Lug 6, 5 anni ago

Quanto sono buoni i dati?

Continuano le avventure di questo progetto, ho finito la fase di realizzazione di un software che sia fruibile, l’ho testato sul campo e funziona: i dati si acquisiscono velocemente, si possono analizzare in diretta. La “fruibilità” consiste nella capacità di manipolare i dati al volo senza sentire il bisogno di “ah se facesse questo”.

Perciò la difficoltà non è tanto scrivere il codice quanto scriverlo che realizza i bisogni dell’utente e vi posso assicurare che come si pensa di utilizzare una funzionalità può essere del tutto diverso da cosa poi serve nella pratica. Tipico è il software dei cellulari, dove, che so… fate una telefonata, la conversazione cade, appare una schermatina dove c’è scritto “telefonata terminata” e dovete premere ok quando sarebbe molto più semplice schiacciare un tasto e farla ripartire la cazzo di telefonata, perché avete l’altra mano occupata ed è chiaro che la telefonata è terminata cazzo me lo dici a fare, mica telefonava un altro…

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Nella schermata due ripetizioni di squat con 140 kg, per analizzare una ripetizione è necessario posizionare i cursori all’inizio e alla fine di ognuna, e se siete presi a caricare e scaricare è, per quanto possa sembrare veloce, una piccola rottura.

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Ho implementato un piccolo algoritmo per selezionare le singole ripetizioni, si passa da una ripetizione all’altra con i tasti. Questo è il primo passaggio, necessario, per una analisi automatica delle ripetizioni e sarà la base del codice che identificherà potenza massima, minima, disomogeneità delle traiettorie e tutto il resto. Però già così è comodo.

Poi, per ogni grafico è possibile copiare i dati e il grafico stesso, ma invece della bitmap nera a bassa risoluzione la copia nella clipboard è a doppia risoluzione e con i colori invertiti, perché stampare sequenze di rettangoli neri fa consumare il toner senza motivo.

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Ecco cosa si può fare con due click. Chiaro: se l’algoritmo precedente era “intelligente”, queste funzionalità non lo sono se non che sono comode e che per realizzarle ci si deve perdere tempo (e aver scritto il codice in modo quanto meno decentemente modulare per non dover sbudellare tutto di nuovo, cosa molto molto facile quando si scrive il programma in treno o in qualche fottuta stazione piena di gente ubriaca e puzzolente).

A sinistra una ripetizione di squat con 140 kg, la traiettoria del bilanciere, in alto a destra la velocità di discesa e ascesa del bilanciere, in basso a destra la potenza generata.

Ok, ma questi sono solo giochini grafici, cosa ci si fa con questi dati? Intanto… ci sono. E sono tantissimi dati. Vi faccio vedere solo una cosa, che a farla digitalizzando una clip ti fai due coglioni, in questo modo è immediata e l’ho vista in diretta. Ho fatto una fraccata di serie di panca, l’ultima alla morte con 70 kg, 11 ripetizioni.

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A sinistra le traiettorie delle ripetizioni, vedete come si notano due fasce che si intersecano, perché? A destra la velocità, notate come in risalita io tenda a rallentare, le prime 6 ripetizioni sono bene o male tutte identiche, poi inizia il rallentamento. Ma notate come anche le velocità negative, cioè le discese, rallentino.

La fatica, cioè, fa perdere il controllo del bilanciere e per “difesa” io vado più piano non solo in risalita che è ovvio perché genero meno forza, ma ANCHE in discesa, trattenendo molto di più il bilanciere e dovendo applicare più forza in eccentrica. Ecco… perché?

Ma più che altro, ve lo aspettavate? Io no, perché di solito negli studi si confronta solo la parte in salita. E questo, secondo me, è sbagliato perché la discesa prepara la risalita.

Già ho una collezione di 4 allenamenti tutti digitalizzati, 10, 12 serie ad allenamento che se l’avessi fatto con i video sarei ad incrociarmi gli occhi con i marker… Però prima di farmi prendere la mano con quello che mi piace, passo al secondo tema che va portato avanti: l’analisi della bontà delle misure. Anche qui può sembrare assurdo che abbia scritto il programma di analisi senza controllare se i dati fossero buoni. Ma il problema è che il programma è anche lo strumento per analizzare i dati e pertanto… inutile scrivere due programmi, uno per i test e uno per l’analisi, no?

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Insieme al codice di acquisizione dei dati, cioè sullo schermo si vede come si muovono i LED, mi sono creato un piccolo oscilloscopio digitale per vedere come i dati si muovono in diretta: l’oscilloscopio serve proprio a questo, senza non si fa nulla.

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Ecco il primo test, quello che mi premeva di più: quanto l’algoritmo sbaglia se il bilanciere è inclinato come nella foto centrale e in quella a destra, perché questa condizione non viene gestita anche se ho simulato l’errore.

Il centro del bilanciere è ad una altezza di -2,8 cm rispetto al wiimote, quando inclino come al centro questa altezza passa a -2,9 cm, quando lo inclino come a destra diventa -2,5 cm, misure estremamente incoraggianti, se non altro perché almeno la prima prova è andata bene.

Adesso c’è da analizzare tutto il resto: cosa succede quando il bilanciere ruota? Quale coordinata è la più problematica? E così via.

Inutile dire che il passaggio è obbligato e mi prendo tutto Luglio per arrivare a dei risultati definitivi, qualsiasi essi siano. Il problema è che io detesto fare queste misure, sono un cialtrone assoluto.

La prima cosa che devo fare, però, è realizzare un supporto più robusto. Domani da OBI compro un po’ di materiale…

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