Set 23, 6 anni ago

La Paleodieta è meglio della Dieta Mediterranea

Con questo articolo ho terminato la mia analisi delle paleodiete perché… ho capito. Ho elementi sufficienti per farmi un’idea, formulare ipotesi, vedere se stanno in piedi. Perciò, basta. Ovvio, ci sarebbe da imparare tantissimo ma con un criterio prettamente ingegneristico mi fermo: so a sufficienza per capire quanto ancora non conosco, ma ho gli strumenti per poter approfondire. Passo ad altro perché ho da fare altre cose.

Da tutto questo percorso ho l’evidenza di qualcosa di paradossale e deprimente: anche stavolta il mondo della palestra si è dimostrato totalmente ascientifico. Non solo: dietro roboanti slogan che decantano allenamenti ed alimentazione efficaci basati su teorie evoluzionistiche… non c’è NULLA. Ragazzi, non c’è assolutamente niente se non intuizioni non dimostrate, non dimostrabili o smentite, superficialità se non malafede per mantenere posizioni non vere, deformazione di quelle che sono teorie serie per affermare che certi allenamenti o un certo stile alimentare siano meglio di altri. Il contrasto fra la saccenza dei modi e la povertà intellettuale di queste teorie è spaventosa, vi giuro.

Nulla, il nulla più assoluto. E questo un po’ mi fa incazzare. Perché io ci ho creduto a queste cose. Perché sono affascinanti, no? Non è affascinante pensare che il nostro passato ci può insegnare qualcosa? Il problema è che invece le cose non sono come ce le raccontano.

Ho scoperto anche, con mia grande sorpresa, che per controbattere le tesi che circolano nel mondo del bodybuilding non occorre trovare materiale a confutazione: basta leggere quello portato a conferma. Le teorie del bodybuilding si basano su studi letti parzialmente, l’abstract gratuito, non letti o addirittura che parlano di tutt’altro. Ne è un esempio il libro di Cordain, su cui tornerò alla fine.

Non ci credete, qualcuno si è anche incazzato, ma facciamo così: vi illustro cosa ho fatto, così potete provarci anche voi.

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Qualche mese fa mi sono imbattuto in questo articolo, estremamente interessante. Basta andare su Google e scrivere Paleo diet filetype:pdf e iniziare a scartabellare quello che viene fuori. Poi, se trovate un link interessante del tipo http://www.freeporn.xxx/docs/paleodietforwesternstallion.pdf continuate a ricercare con site: http://www.freeporn.xxx/docs/ in modo da ottenere tutti i link di quella cartella. Da un documento, altri documenti da cui partire nuovamente.

C’è da farsi un po’ di culo, da perderci del tempo, però l’alternativa è leggere roba digerita da altri, e in questo caso un “altro” sono io.

Questo studio è interessante perché è un punto della situazione, lo stato dell’arte della ricerca sulle paleodiete. Ed essendo del 2010, le sue references, la bibliografia, è aggiornatissima. Perciò, sono partito non dal voler cercare argomentazioni contro, ma a favore delle paleodiete.

Ecco un estratto interessante, che vi traduco di seguito. Lo riporto in originale perché sia sicura la fonte. Per essere pienamente corretto: estrapolare un paragrafo da uno studio è una classica tecnica di deformazione dei fatti, perché il paragrafo viene decontestualizzato. Ad esempio, potrei selezionare un paragrafo che dice che gli italiani hanno il pene più grande in Europa, con somma contentezza dell’italiota latino, non citando che magari l’Europa è il continente dove i peni sono i più piccoli del mondo, così che l’italiota ha il pene più grande dei peni piccoli del mondo.

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Ancora più interessanti sono i risultati da uno studio con campione casuale di controllo. Nel più convincente studio ad oggi noto 29 pazienti con infarto ischemico e intolleranza al glucosio, o T2DM sono stati per 12 settimane assegnati casualmente al gruppo a dieta “Paleolitica” (n=14) basata su carne magra, pesce, frutta, ortaggi, uova e noci o a al gruppo “Consensus”, una dieta di tipo Mediterraneo (n=15) basata su cereali, prodotti caseari a bassi grassi, ortaggi, frutta, pesce, olio e margarine. Nei test orali di tolleranza al glucosio, OGTTs, il gruppo Paleolitico ha mostrato un 26% di riduzione nell’area sotto la curva del glucosio (AUC) comparato con il 7% di riduzione del gruppo “Consensus”. C’è stata una maggiore decrescita nella circonferenza dei fianchi nel gruppo “Paleolitico” (-5,6 cm) rispetto a quella del gruppo “Consensus” (-2,9 cm), ma la riduzione del glucosio è stata indipendente da queste misure.”

