicazioni e non tirare dentro funzioni varie, però questo ve lo voglio far vedere:

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Questo è il grafico dei MAM, che è una bellissima parabola, anzi, ecco l’equazione:

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I coefficienti wilks derivano invece da una esponenziale, ma il bello è che per questi coefficienti… non esiste traccia di calcolo: qui trovate moltissimo materiale, ma la ricerca su questi coefficienti e del loro metodo di calcolo non mi ha portato a nulla. Perché, cioè, questi formino una parabola, cioè la legge sia un qualcosa di secondo grado… non è dato sapere.

Il problema è che così si spende tutto molto male, non si capisce molto il senso pratico di questa roba.

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Questo è il grafico dell’inverso dei coefficienti MAM, cioè si prende ogni numerino MAM e si fa 1/MAM, e il tutto è molto più interessante perché mostra come con l’età il totale a 40 anni “degradi” lentamente. In altre parole, fatto 100 il nostro totale, a 90 anni lo stesso totale è calato al 39%.

Per essere più chiari, il lifter 40enne da 530 di totale se volesse mantenere il suo record di anno in anno dovrebbe fare a 90 anni un totale di 207: i suoi 180-120-230 diventerebbero, se si mantenesse costante la ripartizione dei carichi, 71-47-90.

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Per completezza, allego la tabella. Ora, questi risultati possono lasciare perplessi, ma questi sono, giusti o sbagliati che siano. Del resto, uno di 90 anni che fa pesi e 90 di stacco lo avete mai visto? Io no…

Tutto diventa ovviamente più complicato dal fatto che poi le classifiche sono inficiate dal doping che, sebbene io pensi che sia la scusa dei perdenti che lo hanno in bocca a giustificazione di ogni risultato sopra la mediocrità, esiste e farsi prendere per il culo è un peccato capitale come credere a Babbo Natale.

Nell’ultimo link, infatti, si parla di tutta una serie di coefficienti (di cui ovviamente non c’è traccia di uno straccio di conti da nessuna parte e se li trovate vi prego di postarmeli…), di coefficienti per compensare il problema di altri coefficienti, e dei coefficienti della NASA che non è quella dello Shuttle, come ho pensato (cioè ho pensato “cazzo c’entra la NASA, fanno fare stacco in orbita?), ma la Natural Athlete Strength Association.

I coefficienti NASA sono calcolati su atleti drug free, con l’assunto (corretto dai…) che mentre un dopato all’aumentare del peso aumenta molto la massa muscolare, un natural all’aumentare del peso aumenta anche molto il grasso, perciò è meno forte a parità di peso.

Se mai avrò un attimo di tempo in più prenderò tutti i coefficienti e li confronterò fra loro, magari viene che ci sono delle differenze ma per le persone normali non sono poi rilevanti, magari no… e poi farò un bel medione.

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Per completezza rispetto all’articolo precedente ho inventato questo grafico solo per fare scena, anche perché alla fine con Excel si fa prima.

Ok, però il giochino è ganzo, dai… ecco sulla base del mio miglior risultato raw in gara (ho fatto solo una gara raw… eh eh eh) come negli anni mi dovrei comportare per mantenerlo.

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In questo momento, 46 anni, se arrivo a 170 di squat è grasso che cola, la spalla non mi fa fare panca ma 6 mesi fa un 10x1x100kg l’ho fatto, e a 110 con pausa ci arrivo, in allenamento 2 mesi fa ho fatto un piramidale a salire e scendere con un 2x1x240 centrale, forse 250 l’avrei fatto. Ok, sono discorsi senza senso perché non è una gara ma per parlare al bar, perché no?

Sinceramente 150-90-200 a 60 anni mi sbilancio nel dire che li farò, perciò… che dire… mi iscriverò ad una gara dove useranno questi coefficienti e farò il culo ai 40enni. Ho bel 14 anni di allenamenti.

Cazzo… fra 14 anni E BASTA avrò 60 anni, mia figlia ne avrà 30 (e avrà il permesso di uscire la sera, ma solo fino alle 23.30), la palestra avrà 14 anni di attività o forse sarà fallita da 13 anni, magari il mio più grande desiderio sarà fare 200 di stacco oppure non avere il catetere.

Oppure sarò una vignetta di un numero di Dylan Dog, una storia di Sclavi: “ha scritto un libro sui pesi, sta aprendo una palestra, morirà 5 anni dopo sotto un TIR”. Mi ha sempre colpito quel tipo di storie, perché il futuro non è scritto… ma prima o poi arriva.
 

 

DCSS PowerMechanics For Power Lifters parla, per oltre 750 pagine, della biomeccanica dei principali esercizi della palestra: il libro è a colori e ci sono almeno 2 disegni a pagina, oltre 2000 in tutto il libro, rispetto ai 20, 30 di altri libri. Non solo, DCSS è l’unico libro in cui la pubblicità, come è questo articolo, non ha mai frasi del tipo “se vuoi sapere il resto, compra il libro”. Addirittura, la pubblicità è fatta con materiale inedito…

DCSS è stato definito da Boris Sheiko, il più grande allenatore di Powerlifting di tutti i tempi, come “il miglior libro di biomeccanica del Powerliting che abbia mai avuto”. Il libro è difficile, perché gli argomenti sono difficili, ma in questo modo può essere riletto più e più volte. Per questo, è un libro unico.

DCSS è alla 4° ristampa, è stato presentato all’università di Scienze Motorie di Milano e all’università di Scienze Motorie di Verona.

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