Lug 20, 6 anni ago

The Trigger Points Deadly Experiment

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Prosegue il mio esperimento un po’ folle sui trigger points o meglio sulla disattivazione di questi per favorire il recupero, perciò vi aggiorno un po’.

Prima di tutto la solita precisazione: io non sono un dottore né ho intenzione di sostituire o criticare la classe medica, non vendo nemmeno preparati, prodotti, merchandising e corsi su questa roba. Non voglio nemmeno convincere nessuno, tipico ad esempio degli ex-fumatori che poi rompono i coglioni a tutti quelli che fumano. Riporto solo le mie e di altri esperienze, in modo che chiunque possa farsi un’idea.

Se vi fate male, vi clonano la postepay, cadete nel baratro dell’eroina o vi querelano per atti osceni in luogo pubblico perché in un lampo di pazzia volete replicare quello che ho fatto io, vi riporto un detto della mia mamma: “ma se lui si butta in un pozzo che fai? Ti ci butti anche te?”

Ok, dall’ultima volta ho continuato ad allenarmi sempre con un bel volume di lavoro su squat e stacco.

Sono arrivato a 16x4x190kg di stacco, poi un 16x3x150kg di squat che è una prestazione eccezionale per me: i 150kg sono il carico veramente allenante nel mio caso e farci tutte queste serie è stato incredibile e non sono mai stato così “de fori” di testa.

Tutti i guerrieri domenicali dovrebbero provare ogni tanto un allenamento ad altissime serie invece che ad altissime ripetizioni: è una vera sfida di concentrazione, una forma di meditazione. In questo caso le ripetizioni sono poche e 3’ di recupero sono adeguatamente lunghi, ma il carico è alto (diciamo che ho 180kg di massimale e 150kg sono poco più dell’80%, un carico serio anche se su internet una scheda con meno dell’80% è considerata una cazzata) e ciò che soffre è proprio la testa. Mantenere la testa senza sbroccare per molto tempo è una vera prova di forza.

La settimana dopo lo spartiacque, il carico che divide il Bene dal Male: 200kg nello stacco, il peso che nel mio caso non va su bello dinamico e leggero ma c’è da stare attenti. Il mio massimo è un 10×3 oramai del 2008 e 41 ripetizioni in quello che ho chiamato volumetric wave loading, un’altra follia alla Paolino. A 200kg comincio ad avere sempre i DOMS al grandissimo del dorso, cosa che non accade con carichi inferiori.

Incredibile, tiro un 12x4x200kg cazzarola! Alterno 2 stili e 2 versi delle mani, sumo mano destra supina, sumo mano destra prona, regolare mano destra supina, regolare mano destra prona.

I giorni successivi, per quanto mi massacri di massaggi con la pallina, ho la schiena affaticata. Arrivo al sabato che dovrei ripetere l’allenamento di squat con 150kg, ma preferisco ripartire da 120kg. Il motivo lo descriverò in un altro articolo perché mi sembra interessante, per adesso dico solo che decido di fare le serie da 6 ripetizioni e vedere dove arrivo dato che il mio massimo è 10x6x120kg. La faccio breve: il risultato è 20x6x120kg, una prestazione assurda!

Ripeto: in questo caso non è importante il perché ho fatto tutto questo ma il fatto che… ho potuto farlo! E non ci sono cazzi: l’ho fatto perché la mia schiena sta MEGLIO da quando ho centrato quei due fottuti trigger points. Magari mi esploderà un disco vertebrale, però non ho più quella sensazione di affaticamento e di instabilità sotto carico.

Ho dei DOMS terrificanti che non mi ricordavo da tempo, a dimostrazione che è stato un eccesso. Due giorni dopo sono indeciso su come affrontare lo stacco, se scaricare, se ripartire da 180kg. Il massaggio con la pallina funziona ma come sempre a farne troppo poi vengono fuori fastidiosissimi dolori da altre parti. In più non riesco a mandare via un indolenzimento al fianco sinistro che mi è venuto quando ho usato per un giorno intero l’avvitatore elettrico. Quadrato dei lombi? Psoas? Mah…

L’allenamento di stacco si chiude con uno splendido 16x4x200kg di stacco, il best of the best degli allenamenti. Non ho fatto più una settimana di scarico oramai da Agosto.

L’esperimento prosegue. Il prossimo articolo da letto dell’ospedale.

Pubblico una mail sull’argomento, a dimostrazione che non sono solo. Ringrazio Lazy per avermela inviata!

“Ciao Paolo,

ti premetto, che non c’è assolutamente bisogno che tu risponda a questa mail, te la scrivo solo per raccontarti di un’esperienza sui trigger point, la mia.

Ah, sono quello che hai aiutato tempo fa … Lazy sul tuo blog.

Non la scrivo sui commenti del tuo blog perché non vorrei trarre in inganno qualcuno fornendo elementi imprecisi, non si sa mai.