Cazzo, ma la Paleodieta funziona meglio della dieta mediterranea! Bingo! Visto che i paleofissati hanno ragione?

Allora, sono partito di qua.

Negli studi le parole hanno un peso, un valore. Perché l’ambiente scientifico è ipercritico e nessuno vuole sputtanarsi. Qua c’è scritto “the most persuasive”, “il più convincente”: meno di questo non c’è, questo è il meglio. Teniamolo a mente, ok?

La prima cosa che mi sento di dire, senza aver letto lo studio in questione, è che la Paleodieta, ritenuta dagli autori valida, è confrontata da questi con un riferimento d’elite: la dieta di tipo mediterraneo. Non è paradossale? Qua i nostri italioti guru del sapere sparlano della nostra dieta, che è studiata dall’altra parte dell’oceano. Mah…

Certo, se il confronto è con la dieta mediterranea professata da Calabrese a Porta a Porta, ovvio che quella sia merda. Confrontarsi con i peggiori per far vedere quanto si è bravi è sempre stata una strategia perdente: essere più bravi di un idiota non fa di me una persona intelligente, solo poco idiota. E a casa mia uno poco idiota è un coglione. La dieta mediterranea basata sulla pizza “con moderazione” NON E’ la dieta mediterranea, punto.

Ma… cosa dice il pezzo citato? Che la paleodieta fa migliorare, questo è il senso, più di una dieta mediterranea: il dimagrimento della paleodieta è maggiore del dimagrimento della dieta mediterranea, in questo caso.

Cioè, lo ridico: la dieta mediterranea… fa dimagrire. Non fa ingrassare come ci dicono i paleo-personal-guru-fissati-trainer. E non lo dico io, lo dicono gli studiosi delle paleodiete.

Ok, ma così non mi basta. Perché sono solo illazioni, alla fine: prendo un pezzettino e lo commento. Nell’immagine potete leggere poco sotto la metà a sinistra un bel 49 piccolino. Gli studi sono pieni di questi numerini perché ogni fatto deve essere documentato se è citato.

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Ecco quel 49 a che si riferisce. Copio il testo, lo incollo nel notepad, tolgo gli a-capo, incollo dentro Google. Ottengo tutta roba a pagamento, il solito complotto di coloro che vogliono far pagare la conoscenza e nel mondo libero di Internet, dove l’aria non è inquinata, i ricchi non evadono le tasse, il sesso è libero, questo non è possibile. Tolgo un po’ di nomi degli autori, lascio il primo, tolgo qualche parola, Google mi restituisce altri link, clicco su articoli accademici per, nuova pagina, il primo o il secondo link è un bel pdf di Springelink che mi fa scaricare gratuitamente il pezzo. Ho fottuto il Sistema, sono il Neo del download furbo.

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Voilà, 13 pagine pallosissime di test su gente che ha avuto l’infarto e che ha il diabete o il glucosio alto. Pagine che però vanno lette tutte.

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Per darvi un’idea, ecco i soggetti. Gente obesa dato che il BMI è circa 30. Non atleti, ma persone molto sotto la soglia della salute media. Ci torneremo sopra alla fine su questo aspetto.

Ah… una piccola parentesina. Il BMI, Body Index Mass o Indice di Massa Corporea è dato dal peso diviso il quadrato dell’altezza in metri. Sopra25 si è in sovrappeso, sopra 30 si è obesi. E’ un parametro molto criticato per tutta una serie di motivi plausibilissimi. Il suo successo è dovuto però a due elementi fondamentali:

1) È facilissimo da calcolare: la massa magra è un parametro molto più performante ma il BMI si calcola con un metro e una bilancia.

2) Esistonoo decenni di dati sul BMI dato che è un parametro che risale a prima del ‘900. Perciò c’è una base di confronto eccezionale.

