Ago 18, 5 anni ago

BANG Regalo!

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La tecnologia è penetrata in molti campi sportivi ai livelli del puro amatore, ma stenta a farlo nel mondo del power-bodybuilding.

Prendiamo un caso per me emblematico, che è il cardiofrequenzimetro. Inizialmente costavano un occhio della testa, oggi si vendono anche a 29 euro e ne esistono di tutte le tipologie. Cosa ha decretato il successo di questo oggettino?

La mia idea è questa: il cardio ha colmato un bisogno latente di una fetta di potenziale clientela. Fornisce una informazione utile e spendibile e soddisfa il bisogno umano di confronto, confronto appunto con qualcosa di tangibile e reale perché, per essere banali, più il numerino è alto, più fatica si fa. Il cardio è poi semplice da usare, lo è sempre stato, dato che ci si fissa una fascia, si schiaccia un tasto e poi si usa come un orologio.

Questo ha fatto sì che ci fosse una potenziale fetta di mercato, gente che inizialmente diceva “forte, ma costa troppo”, tanto che nel tempo chi li produceva ha visto che abbassandoli di prezzo se ne vendevano di più.

È chiaro che il cardio sia sostituibile banalmente con un cronometro che, su un percorso fisso, permette di capire quanto stiamo andando veloci e così quanto stiamo facendo fatica, infatti inizialmente quando costava troppo tutti dicevamo così, ma ciò non toglie che questa indicazione sia indiretta ed abbia meno appeal, su…

Con il GPS si sta innestando lo stesso meccanismo: chi corre ama capire quanto ha corso, dove, come etc etc. Chiaro che campa anche senza GPS, ma è un gadget di cui vede l’utilità. Così come il ciclista amatoriale che riempie la sua bicicletta di elettronica, no?

E nei pesi? Non c’è un equivalente, tutto questo manca.

Prendiamo quegli apparecchi che, piazzati sul bilanciere, ne misurano la potenza applicata sulla traiettoria verticale. Si potrebbe dire che ancora costano troppo, ma non è proprio così, dato che con gli smartphone esistono prodotti a bassissimo prezzo. Il punto è che chi fa pesi non vede nulla di utile in tutto questo. Nulla che ne giustifichi l’acquisto. Ok, ho fatto squat e la prima ripetizione ha sviluppato 500 Watt, l’ultima 450… e allora? Quale è, cioè, l’indicazione che viene fornita?

Questo è il problema della diffusione delle tecnologie da laboratorio sul campo nell’ambito dei pesi.

Immaginate adesso un aggeggio che vi piazzate sulla schiena, fate squat, poi sul vostro tablet un po’ di disegni vi dicono “questa l’hai fatta male, hai sculato troppo in risalita, ti sei piegato in avanti, vedi qui, qui e qui?”. Ecco, questa sarebbe già una indicazione più utile, no?

Il problema è che “hai fatto male/bene” presuppone qualcosa di più complesso di “hai le pulsazioni a 123 battiti”, perché si va oltre la misura, si entra in un giudizio.

Però lo comprereste a 49 euro un affare che vi dice se lo squat che fate sia buono o no? Questo è il punto.

Nel mio piccolo, mi sto cimentando nella creazione di uno strumento da utilizzare sul campo ma che abbia le stesse logiche di “misura” che si usano in laboratorio. Mi sto muovendo per presentarlo in campo accademico, spero di riuscirci entro qualche mese. Però mentre mi baloccavo con accelerometri e giroscopi ho ripensato ad un prodotto di cui lessi una brochure anni fa, ed ho deciso di ricrearmelo.

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Questo è il BFS, Safety Squat Engine, in pratica è un aggeggio che, messo sulla coscia, suona quando la sommità è parallela al terreno, cioè l’anca è sotto il ginocchio realizzando così la condizione di squat sotto il parallelo.