Due mesi fa circa, in seguito ai tuoi articoli, ho trovato “The Trigger Point Therapy Workbook”, l’ho solo un po’ guardato, per via della lingua, ed ho subito sperimentato la “pallina”.

Parecchio a caso direi, massaggiavo la schiena a sensazione, dove sentivo qualcosa di strano o un sollievo e tutto questo solo quando me lo ricordavo … tutto a caso!!! Solo lentamente e tentando di farlo nel verso delle fibre, che poi non è facile.

Risultato: i primi giorni stavo bene durante il massaggio, ma poi niente di rilevante, poi è successo che ho trovato un punto bastardo sul bordo esterno della scapola. Un male bestia, ma vado avanti e quando mi stacco dal muro (sempre massaggiato in piedi contro le piastrelle della cucina…) la spalla scende con un CLOK morbido, (quasi un FLAP) e da allora fine dell’ 80% delle mie beghe.

Cioè, mi spiego meglio, ho avuto tempo addietro (2008 mi pare) formicolii incredibili a braccio, mano e dita sx. Dopo esami, controlli, tesi assurde ecc., tutti finalmente sono d’accordo, la colpa è della modica protrusione latero posteriore che tocca su un nervo fisioterapisti, fisiatri, ortopedico, ecc. Bombe di antiinfiammatorio e tutto a posto… più o meno … a volte c’era qualcosa di anormale, se facevo sforzi un dolorino usciva fuori… però stavo meglio,molto meglio di prima.

Nella mia testa però ricordo bene di aver detto a tutti i dott. che tutti i dolori sono iniziati quando ho afferrato con la mano sx, ruotando in dietro il busto, una saracinesca che si stava chiudendo e mentre tenevo un grosso sacco di patate con la mano destra. A tutti ho detto che sentii dolore alla schiena, una specie di contrattura, che all’inizio era in un punto vicino alla colonna e dopo una settimana era in più punti sulla scapola. Sentivo DOLORE MUSCOLARE … M- U- S- C- O- L- A- R- E.

Tutti se ne sono strafregati.

Adesso non voglio gridare al miracolo, anzi continuo a valutare il tutto con prudenza, ma con la pallina, quando la spalla a fatto FLAP, come fosse scesa in sede, è passato il mal di schiena, i dolori al collo, i dolori alla spalla, i bruciori al gomito sono saltuari e riesco a mettermi con le spalle addotte in panca e non sento dolore al trapezio durante la distensione.

Qualche fastidio ogni tanto l’ho, ma per altri motivi (ore seduto al computer??) e sono contento a bestia!!

Tutto qui. Lo so che non è una testimonianza scientificamente utile, ma è per dire che a volte le cose semplici funzionano meglio delle teorie fisio-fantascientifiche.

Ma questo lo sapevi già!!!

Ciao e buon lavoro.”

Aggiungo una nota mia, che sono sicuro sia anche il pensiero di Lazy. Un conto è la Medicina, un conto sono i medici. La Medicina, con tutti i suoi limiti, è una Scienza. Compito della Scienza non è non sbagliare mai ma fornire una spiegazione di cosa accade sulla base delle informazioni a disposizione. Per questo al profano le contraddizioni del mondo scientifico sembrano così assurde: si aspetta certezze ma queste sono tantissime volte solo temporanee proprio per l’evoluzione continua delle conoscenze.

I Trigger Points fanno parte della Scienza, della Medicina. Magari i medici non li conoscono, ma… è un problema delle persone che non possono essere onniscienti. L’errore della classe medica è, invece, di tipo umano: pensare di essere infallibile e che ciò che non è conosciuto… non serva. In questo i medici non sono soli: la sindrome NIH (Not Invented Here) colpisce loro come i personal trainer, tanto per dire…

La Medicina non sbaglia mai, semplicemente può (in molti casi) non avere le informazioni per dare una risposta completa. Sono i medici che sbagliano, e lo fanno quando non ascoltano i pazienti o non ammettono di non avere soluzioni.

Il caso di Lazy è da manuale: troppa attenzione agli esami strumentali, poca attenzione alla qualità di vita del paziente. In fondo gli esami dicevano che Lazy non aveva nulla di invalidante, qualcosa di poco grave rispetto giustamente a gente maciullata, amputata e così via. Sono proprio questi i problemi più complicati da risolvere: i dolori non-così-preoccupanti. In fondo, sono solo pesi, no?

Ciò che voglio dire, in sintesi, è che se avete un problema, vostro, personale, che accade a voi e non a un “campione di soggetti sedentari normopeso scelti per la ricerca in oggetto”, se questo problema non è risolto dai medici da cui andate… dovete rimboccarvi le maniche e cercare, cercare, cercare. Ma sempre all’interno della Medicina perchè di sicuro lì ci sono le risposte: evitate alternative pittoresche perchè “i medici non ci capiscono un cazzo”.

I Trigger Points sono una possibile risposta. Studiateli…

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