Lug 20, 6 anni ago

Back to basics

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Finalmente, dopo aver sistemato la stanza post-trasloco apocalittico e dopo aver messo i piatti nella lavastoviglie… un po’ di relax.

Vi racconto, senza pretesa di scientificità (anche perché qua non c’è proprio da vendere niente…) la conclusione del mio Trigger Point Definitive Experiment©™®

Una piccola premessa: anche quest’anno ho impostato una “preparazione” da culturista, bicipiti, tricipiti, volontà di fare “definizione” e tutto il resto. Dopo 10 giorni mi sono trovato, come sempre, a fare squat-e-stacco-e-stop. Addirittura anche la panca mi ha rotto i coglioni, invecchiando divento sempre più intollerante.

Per farla breve, ecco il mio programma settimanale:

  • Mar – Stacco
  • Gio – HIIT con la cyclette
  • Sab – Lento in piedi, trazioni, parallele, squat.

Un programma BIIO, dài… è “breve” cazzo, una manciata di esercizi, è sicuramente intenso, è infrequente perché sono 3 volte a settimana come l’altro famoso programma di cui i pesi li faccio solo in due sedute, di sicuro è organizzato.

Devo dire di aver trovato un modo di fare l’”aerobica”, cardiofrequenzimetro, cyclette, un film e una serie di scatti del tipo 30” a tutta paletta, 60” di riposo, oppure 30”-45”-60” con 60” di recupero. 20-25 prove. Massacrante ma non angosciante, adatto a chi è abituato da una vita a lavori intervallati.

Vedo un film in 3-4 allenamenti, sono a 2/3 dell’A-Team, un bel filettino e ad Hannibal Smith permetto di violare palesemente le leggi della Fisica: l’Abrams paracadutato che viene spostato in volo a suon di cannonate è favoloso.

Quando faccio i pesi detesto i carichi variabili e ho bisogno di un bel po’ di volume di lavoro nell’unico esercizio serio che faccio. Per me l’allenamento è un modo di rilassarmi, di estraniarmi, di decomprimermi. Serie, recupero, serie, recupero. Mi piace fare molte serie perché carburo bene dopo un po’ e mi piace il momento centrale dell’allenamento quando entro in sintonia con l’esercizio ma non sono ancora troppo stanco.

Potrei portare motivi neurofisiologici per cui conviene fare 8×3 invece che 3×8, però alla fine il motivo è che… a me piace fare così.

Che cosa c’entrano i trigger points? Semplice: da quando ho scoperto che ne avevo due e li ho fatti fuori, la mia schiena è potentissima. E se la schiena è potente, io premo l’acceleratore, è più forte di me.

In questo caso la scusa è stata voler arrivare volontariamente al punto di rottura, vedere il nuovo limite. Impostando una semplice quanto banale progressione come quella del 2008 sono riuscito in piccole imprese per me incredibili, come 10x4x110kg di front squat seguiti da 10x4x130kg di back squat con 2’ di recupero e dato che io valgo adesso 145kg di front e 180kg di back direi che non è male farsi 20 serie così.

Poi sono arrivato a 20x4x170kg di stacco, sempre 2’, 2.5 volte il massimo volume fatto con questo carico… la volta successiva un 14x4x180kg e quella dopo 16x4x180kg, 2’ ancora. L’ultimo allenamento è il doppio del massimo volume mai fatto.

Mi rimaneva da capire se tutto questo era merito dell’eliminazione dei trigger points o il ritorno alla monofrequenza settimanale dello stacco e dello squat: io, mi spiace, ma posso reggere volumi assurdi se la frequenza è di 1 squat, 1 stacco e 2 panche. Se lo stesso volume, per esempio, di stacco lo spezzetto in 2 stacchi, 1 squat e 2 panche faccio il botto. E dato che io mi alleno per divertirmi, se non mi diverto non ha senso allenarsi.

Due settimane fa il mega-spostamento di 3 stanze, 3 smontaggi e 3 rimontaggi di cameretta, studio e camera matrimoniale. Il venerdì, preso di ferie, ero disintegrato, il sabato mattina una larva rantolante e questo dovrebbe far riflettere gli eroi spartani dello squat 1×20 che quando vomitano pensano di essere alle Termopili: un montatore di mobili in una giornata si fa un culo che un palestrato si fa in 3 mesi di allenamento, ricordatelo.

