Lug 4, 4 anni ago

Supercompensazione, 1

Questo articolo è una parte della mia presentazione alla 1° DCSS Convention che ho tenuto a Dicembre dello scorso anno nella palestra Olympian’s di Figline Valdarno, sede del mio editore Sandro Ciccarelli. Spero di poter replicare anche quest’anno l’incontro gratuito per chiacchierare un po’ con persone che amano i pesi quanto me.

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Nella foto il pubblico, mancano circa 5 o 6 persone che si sono aggregate qualche minuto dopo. Alla fine le sedie erano tutte occupate, e ringrazio i partecipanti per essere venuti un po’ da tutta Italia. Devo dire che l’idea dell’incontro gratuito mi è piaciuta tantissimo, è per me molto rilassante.

Questo articolo riguarderà una parte del mio intervento, in modo da permettere a chi vuole partecipare al DCSS Tour di farsi un’idea del relatore. Se avrete la pazienza di leggerlo, ecco… questo sono io per scritto. Venite ad ascoltarmi, non dirò queste cose qua, ne dirò altre, con le slide animate, le clip, i filmati, gli effetti multimediali e la parte pratica. Ma lo stile è questo.

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C’è un momento nella carriera del palestrato che questo grafico balza di prepotenza ai suoi occhi. E il palestrato… ha l’illuminazione: viene flashato dalla comprensione assoluta del perché e del percome i suoi allenamenti vanno o non vanno. A me è capitato, perciò riesco a vedere lo stupore nella mente di chi riceve questo dono divino, la vision di come allenarsi con successo.

Su-per-com-pen-sa-zio-ne, wow… tutto diventa chiaro, così chiaro da essere banale. Addirittura, meccanico: l’allenamento (la barra rossa), è uno stimolo che “fa andare giù le risorse dell’organismo”, la curva che va giù, l’organismo reagisce per compensare questo stress, ma fa di più, compensa un po’ di più, cioè supercompensa, diventa più forte di prima. Poi, se non c’è bisogno di mantenere questo stato, torna ai livelli di origine.

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Ecco perciò come allenarsi e come no:

· In alto, se io riesco a cadenzare gli allenamenti in sequenze tali che ognuno va a cadere sopra quello che si chiama picco di supercompensazione, non posso che migliorare

· In basso ecco i motivi per cui non miglioro! Mi alleno quando dovrei recuperare, per questo non vado un cazzo!

La supercompensazione diventa così la giustificazione scientifica a “picchio duro e riposo”. Il problema è questo: mettetevi in testa questo modello così, in questo modo, e nessuno riuscirà ad eradicarvelo dal cranio, nemmeno con una lobotomia.

Ma questo modello è SBAGLIATO. Sbagliato perché… troppo semplice. “Si ma è stato dimostrato per il glicogeno muscolare, si ma…”. Non è sbagliato il modello di partenza, è sbagliato quello che credete sia il modello. Per capirlo, però, è necessario rifare un po’ la Storia di tutto questo. Vorrei dire che quello che leggerete non lo leggerete da altre parti se non qui, ma sarebbe troppo presuntuoso. Chiedo pertanto agli studenti di Scienze Motorie se, al termine della lettura, questa roba l’abbiano mai sentita prima o l’abbiano sentita in questi termini.

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Ecco un po’ di signori strani. Tutti conoscono quello a destra, Mike Mentzer, visionario, filosofo, rivoluzionario e icona del Bodybuilding intelligente, pochissimi conoscono questi signori con i baffoni e gli occhiali a destra. Chiaro, in ogni corso c’è di sicuro qualcuno che è anche parente di uno di questi e regolarmente mi rovina l’effetto, ma alla fine sono accostamenti ben strani fra tipici “dottoroni” in giacca, camice e cravatta e un cavernicolo sollevatore di ferro da scantinato.

Bene. Quale è il filo logico che lega gente ritratta nei dagherrotipi con il nostro Mike?

La prima cosa è identificare la nascita della teoria della Supercompensazione. I flashati di qyesta roba pensano che questa teoria risalga a, quanto… 10, 20, 30 anni fa? O più? E chi l’ha tirata fuori? Molti rispondono “Mike Mentzer”, altri “Arthur Johnes”.

Mi ricordavo di aver trovato qualcosa Alcuni citano come fonte la legge di Weigert, e questo mi ha incuriosito.

Ma… dove si trova il riferimento a questa legge? Ho ricercato fra tutto il materiale che ho, ma è come se fosse data per scontata. Ad esempio.

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Questa è la descrizione su Science And Practice Of Strength Training di Zatsiorsky che una piccola Bibbia per chi vuole capire a fondo le cose. Ok, rimanda ad un altro bel libro, quello di Mel Siff, Supertraining, e che fa da compagno a questo.