Per quanto paradossale, è l’unico strumento utile nel campo dei pesi che abbia mai considerato. Perché fornisce se non altro una indicazione concreta e spendibile immediatamente per chi fa squat.

Ma perché non ha preso piede? Ovvio, andrebbe a prendere una clientela di nicchia, tutti quelli a cui interessa fare squat sotto il parallelo, ma già dal disegno è possibile capire che ci sono molte applicazioni e con un po’ di fantasia sarebbe facile trovarne utilizzi interessanti.

Il suo problema è il prezzo in relazione a quello che fa. Costa sui 100 euro e non scatta nell’acquirente quel meccanismo che associa il giusto prezzo alla funzione del prodotto. Dal mio punto di vista, il suo massimo prezzo dovrebbe essere 25 euro. Cazzo… suona quando è parallelo… suvvia… posso vivere bene anche senza, no?

Anche il cardio costava tantissimo, ma forniva info molto più utili in qualsiasi condizione di corsa, questo costa tanto per fare poche cose, perciò non si innesta il circolo virtuoso in cui i primi clienti ne parlano bene invogliando altri.

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Io vi voglio regalare un inclinometro digitale, per misurare quanto siete profondi nello squat: vi piazzate un aggeggio sulla coscia e sul vostro PC viene mostrata la sua inclinazione, nel senso che il segmento verde ruota mentre fate squat.

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Non solo, è possibile memorizzare la massima inclinazione raggiunta e anche farlo vibrare quando siete sotto il parallelo, per avere un feedback che non necessita di guardare lo schermo del PC.

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Per utilizzare il programma avete bisogno di un PC con il Bluetooth (e ce l’avete), un Wiimote cioè un “telecomando” della console Nintendo Wii (e ve lo procurate), e un rotolo di nastro-carta da carrozziere.

 

Dovete nastrarvi il Wiimote ad una coscia, poi iniziate a giocare con l’inclinometro mentre fate squat. Questo crea un bel mix brico-tecnologico che se la funzionalità del programma è una ciofeca amplifica il farvi sentire ridicoli mentre lo usate, altrimenti vi fa sembrare un po’ McGyver e questo piace, quel mix di futuro e passato che rende tutto più intrigante.

Il Wiimote costa, originale, circa 49 euro, altrimenti va sui 37. Non dovete comprarlo, basta che lo rubiate a vostro figlio o ad un vostro nipote, per provare.

Potete scaricare il pacchetto da qua

http://www.smartlifting.org/wp-admin/DCSS_Demo/DCSS.exe

Troverete il software da installare con il manuale, e potrete iniziare a provare.

Il motivo di questo regalo è semplice: diffondere l’utilizzo di questo tipo di tecnologia. Ok, per adesso non fa molto, ma dentro c’è comunque un bel po’ di codice, di matematica, di studi. E realizza una funzionalità che ha una sua utilità.

Se si diffonde, se le persone iniziano a parlarne, se ci prendono la mano, se ho dei feedback buoni, è facile ampliarlo con tantissime funzionalità che possono essere utili. E la versione completa del programma può essere venduta, ad un prezzo fra i 25 e i 50 euro, perché ha un pubblico.

Ma se non si diffonde l’uso di un Wiimote per allenarsi, non posso andare molto avanti.

Vi piacerebbe un apparecchio che vi faccia fare la pausa al petto dandovi un comando dopo X secondi? O che vi indichi la potenza sviluppata sul bilanciere? O che vi dica se lo squat che state facendo è buono o no? E vi piacerebbe che se vi allenate in gruppo ognuno con un Wiimote, possiate confrontare i dati fra di voi sullo stesso PC?

Queste sono funzionalità di varia complessità che possono essere sviluppate, e che ha un senso far pagare. Ma è inutile scrivere codice per cose che poi tutti ti dicono “bello ma… in fondo a che serve?”. Per questo regalo il programma: per permettervi di provare, gratuitamente, un assaggio.

Insomma… è tutti free, provatelo e fatemi sapere!

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