Sabato altri lavoretti, al tatto il lunghissimo del dorso parte toracica era dolente con quel dolore un po’ bruciante che ho imparato ad identificare, sensazione di affaticamento. Pallina e via.

Il pomeriggio ho macinato un 20x4x130kg di squat con 3’, il passaggio da 2’ a 3’ è stato provvidenziale, un bel volume di lavoro, nessun problema di schiena.

La domenica abbiamo continuato a lavorare tutto il giorno rimontando le stanze e nel trapanare un muro per metterci i tasselli ho fatto un movimento balordo e ho sentito dolore al quadrato dei lombi sinistro, in più un ritorno di sensazioni balorde nei movimenti di flessione ed estensione della spina. Ancora pallina, il massaggio mi ha fatto sentire dei fastidi che non avevo più avuto da mesi.

Il martedì stavo bene, ho centrato un incredibile 12x4x190kg di stacco, 4 serie in più del massimo mai fatto. Pallina, bicarbonato, i giorni dopo ancora pallina. Il sabato un assurdo 20x3x140kg di squat, da pa-u-ra!!! Stanchezza minima anche se questo tipo di allenamenti il giorno dopo ti lascia polverizzato.

Pallina, pallina, pallina… ieri sera 16x4x190kg, talmente tante ripetizioni che mi si sono disintegrati tutti i calli delle mani anche se li curo e ora i palmi mi bruciano tantissimo. Cazzo… il doppio del volume mai fatto con 190 kg e… ero cotto ma nessuna perdita di curvatura, né oggettiva né soggettiva (mi sono ripreso e c’ero io a fare lo stacco perciò so cosa ho provato!).

Posso confermare che questo risultato è dovuto esclusivamente al fatto che la mia schiena sta molto meglio da quando ho approfondito la mia conoscenza sui trigger points e in particolare sui miei trigger points e sui motivi che nel mio caso li scatenano: con questo evento accidentale l’ho capito.

Per come la vedo io, ovviamente è un problema di sovraccarico ma ciò che determina l’attivazione di un trigger latente o la sua vera e propria creazione è un evento scatenante: il sovraccarico è una condizione che sostiene ed amplifica il trigger, ma di sicuro esiste un fattore di stress locale e acuto come una giornata di fatica diversa dal solito oppure un movimento errato ed improvviso o qualche altra cosa. Si crea il trigger, il sovraccarico di lavoro lo tiene lì e lo fa peggiorare creando ulteriore fatica locale e sistemica e così via.

La cosa interessante è che questo giochino è bidirezionale: si disattiva il trigger, il sovraccarico di lavoro diventa gestibile perché… non è più tale.

Ovviamente, c’è un limite: ciò che è sovraccarico non lo è più, ok, ma se uno schiaccia ancora l’acceleratore il botto lo fa lo stesso, alla curva successiva. Nel mio caso credo che lo spartiacque sarà sui 200kg di stacco e 150kg di squat, vediamo che succede.

Ah… per correttezza vi dico che se la schiena è granitica, nel fare il front squat credo di essermi infiammato il tendine rotuleo destro, sono passato al back squat ma ovviamente insistendo mi si è infiammato il tendine del quadricipite sinistro. Un po’ eh…

Però mi sto divertendo ed insisto. Voi don’t do this at home e prendete tutto questo come una testimonianza del fatto che, empiricamente, un tizio attribuisce alla disattivazione dei suoi trigger points il fatto di essere migliorato.

Devo brevettare la pallina per il massaggio. Che so… “non una normale pallina da tennis, ma un nanopolimero (polimero fa sempre scena, con nano ancora di più) che, compresso sulla pelle, aumenta la pressione osmotica del derma favorendo il passaggio degli agenti ossidanti (ossidante è oggi sinonimo di anti-invecchiamento e il 40-enne che legge “i 10 modi di farla godere” sulle riviste specializzate… in cazzate è attratto ipnoticamente) accumulati nel tessuto muscolare, abbreviando il recupero (mai capito a che serve abbreviare il recupero se ti alleni 2 volte a settimana…) e incrementando la forza”

Penso che con un po’ di faccia tosta si riuscirebbero a piazzare qualche centinaia di palline nano polimeriche anti-trigger a 20 euro l’una. Del resto c’è chi compra le collane di palline anali…

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