Apr 27, 4 anni ago

Otto Heinrich Warburg e la causa primaria del cancro

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Non uso mail il blog per quello che non riguarda l’allenamento e correlati perché, appunto, il blog è per quello. Per tutto il resto uso il mio profilo di Facebook, flames, litigi, debunking dei poveri, lotte contro i coglioni sciialkimisti e così via.

Però ieri mi è capitata una cosa che mi ha fatto riflettere.

L’antefatto: avete mai visto articoli su questo tizio che nel 1932 aveva scoperto la causa primaria del cancro e non ce l’hanno mai detto perché le compagnie farmaceutiche bla bla bla? Testi tipo questo:

Una notizia che ha dell’incredibile: la causa principale del cancro è stata ufficialmente scoperta decenni fa da uno scienziato premio nobel per la medicina nel 1931. E da allora nulla è stato fatto in base a tale conseguimento, se non continuare a raccogliere in tutto il mondo soldi per la ricerca, attraverso associazioni come ad esempio l’italiana AIRC.

Quando la causa primaria del cancro era già conosciuta.

Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare. Nel 1931 lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Nobel per la scoperta sulla causa primaria di cancro. Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel”

Questa è una cagata pazzesca, e ci vuole poco a debunkarla, perché come sempre basta scrivere su google “(evento) bufala”, in questo caso “otto warburg cancro bufala” e se uno vuole, ci mette 3 secondi a sgamare il perché sia una cagata.

Brevemente, il meccanismo è sempre lo stesso: gente che non sa un cazzo e che scopre quello che si sa.

Ma non è questo che volevo raccontare.

Sembra spesso che io sappia tutto, ma invece io semplicemente attuo due strategie per non farmi prendere per il culo. Io questo tizio mica lo conoscevo eh… ma non solo, io so POCHISSIMO di tutto. È grazie a ciò che ADESSO sto studiando che imparo certe cose. Cose che per me erano assolutamente nuove quando invece sono oramai semplicemente le basi di un sapere che io mai avrei pensato potesse esistere.

Sono, cioè, incompetente in tutto quello in cui non sono competente. Semplicemente, io lo ammetto.

Ecco cosa mi ha fatto riflettere.

Per l’esame di Biochimica io ho studiato sulle dispense, su Internet, su Wikipedia e su una valanga di materiale. Ho trovato in pdf le scansioni in bianco e nero di quello che ho capito essere un classico, “I principi di Biochimica di Lenhinger”, un ottimo libro che mi è servito per capire tante cose.

Ho stampato tutto il pacco di 1300 pagine su A4 fronte retro 2 pagine per pagina, ottenendo, cioè, una roba del genere, non l’ho comprato perché costava 132 euro.

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Biochimica è un esame bellissimo, peccato che ho preso solo 22, potrei portare giustificazioni di tutti i tipi ma poi un esame è come una gara, tempo, cronometro, luci rosse o bianche, kg, secondi, non esistono i quasi goal e non esistono i quasi 30.

La spiegazione della velocità iniziale delle reazioni enzimatiche è fatta molto bene, è ciò che mi ha fatto piacere questo libro, perché la formulazione matematica, che di fatto è semplice, è però spiegata molto bene nelle ipotesi e nel dare una motivazione ai calcoli. Ciò che noto è che il mondo medico è didatticamente scarsissimo nell’approccio matematico, con spiegazioni nozionistiche della serie “ok te le metto ma tanto non te le chiedo all’esame”, invece la spiegazione delle cinetica enzimatica di Michaelis Menten qua è veramente eccellente, la trattazione matematica spiegata come deve essere spiegata.

Ho fatto altri esami, e per ogni esame ho comprato il libro di testo consigliato, scoprendo che moltissimi disegni che girano sono scopiazzati da classici sul tema, cosa che non esiste ad esempio nel mondo ingegneristico e matematico dove le formule sono sempre quelle e si possono riscrivere, così come certi schemi elettronici sono vecchi appena pubblicati.

Poi ho pensato: “ma mi sto a rompere i coglioni per 132 euro, che sembra che li sputtani al bar…” e così ho comprato il librone che ci giravo intorno. L’ho comprato anche se non mi serviva più, checcazzo perché un libro del genere è semplicemente… bello.

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E così, qualche giorno fa, eccolo: peso arrabbiato, 1300 pagine, 10 centesimi a pagina, ogni pagina densissima. È bello leggere di argomenti che non ci devi dare più l’esame, me li godo di più perché anche se non ci capisco un cazzo non mi viene da pensare “oddio se mi chiede questo che dico…”.

Beh… non sarò io a dire che questo libro è bello o che è fatto bene o che è un testo che vale, è 25 anni che è uno dei migliori libri di Biochimica al mondo e prego chi commenterà di non dire “si ma il Torxumanter è meglio, il Biugurtist è ancora meglio” e così via.