Per quanto possa non piacere, è come per il somatotipo: parametri con molti limiti ma con tantissima cultura dietro.

E comunque, una persona con un BMI di 30 è solo un sacco di merda, per essere chiari. Se io avessi 30 di BMI sarei 91kg, o stramuscolosissimo o stragrasso. Secondo voi su 100 persone con BMI di 30 quanti ariani al 3% di grasso troverete?

Ecco un pezzo interessante.

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I soggetti sono stati assegnati casualmente a una di due diete salutari: una dieta Consensus (stile mediterraneo) (n=15) basata su cereali, prodotti caseari a bassi grassi, patate, legumi, ortaggi, frutta, pesci grassi e grasi ricchi di acidi grassi monosaturi (o come si dice) e di acidi alfa-linoleinici (o come si dice) o a una dieta Paleolitica (n=14) basata su carne magra, pesce, frutta, ortaggi a foglia larga o (boh…), ortaggi di terra (includendo un ristretto quantitativo di patate), uova, noci)

Ho sottolineato un termine: healty, salutare. Le due diete sono salutari. La dieta mediterranea è salutare. Lo dicono quelli che studiano le paleodiete. Salutare.

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Et voilà, questa è interessante. Cosa hanno mangiato i nostri amici, lasciati liberi di andare a volontà secondo un elenco di alimenti, proprio come si fa con le paleodiete? Ah, già… questo è uno studio sulle paleodiete…

Meno frutta, ortaggi, più cereali, più prodotti caseari nella mediterranea rispetto alla paleo. Il resto… siamo lì, su. Infatti, questo si sapeva.

Sto guardando le medie, ma molto si dovrebbe dire sulle deviazioni standard, quel numerino dopo il “più meno” presente in ogni dato. Il quantitativo medio di cibo è lo stesso fra le due diete, la variabilità è doppia nella paleodieta rispetto alla mediterranea. Perché?

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Questo è PIU’ interessante: la ripartizione dei macronutrienti. Guardate quante calorie la paleo rispetto all’altra: la paleo è una ipocalorica, molto più ipocalorica della mediterranea. Ecco perché si dimagrisce.

Ma se si dimagrisce, non si diventa più grossi. La cosa ganzissima della paleo è che veramente non ci si deve limitare a mangiare se si mangiano le cose paleo, ci si sazia e si dimagrisce. La paleo viene però spacciata come una dieta per diventare grossi, o una dieta per gli atleti su cui tornerò alla fine. Per questo io non credo più al testimonial grosso che dice di fare la paleo: perché quello o magna tutto il giorno, cioè la dieta diventa parte integrante della sua vita (“è semplicissimo, mi cucino la settimana prima tutta la carne”, “è facilissimo, vado una volta al mese a comprare 250 kg di tonno al naturale da uno a 125 km da qui”) oppure prende dosi abnormi di integratori.

E guardiamo anche le proteine: 1 cazzo di grammo a kg di peso corporeo. UNO. Non DUE, TRE o anche QUATTRO perché siamo culturisti e abbiamo un turnover proteico superiore a quello di Predator.

Ma c’è di più. Le paleodiete sono portate come giustificazione all’uso di quantità di proteine a livello industriale, “l’uomo primitivo faceva così”. Ma sono proprio questi dati che dimostrano che tutto questo sia una emerita idiozia, un classico errore fra percentuale e valore assoluto.

Nelle paleodiete la percentuale di proteine è più alta rispetto alle non-paleodiete, diciamo alla dieta mediterranea. Leggete la sesta riga della precedente tabella, è la percentuale di calorie della dieta dovuta alle proteine: 27,9% nella paleo rispetto al 20.5% della mediterranea, il 7% in più in questo caso.

Però i quantitativi sono gli stessi! Perchè il totale di calorie è più basso nella paleo che nella mediterranea. La percentuale è la ripartizione rispetto al totale, se il totale è più basso, i numeri assoluti sono gli stessi anche se le percentuali sono più alte. Banalmente, se io mangio 370 kcal al giorno, tutte di proteine il 100% della mia dieta è proteine, ma ne mangio quanto nella dieta mediterranea dello studio da 20% di proteine al giorno.

La paleo è una ipocalorica, per questo le persone dimagriscono, con una ripartizione dei macronutrienti diversa. Tutto qua. Perciò, attenzione: i dosaggi da cavallo delle diete da bodybuilder sono del tutto fuori scala rispetto a quelli della paleo.

