Giu 26, 3 anni ago

Gli infortuni nel Crossfit

Tutti sappiamo cosa sia il Crossfit o quanto meno ne abbiamo una percezione, chi non lo sa è out, indietro, passato, si informi che rimane al palo per favore. Possiamo dire che il Crossfit sia il fenomeno del momento, amato ed odiato allo stesso modo, come sempre accade.

Prima di addentrarmi nello specifico, vorrei fare alcune considerazioni generali. A me il Crossfit non piace, non riesco a farmelo piacere ed è un peccato, per me. Però… non mi piace. Perché alla fine si basa sul fare più ripetizioni di qualcosa nel minor tempo possibile, e a me questa cosa mette ansia. Del resto io ho sempre odiato i videogiochi a tempo… Poi, essendoci di mezzo le alzate olimpiche in cui io sono negato e non posso allenarmi, sono escluso. E poi non mi piacciono le trazioni fatte in quel modo, ma anche qui è una questione di gusti. Il fatto che a me non piaccia non significa che pensi che il Crossfit faccia cacare, è un fenomeno di massa, che siano tutti scemi e io quello intelligente non ci sta.

Come tutti gli sport nuovi, è nella fase primordiale di definizione delle competenze atletiche, del modello di allenamento e così via. Manca cioè ancora la selezione naturale, che sta comunque avvenendo, della tipologia di atleta, di metodi e di tecniche che porteranno, fra qualche anno, ad un Crossfit molto più robusto dal punto di vista scientifico-metodologico. Chi si ricorda del triathlon può fare un parallelo: prima vincevano quelli forti nei singoli sport, oggi vincono quelli forti nel triathlon.

La gioventù di questo sport porta con se tutta una serie di aspetti negativi e positivi che sono noti, ma non voglio divagare, però un impatto c’è anche in questo articolo: come vedrete, ancora non ci sono dati a sufficienza per parlare di statistiche di infortuni, ma comunque molto si muove.

Per quello che vedo da foto e filmati d’oltreoceano, sperando di non offendere nessuno perché non mi riferisco a nessuno dato che non conosco nessuno, siamo ancora nella fase del doping a litrate. Ora, se c’è uno che ragiona freddamene di bombe quello sono io, e ho sempre ritenuto il doping la scusa dei perdenti. Però manco voglio negare che il doping ci sia. Io vedo in questo sport dei fisici da paura, “belli” secondo i canoni estetici da palestra, fisici che non ritrovo nemmeno negli sprinter o nei lanciatori o nei sollevatori di peso categorie medie. Oh… possibile che finiscano tutti a fare Crossfit quelli con la bodyfat al 6%, tassellature degli addominali perfettamente rettangolari con vene ad acquedotto e spalle a palla di cannone? Ecco: il doping è la scusa dei perdenti ma farsi prendere per il culo no eh…

Infine, ho avuto il piacere di stare un giorno in un box Crossfit, e devo dire che un box è una figata pazzesca, una specie di mini-Paese Dei Balocchi, con i bumpers, il pavimento gommato, quel rack assurdo enorme, i plinti, tutti i gadget più impossibili. Divertentissimo, davvero, da buttarci dentro un materasso, un fornello da campo e vivere lì. Se avete un box Crossfit nelle vicinanze, tuffatevi a pesce che vi divertirete garantiti.

I detrattori del Crossfit affermano che sia uno sport che scassa tutti gli atleti, che sia un distruggispalle, che sia deleterio per le articolazioni. Ora, è vero oppure no? Nel powerlifting e nel weightlifting esiste una buona letteratura, non esaustiva, sulle tipologie di infortuni anche se questi studi vanno presi un po’ con le molle: spesso si tratta di dati ricavati da questionari, altre volte sono dei case study, cioè casi particolari, in tutti i modi è sempre complicato correlare gli infortuni di atleti con quelli degli amatori da palestra. Possiamo comunque farci un’idea sulla pericolosità dei pesi, il Crossfit è invece troppo giovane per avere questo volume di dati.

