Ago 19, 3 anni ago

Tu-tum tu-tum tu-tum tu-tum tu-tum

Ho conosciuto Marco alla prima Dangerous Convention, quella sotto il portico della casa di campagna, anno 2009. Una manciata di sedie in giardino, un televisore piatto, un frigorifero, un gruppo di amici conosciuti su Internet. Oppure sbaglio, dato che oramai Marco è un amico da sempre, insieme a Massimiliano e Salvatore, gli “amici del panino” dato che lavoriamo tutti vicino e abbiamo la stessa passione, e ieri con gli sms, oggi con uazzup, domani con i transponders olografici, “si va oggi?” e panino a parlare di pesi.

Mi chiama e mi fa… “posso venire a vedere la palestra?”. Cazzo ma certo… e così passiamo un pomeriggio insieme, lo stresso con la palestra descrivendogli in maniera compulsiva e isterica particolari infinitesimali e irrilevanti, poi fa panca, poi il tyre flip, poi gelato, poi caffè. Tutto mixato in un fiume di chiacchiere.

Marco è la conferma, ma non ne avevo assolutamente dubbio dato che l’ho visto accadere decine di volte, che lo sport è una piccola metafora della vita. Perché lo sport è fare in modo di essere al meglio in un certo punto dello spazio-tempo, qui-ed-ora, non prima, non dopo, non là, non qua.

Lo sport è un progetto e i progetti hanno scadenze, lo sport è una promessa e le promesse vanno mantenute. Saper rispettare le scadenze, saper mantenere le promesse… semplicemente non è da tutti. E chi riesce a mantenere la barra a dritta per arrivare ad una gara, a rimanere concentrato, a prendere i successi e le sconfitte come opportunità per il passo successivo… ecco chi riesce a farlo in una gara riesce a farlo anche nella vita.

Ho conosciuto Marco che aveva… boh…120 di squat raw, ha fatto 235 kg di squat gear in gara. Lo so lo so… il cinese Cirin Ciampai faceva 235 su una gamba sotto la Grande Muraglia, il russo Andreji Komaski lo fa mentre falcia i licheni della steppa, ma per dire io ho 225 di squat gear.

Nello stesso tempo Marco è passato da un lavoro a contratto ad uno a tempo indeterminato per una multinazionale industriale, e all’interno ha fatto carriera, ma il percorso parte da prima, da quando si stava laureando in ingegneria gestionale e faceva il cameriere.

Tutto torna, come si approccia lo sport, prima, durante, dopo, che sia una pedana, un tracciato, un tatami, una scacchiera o una pista, fa capire come ci si comporta nella vita. Lo so, sono presuntuoso, ma alla fine come uno è nel riscaldamento, prima di “in pedana … si prepari … a seguire” a me fa capire molte cose.

Gli ho chiesto di scrivere due righe, ve le passo.

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Ooommpfffff

Tu-tum tu-tum tu-tum tu-tum tu-tum

“Dai, un’altra volta, ne mancano ancora 5”

Rumori. Voci.

Il primo è il tonfo sordo, beffardo, della ruota che si ribalta a terra.

Il secondo è il battito del mio cuore, accelerato al massimo, mentre grondo sudore sull’asfalto bollente, piegato in avanti con le mani sulle ginocchia.

La voce è quella di Ironpaolo, noto anche come Smartlifting, l’artefice di questa tortura.

Ah no, scusate, è allenamento: HIIT, ribaltamenti di una ruota di trattore da 120 kg, serie da 10…peccato che sono sì e no a metà della prima, avrò fatto 2 ripetizioni decenti, e sono stremato.

“Dai, te parti direttamente con la ruota da 120 e non rompere, è un gioco da ragazzi” e invece, un po’ di sano apprendistato con quella da 90 kg mi ci sarebbe voluto: la tecnica per ribaltare efficientemente la ruota non è banale, una girata grezza ma che va calibrata con precisione, altrimenti è necessaria la forza bruta, e la scomodità delle posizioni in gioco rende il giochino molto stancante, molto in fretta.

Mi siedo sul bordo della ruota, sconfitto e accaldato, mentre Paolo giustifica la mia performance con la mancanza di allenamento specifico, resistendo stoicamente alla tentazione di prendermi ferocemente per il culo, poi un’auto si affaccia alla stradina (siamo sul retro di casa sua) e decidiamo di mettere a posto la ruota.

“Ridi ridi, ma vedrai che poi alla fine ti iscrivi anche te” dice a bassa voce Paolo mentre il suo vicino ci sfila davanti.

Sì, si iscriverà…ma dove?

Nella nuova palestra di Paolo, che si chiamerà…in un modo che Paolo renderà pubblico quando vorrà, e che verrà inaugurata…quando vuole lui. Ma presto.

I lavori sono quasi terminati, mancano le macchine ma l’edificio è pronto, e ci sarà tutto: pesi, pedane, rack, panche, macchine, tapis roulant, corsi di ginnastica e massimali di stacco.

Tutto nuovo, ottimi materiali, i pesi e i manubri ci sono già, i rack e le panche devono essere montati; mentre Paolo mi spiega “Qui mettiamo la lat, là un rack, i pesi…questo è il posto della pedana…ecco, vedi, gli anelli verranno fissati qui” vedo le sue parole dare forma definitiva alla palestra, e si sente che sarà la SUA palestra.

Sono pronte anche le evoluzioni successive, che prenderanno il via quando il suocero di Paolo avrà deciso di averne abbastanza di attrezzature da strongman in giardino…

Il Movimento sarà il vero fulcro di questa palestra, in tante forme diverse, per tipi di clientela diversi, il tutto unito dalla passione di Paolo…e dalla sua follia!

Un gelato, un caffè, solito litigio per aggiudicarsi il diritto di offrire e sono di nuovo in macchina, sulla via del ritorno…tempo di fare il bilancio della giornata:

Panca con la Paolino’s camber bar – fatta (ok, ho fallito i 120, ma ho delle scuse)

Tyre flip – diciamo fatto…più o meno

Visita alla palestra di Paolo – fatta, la palestra sarà una bomba…non vedo l’ora di potermici allenare (il linoleum nuovo di pacca forse non condivide il mio entusiasmo) Sbirciato nella folle mente di Smartlifting – fatto anche questo, ne porterò i segni a lungo…un luogo pericolossissimo!

Ma soprattutto, ho rivisto un amico: la cosa più importante fatta in questa giornata di sole, pesi, gomma e sudore

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COMMENTI RECENTI

  1. 20/08/2014
    Marco è davvero un tipo forte e simpatico, ho avuto la fortuna di potermi allenare sotto il suo occhio e devo dire che ha anche le doti per insegnare (equilibrio, attenzione, cultura, empatia, zero presunzione, ma comunque… “zitto e spingi”)potrebbe essere un grande coach! Un salutone a entrambi!
    • 30/10/2014
      Grazie, al prossimo panino con Marco e Massimiliano presenterò! 🙂

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