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Capitolo 1, pag 83 di Supertraining: “il concetto di supercompensazione (la legge di Weigert) è stata formulata come minimo una decade prima del lavoro di Seyle”. Analizzeremo più avanti il lavoro di Selye, ma posso dire che questa affermazione sia… sotto stimata. Il lavoro di Selye è del 1936, perciò la legge di Weigert dovrebbe essere degli anni ’20.

Ricercando ho trovato che i riferimenti a questa fantomatica legge di Weigert rimandano tutti a questo paragrafo di Supertraining, e che nella bibliografia di Supertraining non c’è nessun riferimento… alla legge di Weigert!

Allora, per pura sfida personale, mi sono messo a ricercare. Dopo molti tentativi infruttuosi, dopo rimandi a rimandi a rimandi, dopo aver letto tesi sulla Storia dell’Allenamento, dopo aver letto il materiale di Verkoshansky, dopo dopo dopo… come sempre casualmente, fra link e rimandi ho trovato quello che per me è il punto zero, la Fonte Primaria, la Sorgente di Matrixiana memoria.

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Ecco a voi Karl Weigert, nato a Münsterberg in Slesia il 19 marzo 1845, morto a Francoforte il 5 Agosto 1904. Esattamente 64 anni dopo nasceva il presente Paolino, ma anche per le teorie della Reincarnazione questa distanza temporale è troppa ah ah ah

Karl fu assistente chirurgo nella guerra Franco-Prussiana, se avete letto, che so… Pappagalli Verdi di Gino Strada o 10.000 Gavette di Ghiaccio prendete le descrizioni degli ospedali e peggioratele di almeno 10 volte ed avrete il contesto in cui Karl operava, situazioni molto simili alle torture dell’Inquisizione. Come patologo, scrisse moltissimi testi sull’analisi dei batteri al microscopio.

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Ho trovato il pdf di questo libro del 1905, il contrasto stridente fra medium elettronico e testo di oltre 100 anni fa è affascinante, la possibilità di fare un search in un manoscritto è stata una esperienza stranissima.

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Pag 165, capitolo “La natura delle difese protettive del corpo”, ecco che compare la legge di Weigert, la legge della supercompensazione, citata per descrivere cosa succede quando si eliminano i recettori di certe sostanze da certi organismi unicellulari. Legge “che è: l’organismo cerca di rimpiazzare questo difetto, ma nel fare questo non rimpiazza semplicemente i recettori in questione, ma, secondo Weigert, ne produce di più di quelli che erano presenti precedentemente. Queste condizioni sono come quelle viste nel callo dopo una frattura, in cui l’organismo allo stesso modo non produce solo l’ammontare di osso presente precedentemente; c’è una sovrapproduzione.”

Weigert formulò le sue teorie a fine 1870, come si legge in questo libro, pertanto possiamo datare la legge della supercompensazione negli anni 1880. Non “almeno una decade prima” degli scritti di Selye, ma quasi 60 anni prima!

Vorrei pertanto concludere questa prima parte con due considerazioni.

La prima: se vi flashate con la legge della supercompensazione, pensando di aver capito tutto e di aver scoperto la novità del secolo… ecco… siete in ritardo di oltre 130 anni. Il fatto che la scopriate ADESSO significa solamente una cosa: non c’è cultura scientifica nell’ambiente in cui vivete. Non siete “avanti”, siete solo “meno indietro” della massa. Il flash va bene, ma… poi basta, rendetevene conto se iniziate a fare discorsi della serie SVEGLIA! Quando vi allenate, seguite dei principi universali che sono nati oltre 100 anni fa. E sono noti. Forse voi non li conoscevate prima, forse non li conoscono quelli del vostro ambiente, ma sono ben risaputi in ambito scientifico.

La seconda: la legge è UNIVERSALE, vale per i batteri, vale per le fratture, vale per l’allenamento, vale per tutte le manifestazioni degli adattamenti degli organismi all’ambiente. Cioè: non è relativa AL SOLO ALLENAMENTO, né, all’interno dell’allenamento, al solo picchiare duro tirando tutto a cedimento le serie per poi riposare. Questo lo vedremo più avanti, ma il punto fondamentale è che “adattamento” è non solo al carico, ma anche alla quantità di lavoro svolto con un dato carico. Perché l’adattamento è un processo generale, aspecifico, per la sopravvivenza. Mettete in pericolo il vostro corpo, quello reagirà per sopravvivere.

Weigert sicuramente non si sarebbe mai immaginato che i suoi studi al microscopio avrebbero poi innescato discussioni incredibili in ambienti a lui del tutto ignoti, fra trogloditi weideriani e trogloditi mentzeriani. Ma di questo parleremo nella prossima puntata.

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