Gen 6, 5 anni ago

DCSS Training System

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Ok, il saggio dice che il primo passo per centrare i propri obbiettivi è dichiararli. Mi hanno fatto notare che scrivo come se stessi riflettendo. Infatti è così: scrivo per riflettere e bloccare i pensieri, lo facevo anche quando non esisteva Internet e questa ha amplificato il tutto.

Devo dire che è quasi un bisogno compulsivo, mixato con una dose di narcisismo, lo ammetto: fermo i pensieri scrivendo e rendo pubblici questi scritti, qualcuno li commenta e io metto alla prova quello che ho scritto, ricavandone un consenso che mi dà soddisfazione.

Il libro è nato per questa necessità di voler dire la mia su certi argomenti, argomenti in cui penso di essere competente. Non c’è stato altro motivo, perché le oltre 3000 ore spese dietro a questo bisogno denotano più un comportamento maniacale che un modo intelligente per fare soldi. Perciò il libro è stato una specie di bisogno interiore.

E veniamo così allo Smart Project #2. Quando iniziai a scrivere il libro, questo doveva comprendere una parte corposissima sull’allenamento. Ma poi la Biomeccanica degli esercizi ha preso il sopravvento. Però non ho detto quello che avrei voluto dire sull’allenamento… J

Nel 2007 scrissi una mail ad Enrico, per gioco, dove c’era un ipotetico sommario del libro. Lui mi rispose “se non lo fai tu un libro del genere, non può farlo nessuno”. Enrico non lo sa, ma oltre ad aver dato il titolo al libro ha contribuito fortemente alla sua nascita. Mi sono sempre ricordato delle sue parole.

Perciò, per quanto sembri prematuro, da oggi inizia un lunghiiiiiiiiiiissimo percorso per la stesura del volume 2 della serie DCSS. In questo caso DCSS Training System che uscirà… come minimo nel 2016. Però come per l’altro, ci saranno tutte le bozze su Internet. Per molti potrà sembrare assurdo parlare di qualcosa che accadrà fra 4 anni. Fra 4 anni mia figlia sarà maggiorenne, avrà quasi finito le superiori che ancora deve iniziare, cioè 4 anni sono un tempo enorme in cui possono accadere cose impensabili ma… lo voglio dire adesso perché adesso il libro inizia il suo cammino e io sono così: mi piace avere un progetto, un traguardo, qualcosa da odiare e da amare. Il punto è che non ho finito di dire quello che voglio dire sull’allenamento e prima di morire voglio togliermi questo sfizio.

Questo non sarà il libro migliore sull’allenamento, quello che avete sempre aspettato bla bla bla: sarebbe irrispettoso e presuntuoso verso tutti gli altri autori ma, semplicemente, il libro che io vorrei leggere e perciò me lo scrivo.

Per prima cosa, a chi si rivolge questo libro? A chi è come me: uno che vuole capire come strutturare allenamenti nel power-bodybuilding, che ama chi è “grosso perché è forte e forte perché è grosso”. Però un po’ presuntuoso voglio esserlo. Mi piacerebbe scrivere il Brawn degli anni 2010-2020, prendere quello spirito rivoluzionario, quel messaggio di semplicità, quel “basta con le cazzate” che mi colpirono come un sacco pieno di mattoni nel muso. Prendere tutto questo e cablarlo in una struttura di conoscenza che a Brawn è sempre mancata. Tanto per dire: perché mettere in fila in progressione gli allenamenti funziona? Non basta dire “perché c’è chi così è diventato forte” o “facevano così quando non c’erano le bombe”. Verissimo, è così ma… perché? Questa è la manifestazione esteriore di qualcosa che avviene all’interno. Cosa? Il problema è che la spiegazione è terrificantemente complicata.

Per quanto sia stato uno sprinter, a me delle preparazioni atletiche francamente non frega niente, né mi frega di insegnare a fare i pesi a chi fa arti marziali, crossfit, triathlon. Io sono un animale da scantinato ma animale pensante e che vuole capire come sia meglio impegnare il tempo che dedico ai pesi. Non ci saranno preparazioni specifiche per il PL, e, come detto, per sport vari. Però questa parte potrebbe essere curata da altri J

Mi tarerò su allenamenti per quelli come me, per i McRobertiani della prima ora, per tutti quelli che vanno in palestra per sollevare un pacco di kg ma che poi vogliono anche pompare per disintegrarsi e godere del rilascio delle endorfine.

Nell’attuale DCSS si parla di fisiologia della contrazione muscolare, con focalizzazione su aspetti neuromotori. Questo perché si può parlare di Biomeccanica senza tirare fuori i metabolismi energetici: la “tecnica” degli esercizi è il miglior modo per reagire a forze meccaniche esterne, e si reagisce con il sistema nervoso, creando impulsi elettrici verso i muscoli. La tecnica esecutiva si riferisce cioè ad UNA ripetizione, assolutamente alattacida.

Ma se vogliamo parlare di allenamento, di adattamento, di ipertrofia, è necessario parlare di fatica muscolare e così di metabolismi, di lattato, di creatinfosfato. Cosa è la fatica? Cosa sono i dolori post allenamento? Cosa sono le reazioni che avvengono DOPO un allenamento? Ma per parlare di questo è necessario dare un modello di fisiologia dell’esercizio, di ormoni, e per parlare di questa è necessario parlare di Biochimica e di Biologia.