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Ho trovato però due studi interessanti:

[1] – The nature and prevalence of injury during CrossFit training, Hak ed altri, Journal of Strength & Conditioning Research, 2013

[2] – Injury Rate and Patterns Among CrossFit Athletes, Weienthal ed altri, The Orthopaedic Journal of Sports Medicine, 2014

Come si nota, sono di ieri in pratica… e sono i primi quando ho trovato studi sugli infortuni nel WL di fine anni ’80 e di sicuro ce ne erano anche prima. In entrambi i casi la rilevazione dei dati è avvenuta tramite questionari inviati a palestre o persone che praticavano Crossfit, parliamo di qualche centinaia di ritorni completi (non sto ad essere preciso perché non ne vale la pena per questo tipo di trattazione).

I ricercatori sono ben coscienti dei limiti di questo approccio, dato che è possibile quello che si chiama bias, una polarizzazione: i dati, cioè, non rappresentano più un campione casuale ma un insieme di individui aventi certe caratteristiche. In questo caso è molto probabile che a rispondere siano proprio quelli che si sono fatti male, perché uno che si fa male vuole condividere questo evento nefasto. Meglio sarebbe stato, ad esempio, andare ad una gara e prendere atleti a caso, forzandoli a rispondere. Però, questo abbiamo.

In entrambi gli studi, poi, non è presente una diagnosi dell’infortunio, cioè “infortunio alle spalle” e basta, non “strappo del sovraspinato” o “infiammazione della borsa subdeltoidea”. Non solo, la definizione di infortunio è differente nei due casi, in [1] si parla di qualsiasi evento che impedisce di allenarsi per un certo intervallo di tempo, in [2] la cosa è molto più dettagliata, ma questo rende impossibili i confronti.

In altre parole, attenzione: per uno che fa sport “infortunio” è qualcosa che non fa allenare, magari una cazzata che nella vita di tutti i giorni manco si sente, mentre per uno che non fa sport “infortunio” è qualcosa che impedisce, che so… la deambulazione o che limita nella guida.

Dagli studi non si capisce se il Crossfit vi manda in coma oppure no, ma comunque i ricercatori evidenziano che si parla di infortuni acuti, cioè dolori improvvisi e non delle cronicizzazioni, anche se è tutto da vedere se sia o meno così… cioè io decido che mi sono infortunato quando sento male, ma quel male viene da dolori che non ho cacato prima, tipicamente (se state ridacchiando… eh eh eh ci siamo capiti eh eh eh).

Nelle bibliografie di entrambi gli studi sono citati studi sugli infortuni che io ho letto, il che mi rincuora perché significa che le info a cui io faccio riferimento sono esaustive. Alla fine quello che si ottiene è che il Crossfit ha una rischiosità di farsi male che è paragonabile a quella del PL e del WL.

Il problema è che questo ci aiuta poco e dopo anni a leggere questa roba secondo me anche chi ha fatto questi studi è convinto che la conclusione sia parziale… avete presente quelle sensazioni indefinibili… è come se i ricercatori non fossero proprio convinti, ad esempio le limitazioni dello studio di [1] sono piazzate all’inizio e non alla fine come di solito, come a voler mettere le mani avanti fin da subito. Infatti alla fine i dati lasciano un po’ con quella sensazione di incompletezza.

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Entrambi gli studi, però, sono molto importanti perché pur nei limiti del campione, risultati interessanti emergono. Proprio nel testo si legge che questi atleti di Crossfit hanno una percentuali di infortuni alle spalle maggiore di quella del WL e simile a quella del PL, però questi infortuni sono anche dovuti ai movimenti di Gymnastic, cioè i movimenti a corpo libero e in particolare le trazioni “alla Crossfit” che sono un movimento di fatto traumatico per le spalle visto che sono dinamiche con una fase eccentrica che va fatta a modo altrimenti ci si fa male veramente.

