Dic 21, 6 anni ago

Una (piccola) storia fra le tante, 3

La chirurgia è una delle opzioni nella cura della scoliosi nelle sue forme più gravi e deformanti. Anche in questo caso, non ho la competenza per entrare nel merito del quando, come e perché. Però una opinione personale posso sempre darla.

Il contatto con persone affette da questo problema, la lettura di studi in merito all’efficacia della chirurgia mi hanno fatto formare questo giudizio: attenzione al detto “l’intervento è riuscito, il paziente è morto”. Non è automatico che la chirurgia risolva il problema: possono essere necessari più operazioni perché una non è sufficiente a fermare la scoliosi. Questo avviene molto spesso.

Semplificando a livello banale e scusandomi per questo, l’intervento consiste nel mettere dei sostegni alla spina per tenerla in posizione. Questo comporta il blocco più o meno totale delle vertebre coinvolte dall’intervento, con conseguente perdita più o meno marcata della funzionalità della spina.

Non solo, l’intervento crea di fatto una persona che ha una vita limitata perché una caduta, un incidente, un trauma o una sollecitazione di qualsiasi tipo può causare danni ingenti proprio perché i “ferri” lesionerebbero le vertebre. Un esempio classico: uno scoliotico può andare a cavallo, uno scoliotico operato… no.

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Per dare un’idea: a sinistra la radiografia di un prima e di un dopo, con la correzione di una forte deformazione, chiaramente il paziente non può più flettere la spina; a destra la radiografia di un doppio intervento: il primo per impiantare la struttura a destra della spina, che però nel tempo non è stata risolutiva dato che la scoliosi ha continuato a progredire, il secondo per stabilizzare la spina con l’impianto a sinistra.

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Terrorismo psicologico? Ho inserito immagini cruente appositamente? Potete cliccare sulla miniatura per leggere l’articolo che ho trovato, “Rate of complications in scoliosis surgery – A sistematic Review of Pub Med Literatury” – Scoliosis, 2008. Ovviamente, non basta uno studio per comprendere un argomento così complesso, però è sempre un buon inizio per documentarsi ancora. L’intervento chirurgico non è una passeggiata, non è sempre risolutivo, ha complicazioni, statisticamente parlando.

Per quello che ho potuto constatare la chirurgia viene consigliata con un po’ troppa disinvoltura. Racconti aneddotici, perciò non sicuramente statistiche ma comunque importanti per guidare in una scelta, mostrano come casi considerati da operare possono essere trattati con ottimi risultati con il giusto corsetto e la giusta ginnastica.

Per chi si chiede quale possa essere la qualità della vita senza la correzione di difetti così imponenti come quelli della precedente foto a sinistra, la risposta non è semplice perché tutto va osservato caso per caso. La scoliosi penalizza non in funzione della “quantità di deformità”, ma in funzione di quello che provoca la deformità a livello funzionale e a livello psicologico, per l’estetica.

C’è chi ha dolori, chi no, ma è proprio questo un elemento da tenere in considerazione: una grave scoliosi può non essere assolutamente limitante nella vita di tutti i giorni, o, meglio, non può da sola essere considerata come un elemento di scelta per la soluzione chirurgica.

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Nella foto Lamar Gant, (ringrazio Davide per la preziosa segnalazione) un “omino” che a 60 kg ha sollevato da terra 310 kg, affetto da una fortissima scoliosi. Questo non è un invito a non fare nulla, ma solo a ponderare bene i rischi contro i benefici di un approccio chirurgico.

Come genitori siamo fortunati a non dover essere messi di fronte ad una scelta del genere, però prima di prendere in considerazione un intervento così definitivo le proveremmo prima tutte, ci informeremmo il più possibile, gireremmo tutta l’Italia prima di impiantare dentro nostra figlia cose del genere. Sarebbe l’ultima spiaggia perché, appunto, sarebbe una scelta irreversibile con svantaggi considerevoli da soppesare: l’intervento può anche riuscire ma… cosa accade dopo al paziente?

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Cliccando sulla miniatura potete scaricare la storia di un intervento con bruttissime conseguenze. Ok, un caso, magari tutti gli altri sono perfetti. Però di sicuro non è che si può sapere prima. Vi chiedo solo il rispetto per questa storia, pubblicata su una rivista ufficiale e pertanto non gonfiata e sicuramente attendibile.

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