Vi voglio far notare un concetto che espanderò in seguito: è possibile parlare di allenamento con i pesi in senso lato (dalla “scheda” ai modelli di periodizzazione più mostruosi) senza tirare fuori quasi NULLA di tutto questo . Gli allenatori che creano successi possono benissimo non sapere un cazzo di tutto questo. Non è sorprendente? Perché? E’ una domanda che merita una risposta, no?

Una sezione del libro sarà dedicata alla Fisiologia dell’esercizio con i pesi, alla Chimica e alla Biochimica. La presunzione è di far capire perché è necessario avere un’idea di cosa sia il ciclo di Krebs. Volete capire come funziona il testosterone nella sintesi proteica? Ha senso combattere il cortisolo, è una cazzata ricercare l’ora ottimale per l’allenamento? Se volete districarvi fra cosette del genere, questa sezione è indispensabile.

Poi si passerà ad una sezione sulla teoria dell’allenamento, ma non “classica” con le fasi periodizzate che a chi si allena come me non fregano una mazza, ma centrata sul perché l’allenamento funziona, sulla supercompensazione come mai vi hanno spiegato, su cosa significa veramente “supercompensare”. Ovviamente, ci sarà anche una parte sulla trattazione classica per le preparazioni atletiche, ma solo per far capire perché non serve a quelli come noi.

Da questo si passerà ad una parte teorica e pratica: le regole base per strutturarsi DA SOLI le “schede”, come giudicare quelle degli altri, come farle funzionare, tararle, limarle. Come dice il saggio in versione rimasterizzata, non dare un pesce a chi ha fame, ma la dinamite per far saltare in aria tutto il lago. Io non mi sono mai accontentato della schedina da seguire, perciò per chi non si accontenta come me questa sezione sarà utilissima.

Dato che però di schede è pieno il mondo, anche io vi presenterò le mie, le vecchie, altre nuove, e vorrei commentare quelle che secondo me sono migliori o anche peggiori. Un bel compendio stile Bignami dei metodi di allenamento per il fissato della palestra. Infine, come mettere tutto insieme e creare blocchi di 6 mesi che siano semplici ma strutturati.

Non posso esimermi dall’inserire una sezione sugli studi scientifici, fornendo la chiave di lettura per non farsi fregare: cosa sono, come funzionano, come sfruttarli e i migliori esempi di disinformazione presenti sul mercato. Sempre più saremo invasi dai nerd dell’allenamento ed è bene avere gli strumenti per non farsi sovrastare dalla mole di informazioni sempre più contraddittoria che dovremo subire. Voi dovete essere in grado di leggerli, questi studi, qualunque essi siano. Voglio inserire il concetto di “quantità” e di “misura” che è assolutamente carente nel mondo del fitness e del bodybuilding.

Poi il somatotipo, il limite genetico, l’hardgainer, l’overtraining, gli infortuni e la prevenzione ed il recupero da questi, temi classicissimi ma sempre validi perché come tutte le ruote che girano, chiunque entri in questo mondo si chiede certe cose.

E ci sarà una sezione sul doping, non posso esimermi in un libro del genere dal non metterla, perché se è vero che il doping è la scusa dei perdenti e dei mediocri, alla fine c’è e va presa una posizione. Come diceva il mio prof di Filosofia, “se non hai una opinione, altri l’avranno per te”.

Il libro deve essere fatto in modo che il lettore deve trovare risposta a qualsiasi domanda, da “come ci si scalda per un massimale in uno squat a 20 ripetizioni” a “ma perché certe volte che sono una merda faccio il miglior allenamento della mia vita”? Oppure “mi sono fatto male, guarirò?”

Il nuovo libro sarà autonomo dall’attuale, con una minima sovrapposizione, ma minima. Non ha senso replicare gli argomenti. Non ci sarà invece tutto quello che riguarda la nutrizione e l’integrazione. A me questa roba non piace, non interessa, mi informo solo per sopravvivere. Però, anche questa potrebbe essere curata da altri J e infatti ho dei nomi.

Il tutto per minimo 750 pagine, con la grafica ed i disegni che caratterizzano il libro attuale, unici nel suo genere. Unici al mondo. Per smentirmi, portate un equivalente e mi scuserò.

Il manifesto del libro è la presentazione che ho fatto alla 1° DCSS Convention, che si tradurrà in una serie di articoli prolissi, pallosi, lunghi, pesanti. Ma… perché cambiare stile? Io mi diverto così. Perché dovrei divertirmi di meno?

Ok, ho scritto la dichiarazione d’intenti, la rotta è tracciata, so quello che voglio, sono nel porto e i motori non hanno nemmeno iniziato a salire di giri. Però ho sollevato le ancore.

Ce la farò? Non lo so. Però come cito “la frase” per gli altri, “la frase” vale anche per me:

“Non è la critica che è importante, nè è importante chi sta lì ad indicare chi inciampa e cade o dove si è sbagliato e si poteva far meglio. Il merito è tutto di colui che lotta nell’arena… che si batte con coraggio, che sbaglia e riprova… che è animato dall’entusiasmo per una causa che vale; di colui che, se tutto va bene, alla fine conosce il trionfo del successo; che nella peggiore delle ipotesi, se perde, per lo meno perde tentando, di modo che il suo posto non sarà mai accanto a quelli che non hanno mai provato e non hanno mai conosciuto né la vittoria né la sconfitta”

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COMMENTI RECENTI

  1. 24/02/2015
    ti prego dimmi che il tuo libro sta per uscire

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Cat-Title

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