Schemi avanzati

Alessio mi scrive:

“Ciao Paolo. Anche questo è un articolo che ho letto molto tempo fa. L’ho riletto ultimamente perchè sono alla ricerca di uno spunto per impostare un nuovo allenamento sulla panca che è bloccata da mesi. Ho, anche in questo caso, due domande:

– come faccio a capire quando uno schema è, almeno sulla carta, più adatto ad un avanzato?

– la prima progressione che hai descritto, quella con lo schema a fisarmonica, dici che è adatta a “consolidare i carichi”. Siccome sono un principiante, mi orienterei su questa, visto che la seconda dici essere rivolta agli avanzati. Da troglodita palestroide quale sono, non ti nascondo che il mio intento sarebbe quello di aumentare i miei massimali. Perchè questo schema (sempre teoricamente) non dovrebbe far crescere i miei carichi?

Grazie Paolo

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Le due domande non sono banali. In questo caso si parla di onde, ma sono adatte a qualsiasi schema di allenamento. Provo a rispondere.

La prima domanda dovrebbe essere riformulata così: “come capisco che questo schema di allenamento è adatto a me?”.

Un primo indizio è: lo capisco? Ne comprendo la logica? Lo… “sento”? Cioè riesco a visualizzare le sensazioni che un allenamento di questo tipo può dare? Per fare un esempio, uno che fa sempre allenamenti a cedimento non riesce a comprendere il tipo di fatica e di stordimento di un 10×2, perché non l’ha mai fatto. Non avendolo mai fatto è facile che toppi i carichi, perciò non è che lo schema 10×2 non vada bene per lui, che sia… “avanzato” per lui, la strategia migliore è di farlo 2 volte. La seconda volta avrà indicazioni dalla prima per riuscire a farlo meglio, oltre ad essere condizionato dal tipo di lavoro per lo stesso tipo di lavoro.

Il problema, come sempre, è voler scegliere il miglior schema, il miglior esercizio, il miglior integratore. Non è che io non faccia errori di questo tipo, solo che… sono errori.

Poi, uno schema di forza per avanzati ha sicuramente un bel volume di lavoro, tipicamente non è un 3×8-6-4, c’è da dedicargli tempo, magari più giorni a settimana. La domanda è: “sono in grado di fare, che so… squat 3 volte a settimana?” perché squat 3 volte a settimana è per avanzati, a meno di non farlo con carichi dei puffi, in full body con 2 serie e così via.

E uno schema per avanzati di squat 3 volte a settimana prevede di farle queste 3 sedute, sempre e comunque, perché uno schema per avanzati è così: va fatto sempre tutto. Il professionista non si allena per rilassarsi, per scaricare le tensioni, per stare bene, si allena per sollevare e per sollevare ci dobbiamo allenare. Per questo motivo io non faccio da moltissimo tempo schemi per avanzati. Perché non ho il tempo di seguirli.

Cioè: non fatevi ingannare dal “si ma basta 1 volta di questo, 1 volta di quest’altro” o “io con 1 squat ogni 15 giorni sono migliorato”. Dipende tutto da cosa si intende per miglioramento. Inutile che uno che ha 100 di squat faccia lo Smolov Squat Assault, cioè lo può fare come io posso guidare un dragster, per giocare e non per fare il pilota di dragster (con il simulatore di dragster sono un mostro però…)

Uno schema per avanzati lo riconoscete dal fatto che ha una struttura nel tempo, che ha dei carichi indicati con percentuali, che se non sapete i massimali con sicurezza inutile che le calcoliate le percentuali. E uno schema per avanzati adatta le percentuali e i volumi ogni volta, sulla base delle indicazioni di un allenatore o di voi stessi, che cambiate quel 2% in più o in meno di serie, ripetizioni, carichi che fa la differenza.

Lo schema che propongo per consolidare i carichi non è che non li fa crescere. Però prima è necessario, anche se deriva da una constatazione pratica più che da studi scientifici, che non ci sono, consolidare il volume, perché se io riesco ad incrementare il volume di lavoro con un certo carico, sono riuscito a rendere efficiente la tecnica esecutiva tanto che la stessa, diciamo… “energia” permette di essere spesa in maniera migliore da poter fare più “cose”.

L’incremento dei massimali è indiretto, se vuoi.

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