Set 23, 6 anni ago

Swing Analisys de noartri

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Ok ok, titolo molto pretenzioso e pomposo nella prima parte. In realtà, solo un po’ di collage e disegnini senza pretesa. Ho scaricato un video di uno swing senza appoggio degli avambracci sulle cosce, ho copia-incollato i fotogrammi della discesa dall’alto, ci ho sovrapposto una spezzata o poco più.

Tutto by eye, ad occhio e si vede. Ah… l’omino ha le gambe flesse, l’atleta del video no. Semplicemente ho preso come riferimento la rotula e non il centro delle ginocchia, per comodità. Dato che è importante il movimento relativo fra fotogramma e fotogramma, questa scelta non è penalizzante.

Sebbene la tecnica di analisi sia moooolto opinabile (le lunghezze dei segmenti non sono rispettate), si possono trarre delle informazioni interessanti.

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A sinistra ho sovrapposto tutti i disegnini, poi per ogni disegnino ho preso i punti dei giunti articolari e ho unito le linee dei punti di ogni giunto, ottenendo il disegno A (non ho riportato per semplicità la traiettoria delle ginocchia)

In questo swing la strategia dell’atleta è:

· Da A a B in cui spinge le anche indietro con una traiettoria parallela al terreno mentre la testa si sposta verso il basso con una traiettoria perpendicolare al terreno. Le ginocchia si spostano indietro, sebbene di poco, ma se questo non accadesse le anche si muoverebbero indietro e in basso.

· Da B a C le anche si spostano in basso con una traiettoria perpendicolare al terreno, la testa si sposta in avanti e in basso. Le ginocchia si spostano nuovamente leggermente in avanti.

La mia idea è questa, ma deve essere confermata… o confutata:

Inizialmente l’atleta va dietro alla palla di spalle: in questo modo la velocità verticale della palla aumenta, ma aumentando anche quella verticale delle spalle, la velocità relativa della palla rispetto alle spalle è inferiore a quanto si pensi.

Andando dietro alla palla, l’atleta non oppone resistenza se non quella necessaria a deviarla dalla traiettoria verticale, ma non con una forza “attiva” quanto proprio per l’inerzia delle masse in gioco. Per spiegare questo, una simulazione delle equazioni di cui ho parlato in un precedente articolo.

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L’omino è caratterizzato da una massa del tronco, delle braccia, del kettlebell (che non è disegnato). La palla casca senza essere trattenuta, l’atleta ha le gambe bloccate. Notate come la traiettoria della palla sia una curva e non una retta perché ad un certo punto la palla è tirata indietro dalle braccia e dal tronco che non può muoversi. Questo accade anche se l’atleta non frena la rotazione della schiena e non contrae i muscoli della parte superiore del tronco.

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Nei disegni precedenti la palla era da 24 kg, in questo caso da 16 kg: notate come la palla finisca più indietro: la massa del tronco dell’atleta “resiste” maggiormente all’azione della forza di gravità esercitata dalla palla, il tronco non viene tirato giù come prima pertanto ruota con più lentezza, le braccia ruotano così più che nel caso precedente e la palla finisce più fra le cosce dell’atleta.

La prima parte della traiettoria della palla è in tutti e due i casi analoga a quella della pseudo-digitalizzazione che ho fatto, che infatti è una caduta libera della palla dato che se siete capaci a fare uno swing di sicuro non opponete in questa prima parte del movimento alcuna resistenza.

Nella seconda parte dello swing, quando la palla è nella zona molto “curva” della traiettoria, l’atleta sposta le chiappe verso il basso, continuando a diminuire la velocità verticale relativa fra la palla e le spalle. Non solo, le spalle si spostano in avanti, un ulteriore contributo alla diminuzione della velocità verticale fra la palla e le spalle, anche se c’è un aumento della velocità orizzontale relativa.

Secondo me l’effetto finale è che la palla casca verso il basso meno velocemente di quanto si pensi e che il vettore della velocità relativa della palla rispetto alle spalle sia molto orizzontale. Alla fine la forza di reazione che agisce sulla spina secondo me è di tipo prettamente compressivo, per questo non si sente tensione sulla schiena ma la contrazione delle chiappe in fase di frenata.

La frenata è tutta di glutei e femorali, ma non frenate una rotazione, ma uno squat, un movimento verticale in discesa. Per questo non vi fracassate la schiena come avverrebbe se il tronco ruotasse ad anche fisse.

Almeno, questa è la mia idea. Lo so che ho scritto cose quasi incomprensibili, non ce le ho chiare nemmeno io. Ma… spero sia un inizio.

Chi ci vuole fare una bella tesi? Chi digitalizza dei movimenti in maniera migliore di questa?

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