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Riporto questa tabella che evidenzia il dimagrimento, anche se ci tengo a precisare che lo studio verteva su tutt’altro. Infine, di seguito la conclusione.

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In conclusione, abbiamo trovato un marcato miglioramento della tolleranza al glucosio in pazienti con infarto ischemico e aumentato glucosio nel sangue o diabete dopo le indicazioni a seguire una dieta Paleolitica rispetto ad una dieta salutare Occidentale. Il maggior miglioramento della tolleranza al glucosio nel gruppo Paleolitico è stata indipendente dall’apporto energetico e dalla composizione dei macronutrienti, che suggerisce che evitare i cibi Occidentali sia più importante che contare calorie, grassi, carboidrati e proteine. Lo studio si aggiunge al concetto che diete salutari basati su cereali e prodotti caseari a basso grasso siano solo la seconda migliore opzione nella prevenzione e nel trattamento del diabete di tipo 2.

La paleodieta è la prima delle migliori scelte per essere in salute (almeno per questi soggetti), la dieta mediterranea è la seconda miglior scelta.

Adesso, ragioniamo un po’.

Le paleodiete nascono in America, un paese che ha 250 anni di storia, con una cultura alimentare scarsissima. Gli americani non hanno un retroterra culturale in fatto di alimentazione. Mi faceva notare un mio amico che sono un popolo che mangia con le mani, in macchina: hamburger presi al McDrive. Non possono risalire indietro a confrontare le loro abitudini alimentari, perché non hanno un passato. Perciò sono risaliti direttamente al Paleolitico: la loro alimentazione con il più profondo passato.

Noi, invece, abbiamo un passato alimentare eccezionale, ne è la riprova che la dieta mediterranea è un riferimento salutare studiato. E’ perciò paradossale che la nostra dieta sia così poco nota proprio a casa nostra, considerata come un calderone di dolci, pizza, pasta a tonnellate.

Gli americani possono permettersi di essere super-obesi: non sanno mangiare. Noi invece no. Noi, che avremmo a disposizione una dieta eccellente, siamo un popolo di obesi. Con la scusa che la nostra dieta è la migliore del mondo ci permettiamo di giustificare qualsiasi orgia di carboidrati, perché la dieta mediterranea li prevede.

Il bello è che chi con veemenza attacca la dieta mediterranea non sa veramente un cazzo di cosa sia. Perché afferma che fa ingrassare, quando non è così, a detta di chi di paleodiete ci capisce. Incredibile.

Perciò, basta con le teorie sugli uomini primitivi per giustificare le diete da culturista o certi allenamenti. Sono tutte cose false che non reggerebbero 5 minuti in una discussione veramente seria. Basta, veramente.

Mangiate come vi pare, allenatevi come vi pare, ma non tirate in ballo questa roba per autogiustificare quello che fate. Lo fate… e stop.

Ah… il primo che dice “si però per gli atleti” mi fa incazzare. Il primo di una serie di motivi è che il palestrato medio, fascia target 20-40 anni che spende in queste cose, allenamento lun-mer-ven per un’oretta di pesi, NON E’ un atleta. Pensa di esserlo, ma non lo è. Perciò non ha bisogno di integratori, di roba per il recupero, di antiossidanti, di alcalinizzanti, di diete particolari. Faccia più moto, elimini i junk food, mangi meno e la pianti di pensare di essere un gran fichiere, i Rocco Siffredi sono ben altri.

Io NON SONO un atleta. Infatti, da quando ho smesso di preoccuparmi della mia alimentazione, della mia integrazione ma mi controllo i parametri vitali di base campo molto molto meglio, fisicamente mi vedo molto molto meglio e mi sento molto molto meno in colpa se mangio i biscotti con il latte la sera. Mi piacciono, li mangio. Punto.

Poi, come sempre, mica voglio aver ragione per forza… gli estremi degli studi ce li avete, leggeteveli e fatevi un’idea. Io mi sono scaricato e letto tutti gli studi citati nella prima bibliografia che ho potuto razzolare, quelli e molti altri. E una opinione me la sono fatta.

Non voglio aver ragione per forza, ma nemmeno essere preso per il culo.

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