Nella tabella qua sopra gli infortuni sono ripartiti per tipologia di esercizio e parte corporea. Notate questo:

· Gli infortuni alla bassa schiena sono dovuti al PL, cioè allo stacco (lo dicono proprio nel testo, evidenziando come la tecnica degradi con l’aumentare delle ripetizioni)

· Gli infortuni alle spalle sono dovuti al WL e alle trazioni, e questa è una novità: nel WL gli infortuni alle spalle non sono poi elevati, cioè il WL del Crossfit causa problemi alle spalle, anche se la causa principale è data dalle trazioni

· Gli infortuni ai gomiti sono dovuti alle trazioni

Ora, dico la mia alla luce di questi dati. Io credo che qua stiamo parlando di infiammazioni, di cose non gravissime, di roba che rompe le palle ma che comunque è dolorosa e di infortuni dovuti a due, classici, motivi:

1) Caricare troppo in ripetizioni e peso per le proprie abilità tecniche

2) Insistere quando sarebbe bene smettere

Saranno anche acuti questi infortuni, ma secondo me qua c’è tanta roba cronica sotto. Sarebbe interessante un confronto fra il numero di ripetizioni di una seduta media di WL, PL, “palestra” e Crossfit. Il volume di lavoro, il numero di movimenti, è sicuramente superiore. Poi da [2] emerge che il numero di infortuni non è correlato all’età o all’anzianità di allenamento e anche questo andrebbe indagato.

Il Crossfit propone movimenti complicati che richiederebbero un periodo di apprendistato notevole, diciamo di un anno della serie “dai la cera togli la cera”, movimenti complicati E divertenti, mixati con l’entusiasmo. Un cocktail a me notissimo… Essendo le velocità in gioco nettamente superiori a quelle della normale “palestra” e del PL, potenzialmente queste possono essere dannose, è innegabile.

Vi farete perciò male a fare Crossfit? Come sempre, il rischio sarà maggiore che a non farlo, ovvio. Così come il rischio di essere centrato da uno ubriaco il sabato sera è maggiore se il sabato sera uscite. Il punto è che… sì, il Crossfit può farvi tanto male se fate le cose a cazzo o se eccedete per il vostro livello, e può farvi male più della semplice palestra, questa è la mia opinione, perché è molto più facile perdere il controllo del mezzo. Se invece mantenete la razionalità nella vostra follia, avete un coach (indispensabile qua) competente, allora… no, vi farà male come tutte le altre follie con cui vi flipperete, che sia la bicicletta come lo strongman.

I dati, perciò, confermano secondo me e alla fine abbiamo due studi importanti per un inizio di raccolta di informazioni.

Questo articolo, perciò, vuole fornire solo spunti di riflessione ed iniziare una discussione, non trarre delle conclusioni.

 

 

 

 

 

 

p.s.

I case reports sono articoli dove si analizza UN SINGOLO episodio, che so… gente morta di tumore al fegato per gli steroidi, persone schiattate per troppa vitamina C e così via. Il case report non può essere considerato una statistica, come dire che se uno muore per la vitamina C non significa che la vitamina C sia tossica. Tipicamente serve ai dottori per ampliare la casistica degli interventi conosciuti.

I case reports sugli infortuni sono di solito raccapriccianti: rottura bilaterale dei tendini dei quadricipiti per lo squat, rottura bilaterale dei tendini dei pettorali per la panca, rottura bilaterale dei tendini dei sovraspinati e così via. Avete mai provato quella sensazione di mancanza d’aria, con i testicoli che si rattrappiscono al pube? Leggete uno di questi articoli et voilà.

Il Crossfit ha il suo primo case report: “Retinal Detachment due to CrossFit Training Injury”, Case Reports in Ophthalmological Medicine, 2013.

Un tizio si è distaccato la retina di un occhio perchè ha preso un elastico nel muso: faceva trazioni con un elastico alla vita per essere supportato, l’elastico si è rotto e gli ha frustato un occhio. Da brivido… Attenzione pertanto. Come diceva Sun Tzu nell’Arte della Guerra, “casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre”

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