Altro inciso: noto, nella mia paranoia, che ci sono persone che quando commentano devono sempre far vedere che anche loro sono brave, che so… scrivo che la forza di Gravità è f=ma, loro dicono “bravissimo, però g non è costante, varia in funzione dell’altezza, ok varia poco però varia”, per far vedere che conoscono la legge della Gravitazione Universale. Ragazzi, siete bravi, va bene? Anzi (questo lo dico perché così poi non rompono le palle) siete più bravi di me. Andiamo avanti.

Sfoglio il libro, come tutti i cialtroni incompetenti in Chimica ero e sono affascinato dalle formule chimiche che vorrei impararmi a memoria ma manco quella ho…

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Sfoglio sfoglio e… toh chi si vede! Il nostro Otto e la sua scoperta! Ad Otto gli hanno dedicato un Box, il 14.1 per la sua scoperta. 3 pagine a Otto, che per quello che scoprì vinse il Nobel. Ma solo 3 pagine. Perché è una scoperta del 1932, importante, miliare, determinante, è patrimonio della Biochimica, da questa sono nate nuove teorie, interessanti e così via che potete leggere ad esempio qua:

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Un articolo del 2011 che fa il punto della situazione del contributo di questo scienziato, è ovviamente anche disponibile, si trova banalmente, il testo del suo discorso come premio Nobel e che ha dato luogo a tutte le cazzate per mano dei soliti idioti.

Rileggiamo ciò che si legge sui vari sveglia-siti: “Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare”.

Il problema è che… non è vero: Otto Warburg è così famoso che è riportato nel libro di testo di riferimento per la biochimica: chiunque studi Biochimica… studia Otto Warburg. Non solo: la sua opera ancora oggi è fonte di ispirazione e ancora oggi è oggetto di interesse da parte del mondo della Ricerca.

Ma… chi non le sa queste cose? Ma è semplice: CHI NON SA UN CAZZO. Il che non è un problema. Io, per dire, che Otto Warburg fosse così importante e famoso l’ho scoperto 4 giorni fa. Però adesso confrontate queste due situazioni:

· C’è chi non sa un cazzo.

· C’è chi non sa un cazzo ma parla.

Ma non parla e basta: urla, sbraita, ha capito tutto lui e gli altri i pecoroni servi del sistema. Ecco, a me queste persone stanno sul cazzo, semplicemente.

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Sono le classiche persone che iniziano i discorsi con “non sono un medico ma…” e giù che la chemioterapia acidifica ed è per questo che non cura il cancro, che ci nascondono le cose e così via. Ecco, ma se non sei un medico CHE CAZZO PARLI DI COSE CHE NON CI HAI CAPITO UN CAZZO?

Quello che non sopporto è la presunzione assurda, sullo stile di questi qua che scoprono che già nel 1932 si era capito qualcosa sul cancro (perché dal 1932 a ora si sono capite più cose eh…) e bang! Hanno capito tutto. Gente che non sa una minchia ma parla.

Ciò che mi stupisce di più è che per i contatti che ho avuto, a parte molti studenti di Scienze Motorie credono a delle cagate astrali, ma ci credono anche molti medici. Mah…

“Eh ma quanto la fai lunga”.

Mmmmm dite? Il problema è che chi la pensa così è dal lato di quelli che non capiscono un cazzo ma parlano, è semplice. Facciamo il gioco dello specchio, calandolo nel nostro ambiente.

“Non sono un personal trainer ma secondo me lo stacco da terra fa venire le ernie” o “non sono un nutrizionista ma sono le proteine fanno venire il cancro ai reni” o ancora “non sono un tecnico ma per dimagrire serve fare aerobica 2 ore al giorno tutti i giorni, altrimenti col cazzo che dimagrisci” infine “non sono un allenatore ma per fare 120 di panca servono tantissime bombe”

Ecco, vi fanno incazzare queste cose? Sul cancro è la stessa cosa: gente che parla e non sa una beneamata cippa.

Perciò, qua c’è da studiare. E studiare sui libri. Non su Internet, non su Wikipedia, non leggere l’ultimo studi di Pubmed che poi la gente manco li legge, no, c’è da farsi il culo sulle basi e ve lo dice uno che, appunto, fino a 4 giorni fa questa cosa, questa unica cosa… non la sapeva.

Un libro di testo è un compendio di conoscenze, ma non è come uno studio o una review, è un compendio di conoscenze con un percorso didattico, per far capire le cose, non per aggiornarsi. Lo so che è più cool leggersi dell’effetto pleiotropo dell’arginina che ha un comportamento anticipatorio sui ritmi circadiani del cortisolo, ma qua c’è da studiare quello che è stato scoperto 100 anni fa.

Ragazzi, c’è da studiare, cioè leggere, capire, e memorizzare. Studiare: un atto volontario contro l’impulso a cazzeggiare su Facebook, una delle torture più terribili per il cervello umano. Studiare, l’unico modo per capire le cose.

Vi lascio con una famosissima citazione di Otto Warburg, che, appunto, pochissime persone in tutto il mondo conoscono:

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P.s.

“l’effetto pleiotropo dell’arginina che ha un comportamento anticipatorio sui ritmi circadiani del cortisolo” è ovviamente una cazzata, sono termini messi lì a caso, lo so che l’avevate capito…

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